​«Ancora oggi, dopo quasi 15 mesi dalla brutale morte, parliamo di indagati e non di imputati»

Strage treni, le famiglie delle vittime scrivono a Mattarella: «È la nostra ultima speranza»

«Un grido disperato di richiesta di aiuto di noi famiglie che piangiamo 23 morti da quasi 15 mesi. Purtroppo ancora oggi dalla Procura di Trani non si è mosso nulla, i Pm che indagavano da 4 sono passati a 2»

Cronaca
Andria lunedì 02 ottobre 2017
di La Redazione
Mattarella incontra le famiglie delle vittime: «Un uomo che sta mostrando tutta la sua umanità»
Mattarella incontra le famiglie delle vittime: «Un uomo che sta mostrando tutta la sua umanità» © CoratoLive.it

«La nostra ultima speranza». Così l’Astip – l’associazione strage treni in Puglia 12 luglio – definisce la lettera scritta e indirizzata al presidente Sergio Mattarella. Perché «questo silenzio da parte della Procura di Trani è diventato oltraggioso per le 23 vittime ancora in attesa di giustizia. Siamo ancora fermi agli indagati. Non ci è dato sapere quando avremo l'elenco degli imputati».

«Carissimo presidente Mattarella – scrive l’Astip - questa mia missiva è un grido disperato di richiesta di aiuto di noi famiglie che piangiamo 23 morti da quasi 15 mesi. Purtroppo ancora oggi dalla Procura di Trani non si è mosso nulla, i Pm che indagavano da 4 sono passati a 2, e noi famiglie siamo sempre più disperate.

Perché questa lentezza? Perché a distanza di 15 mesi dall'orribile strage continua questo silenzio dilaniante da parte della Procura di Trani?

Lei deve sapere che ancora oggi non c'è sicurezza su quella tratta, e nonostante ci siano 14 indagati, tra cui i massimi vertici della Ferrotramviaria, la Regione Puglia ha prorogato la concessione per altri 10 anni.

Ancora oggi, dopo quasi 15 mesi dalla brutale morte, parliamo di indagati e non di imputati.

Le riporto un passo di Pablo Neruda: “Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, chi rinuncia ad inseguire un sogno”. Ci aiuti a capovolgere il tavolo, affinché giustizia sia fatta».

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I commenti degli utenti
  • Alessandro Rendine ha scritto il 02 ottobre 2017 alle 17:51 :

    Se non mi sbaglio il Presidente dell'Ente Regione Puglia che ha prorogato la concessione (come riportato dall'appello delle famiglie) è lo stesso dr Emiliano, ex Magistrato, che ha assicurato in più occasioni che sarebbe stata fatta giustizia, Costui soffre, per caso, di sdoppiamento della personalità? Una sorta di mr. Hyde e dr. Jehill? O lo belle frasi (tipo "non Vi lasceremo soli" fanno parte della retorica e della ipocrisia delle Istituzioni? Rispondi a Alessandro Rendine

    Leonardo Matera ha scritto il 03 ottobre 2017 alle 07:52 :

    In Italia vige la separazione dei poteri. Non mischiamo politica e autorità giudiziaria, perché la prima non può esercitare alcuna pressione nei confronti della seconda, per fortuna. La ricerca della giustizia, così come richiesta dai parenti delle vittime, richiede tempo per individuare esatte responsabilità di rilievo penale ed escluderne altre . Rispondi a Leonardo Matera

    Alessandro Rendine ha scritto il 03 ottobre 2017 alle 10:45 :

    Dal punto di vista teorico è esatto quel che affermi circa la separazione dei poteri. In pratica, però, la Magistratura spesso e volentieri si adegua ad una certa ideologia politica e di esempi purtroppo ve ne sono tanti. In verità per gli "amici" i termini di prescrizione decorrono per mera distrazione " del giudice, per i "nemici" si convoca a luglio una sezione speciale della Cassazione affichè venga pronunciata la sentenza prima che scadino i termini. Questa è storia, non politica. Che vi sia una a una anomale commistione fra certa parte della Magistratura e certa parte della politica lo sanno tutti ! Nella fattispecie, i Magistrati inquirenti hanno le loro buone ragioni per proseguire la istruttoria, ma l'etica avrebbe dovuto indurre il dr Emiliano a ben altre determinazioni. Rispondi a Alessandro Rendine