Ida, vincitore del Premio Oscar 2015 come miglior film straniero

“Sono sorpreso ed emozionato, ringrazio tutti i miei amici polacchi che a quest’ora saranno sicuramente tutti ubriachi. Questo mi piace dei polacchi, la loro abilità nel bere“

Gianluana Montrone Aggiungi un posto in sala
Andria - venerdì 13 marzo 2015
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Regia: Paweł Pawlikowski

Genere: drammatico
Anno: 2013
Attori: Agata Trzebuchowska; Agata Kulesza; Joanna Kulig.
Fotografie: Ryszard Lenczewski
Musiche: Kristian Eidnes Andersen
Paese: Polonia
Trama: La protagonista della vicenda è Anna, giovane donna rimasta orfana in tenera età. Prima di prendere i voti, la Madre superiora convince la ragazza a conoscere la zia Wanda, unica sua parente rimasta in vita.

Anna scopre di essere ebrea e di chiamarsi Ida. Le due donne partono alla ricerca di Szymon, artefice della morte dei genitori di Ida. Dopo un inizio burrascoso, durante il viaggio, impareranno a conoscersi l’un l’altra, a scoprire le proprie differenze e a volersi bene.
Analisi: La vicenda è ambientata negli anni ’60, infatti la scelta del regista è stata quello di girare il film in bianco e nero. Paweł Pawlikowski è stato capace di descrivere la psicologia femminile di due persone totalmente diverse: il giudice sanguinario e la suora vergine.
Film del 2013, vince il premio Oscar come miglior film straniero il 22 febbraio 2015.

“Sono sorpreso ed emozionato, ringrazio tutti i miei amici polacchi che a quest’ora saranno sicuramente tutti ubriachi. Questo mi piace dei polacchi, la loro abilità nel bere.“
E’ stato il divertente commento di Pawel, durante il discorso di ringraziamento per l’Oscar.  E infatti l’abilità del bere dei polacchi emerge anche nel film: la zia Wanda è spesso ubriaca, cerca di affogare i suoi dispiaceri nell’alcool e nel sesso. La giovane Ida proverà a mettersi nei panni della zia, ma si renderà presto conto che quel tipo di vita non le si addice e deciderà di tornare in convento.
Le scene scorrono con lentezza, anche grazie all’effetto del bianco e nero. Molto particolari sono le prime immagini del film in cui non ci sono dialoghi, ma descrivono abilmente la vita in convento.
Consigliata la visione del film in lingua originale e sottotitolato.
Da vedere.

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