Botticelli e la nascita di Venere

Storia di un capolavoro

Antonella Casucci Impara l'Arte e...
Andria - venerdì 05 dicembre 2014
©

Dopo i numerosi spunti forniti per approfondire la conoscenza del nostro territorio, oggi apriamo una finestra sulla storia dell’arte nazionale per fattura, ma internazionale per fama, tuffandoci in uno dei capolavori, forse, più noti dell’arte di tutti i tempi: la Nascita di Venere di Sandro Botticelli.
Chi è stato Sandro Botticelli?In che modo l’epoca in cui è vissuto ha influenzato il suo stile pittorico? Quando e perché fu realizzata la Nascita di Venere?
Sandro Filipepi detto poi del Botticello o Botticelli, nacque nel 1445, in una modesta abitazione nel quartiere di Santa Maria Novella a Firenze, da Mariano di Vanni di Filipepi, un umile conciatore di pelli e da sua moglie “monna Smeralda”. Il soprannome, per alcune fonti, era stato affibbiato a suo fratello maggiore Giovanni che, probabilmente, doveva essere incline alla buona tavola e in particolare alle libagioni mentre nelle famose Vite di Giorgio Vasari, Botticello fu il primo maestro di Sandro, un orafo conoscente del padre.

L’educazione ricevuta da Botticelli fu quella sommaria che si impartiva ai figli degli artigiani nella Firenze della seconda metà del Quattrocento. Sicuramente Sandro mostrò, ben presto, una certa inclinazione verso il disegno e la pittura, tant’è che suo padre che aveva pensato di avviarlo alla professione mercantile, fu quasi costretto, a causa dell’ostinazione del figlio, noto per il suo carattere inquieto, a metterlo a bottega presso il frate Filippo Lippi, uno dei maestri più vecchi e apprezzati all’epoca a Firenze. La produzione degli esordi di Botticelli, fra la fine degli anni sessanta fino al 1474, mostra tracce evidenti degli insegnamenti del frate. A questo periodo di formazione seguì quello nella bottega del pittore Andrea del Verrocchio, lo stesso maestro di cui saranno allievi, successivamente, Perugino e Leonardo da Vinci, e che, tra l’altro, era una delle due grandi botteghe fiorentine che si contendevano le commissioni più importanti nella città. L’appoggio della famiglia dominante era importante per lavorare e Botticelli è noto soprattutto per essere stato uno dei pittori attivi alla corte medicea. La sua carriera è, infatti, caratterizzata da un legame costante con la committenza dei Medici, ma fu in particolare il raffinato clima umanistico, sviluppatosi intorno alla figura di Lorenzo il Magnifico, ad ispirarlo maggiormente. Sono di questo periodo alcuni ritratti e l’Adorazione dei Magi degli Uffizi in cui compaiono alcuni esponenti della famiglia de’ Medici oltre che un autoritratto dello stesso autore; dagli stessi committenti è ordinata anche la realizzazione della Primavera, altro capolavoro famosissimo del Botticelli. Nel 1481 si reca a Roma per partecipare alla realizzazione degli affreschi della Cappella Sistina che testimoniano la piena maturità del suo stile.

Il dipinto noto come Nascita di Venere, del 1484 circa, fu realizzato come pendant, ovvero come complementare, della Primavera dipinta un paio di anni prima. Entrambi si trovavano nella villa medicea di Castello, poco fuori Firenze, l’uno accanto all’altro; è per questo motivo, infatti, che tuttora sono posti affiancati anche nella sala degli Uffizi in cui è possibile ammirarli nella loro maestosità. Nella stessa stanza della villa, acquistata nel 1477 da Lorenzino e da Giovanni de’ Medici, cugini del Magnifico, si trovavano anche altre opere del Botticelli tra cui probabilmente Pallade e il centauro, ricevuto da Lorenzino come dono di nozze da parte del Magnifico. Eccezionalmente su tela come pochi altri dipinti del Botticelli e non su tavola, diversamente dal titolo ottocentesco, esso non rappresenta la nascita di Venere, ma più precisamente l’approdo della dea, nata dal mare e spinta sulla valva di una conchiglia da Zefiro, abbracciato alla ninfa Clori, sulla riva dell’isola di Cipro, dove l’attende l’Ora della Primavera per coprirla con un manto tempestato di fiordalisi. Il tema, già trattato da Omero e nelle Metamorfosi di Ovidio, fu rielaborato da Poliziano, costituendo una fonte letteraria importante per Botticelli che vi si ispirò.

Nel dipinto la figura di Venere, allungata e flessuosa, raffigurata come Venus pudica, con la mano destra al seno e la sinistra a coprire l’inguine con i lunghi capelli biondi e lumeggiati in oro, rappresenta l’apice nella ricerca di una bellezza ideale e di una perfezione formale in linea con gli ideali neoplatonici.

Negli anni successivi e fino all’ultimo decennio del Quattrocento il Botticelli sarà profondamente influenzato dagli avvenimenti politici del periodo successivo alla morte del Magnifico, avvenuta nel 1492, e dalla predicazione del frate domenicano Girolamo Savonarola, tanto che questa tensione religiosa sarà tangibile in opere come la Calunnia e la Natività Mistica del 1500. Nel 1510 quando morì, malato e povero, dopo una crisi artistica ed esistenziale, Firenze aveva già assistito al contrasto tra Leonardo e Michelangelo per la decorazione della sala del Maggior Consiglio di Palazzo Vecchio.

Per comprendere un’opera d’arte è certamente importante conoscerne l’autore soprattutto in correlazione al periodo in cui è vissuto che, spesso, spiega più chiaramente la genesi e, in alcuni casi, il significato dell’opera stessa. Questo è doveroso per Botticelli autentico interprete della sua epoca.


Bibliografia
I capolavori dell’arte, Botticelli nascita di Venere, Vol. 1, Corriere della sera, 2014
Botticelli e l’età di Lorenzo il Magnifico, a cura di: Marco Campigli, Ippolita di Majo, Aldo Galli. Giovanna Uzzani, 2007

Altri articoli
Gli articoli più letti