Le foto della residenza che un tempo ospitava la "Comunità Incontro"

La masseria San Vittore prende forma e sostanza

Il progetto di accoglienza residenziale e non per detenuti pronto ad essere avviato tra maggio e giugno dell'anno in corso

Cronaca
Andria martedì 30 gennaio 2018
di Sabino Liso
La masseria San Vittore - progetto
La masseria San Vittore - progetto "Senza Sbarre" © AndriaLive

Il progetto “Senza Sbarre” prende forma e sostanza. L’antica masseria di contrada San Vittore, che un tempo ospitava la “Comunità Incontro” (per il recupero di tossicodipendenti), torna ad essere protagonista di un grande progetto pilota di inclusione sociale per detenuti ed ex detenuti nelle carceri di Puglia e Basilicata.

Il progetto, finanziato dalla nostra Diocesi, con l’aiuto di tanti benefattori che negli anni non hanno fatto mancare il loro supporto economico, è coordinato da don Riccardo Agresti e don Vincenzo Giannelli che da anni ormai continuano a sostenere moralmente e spiritualmente, presso il carcere di Trani, coloro che hanno incontrato la devianza nel corso della propria vita, animati dallo spirito del Vangelo di Matteo che invita tutti a confrontarsi con il giudizio universale: "… Quando ti abbiamo visto affamato, assetato, in carcere … ogni volta che avete fatto questo a uno di miei fratelli, lo avete fatto a me" (Mt 25).

L'esperienza pastorale parrocchiale svolta dai due sacerdoti in quartieri a rischio ha permesso di evidenziare una piaga nota: la micro e macro criminalità presente da decenni e le relative famiglie oppresse da scelte sbagliate e dal disagio che la detenzione provoca ad esse e alla comunità. Da qui la scelta di non tralasciare nessun delle persone affidate alla cura spirituale, invitando i fedeli a creare "ponti tra il carcere e il mondo".

L'iniziativa "Senza sbarre" si pone come obiettivo quello di concretizzare una rete di accoglienza residenziale e semiresidenziale per detenuti ed ex, nell’agro di San Vittore, ad Andria, tramite l'Associazione "Amici di San Vittore". 8 ettari di terreno da sistemare e coltivare, spazi che saranno poi adibiti alla lavorazione di prodotti esclusivi a marchio “Senza Sbarre”, perché sia chiaro: il lavoro nobilita l’uomo e lo rende libero. Un work in progress in costante evoluzione finalizzato ad integrare e soprattutto dare una opportunità di lavoro e nuova vita a coloro che hanno sbagliato e che sono pronti a rimediare ai loro errori.

«I luoghi di detenzione – commentano don Riccardo Agresti e don Vincenzo Giannelli - sono spazi di segregazione dalla società. La nostra Diocesi sta scommettendo su questo progetto. Ora si passa dalle parole ai fatti e tra Maggio e Giugno facciamo decollare questa nuova realtà in cui è presente anche la Caritas Nazionale. Daremo la possibilità a circa 10 persone di partecipare al progetto formativo e lavorativo». Nei primi tempi ci sarà da lavorare la terra, sistemare i luoghi ma, come già accennato, è in serbo la possibilità di creare piccole nicchie di prodotti alimentari. Un percorso educativo complesso che si avvarrà ovviamente anche di una equipe socio-psico-pedagogica in un contesto paesaggistico dove la calma e la bellezza del territorio murgiano, con le sue varietà di flora e fauna, possono fare davvero la differenza.

Il 20 Maggio intanto è in programma al palasport di viale Germania, ad Andria, il concerto di Al Bano. Nel giorno del suo 75esimo compleanno il cantante di Cellino San Marco ha deciso di cantare per agli ultimi, sposando la causa “Senza Sbarre” – il ricavato del concerto infatti servirà per sostenere le attività della masseria di San Vittore. Il costo del biglietto è di 30 euro parterre e di 15 gradinate. SI può acquistare il biglietto presso la parrocchia S.M. Addolorata alle Croci oppure presso Eredi Vincenzo Ernesto, in piazza Imbriani 12, ad Andria.


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I commenti degli utenti
  • nina ha scritto il 04 febbraio 2018 alle 12:42 :

    Quando Gesù parlava di quelli che avevano fame, sete, ed erano carcerati, si riferiva a persone davvero nel bisogno, reietti della società di quel tempo. Oggi non è più tanto così, perché persino il povero non è tanto povero e non esiste l'assetato cronico, a meno che non si trovi per un errore di marcia in un deserto. Né tanto meno esiste oggi, specie nella nostra società, un uomo BUONO che è in carcere perché, come Gesù, ha fatto del bene e dà fastidio a qualche potente. Oggi ci sono in carcere, quando si riesce a catturarle, persone senza scrupoli che, se fuori, continuerebbero benissimo a delinquere e non mi riferisco solo al ladruncolo ma soprattutto a chi compie efferratezze di ogni tipo. Quindi il carcere è per loro un posto di noia perché impedisce di fare crimini. Rispondi a nina