“Per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti”

Sembra che nessuno più si accorga e si lasci interrogare dal vicino di casa senza luce, gas e beni per la sopravvivenza e dal barbone che giace su una panchina avvolto da cartoni

Geremia Acri Ho un debole per i deboli
Andria - venerdì 02 marzo 2018
clochard
clochard © n.c.

In questi giorni di freddo gelido, mentre il cielo buffa neve, le cronache nazionali commentano le tragiche morti per assideramento di diversi clochard in molte Città italiane.

I notiziari, se ascoltati e seguiti con attenzione, fanno percepire un senso di rassegnazione a questo fenomeno, dove pare, sia normale e sintomatico che l'altro sia morto congelato, perché senza un tetto e un letto dove riscaldarsi.

Dal sistema mediatico si capisce, quanto l'Italia e noi italiani abbiamo smesso di scandalizzarci davanti al mostro brutale della povertà. Sembra che nessuno più si accorga e si lasci interrogare dal vicino di casa senza luce, gas e beni per la sopravvivenza e dal barbone che giace su una panchina avvolto da cartoni.

Ormai nel panorama sociale in cui viviamo bisogna prendere atto che la povertà si è relativizzata e le vecchie misure di contrasto funzionano solo come stampella ad un welfare ridotto all'osso.

Infatti tanti sono i dormitori messi a disposizione per il pernotto e tanti sono i volontari che liberano e donano del tempo distribuendo, durante le ore notturne e diurne, viveri, coperte e cibo ai senza fissa dimora o chi vive in un’auto o al riparo di qualche monumento di cui è ricco il nostro Bel Paese.

Ma questo non basta per dare dignità a queste persone. Questo è solo un palliativo che l'Italia e noi italiani utilizziamo ogni anno per metterci apposto la coscienza rimanendo comunque e sempre irresponsabili e disumani davanti ai bisogni essenziali delle persone. Anzi, ipocriti perché il problema rimane lì, e diventa poi sempre più difficile arginarlo perché ogni anno cresce. Sì, perché i poveri, al sistema fraudolento diabolico-capitalista-liberista, servono e sono essenziali. Lo dice la scienza economica, e lo dicono altrettanto bene le politiche economiche del nostro Paese, l’Italia, nell’appena anno passato 2017, ha speso 24 miliardi di euro in armi e militari, pari 64 milioni di euro al giorno. Per il 2018 si prevede un miliardo in più.

L’Italia che investe sempre più in campo militare sia a livello nazionale, europeo ed internazionale. L’Italia spende una barca di soldi per gli F-35 (14 miliardi di euro). Questo, malgrado la Corte dei Conti abbia fatto notare che ogni aereo costerà almeno 130 milioni di euro contro i 69 milioni previsti nel 2007.

Adottando questo sistema lo stato sociale subisce periodici tagli, togliendo garanzie alle persone bisognose. Una vergogna senza fine perché le disuguaglianze stanno facendo aumentare le ineguaglianze e nel contempo l'emarginazione sociale sta diventando un punto di non ritorno per l'Italia.

Per cui, se si volesse diminuire il divario tra ricchi e poveri le soluzioni ci sarebbero, ma servirebbero innanzitutto politiche di inclusione sociale serie e politiche di amministrazione economiche etiche.

Oltretutto l’Italia e noi italiani dobbiamo ricordare di avere un nobile spirito civile da difendere per il bene di tutti, nessuno escluso, che sia ricco o povero, che sia bianco o nero.

Tutti, indistintamente, siamo persone aventi diritto ad un tetto, un letto e una morte dignitosa, magari tra le braccia di qualcuno, che ci vuole bene.

Ciò che addolora è vedere con quanta indifferenza si permette che tante persone vadano incontro alla morte ingiustamente, facendo morire anche una parte della nostra bella e buona umanità.

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