“Post_produzione. Città, industria, ambiente. Una visione di progetto”

La Conferenza ha luogo in contemporanea con la Festa dell’Architetto, organizzata dall’Ordine di Taranto, che quest’anno festeggia i 40 anni dalla sua fondazione

Marialba Berardi architettur_A_ltrove
Andria - venerdì 10 luglio 2015
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Le problematiche ambientali, del riuso, della riconversione industriale sono il tema sul quale si confrontano i delegati  degli Ordini degli Architetti di tutta Italia; Taranto la sede scelta, non a caso, per l’urgenza e la non procrastinabilità della risoluzione dei complessi problemi legati alla produzione industriale ed al suo impatto su uomo ed ambiente.

In questi giorni la Puglia ospita le delegazioni degli Ordini degli Architetti di tutta Italia, per il consueto appuntamento con la Conferenza Nazionale, che ha luogo a Taranto il 9 luglio.
Non casuale la scelta del centro industriale, tra i più importanti e problematici del nostro paese; infatti, nell’ambito di tutte le manifestazioni che coinvolgeranno gli architetti delegati, e che si svolgeranno dal 9 all’11 luglio p.v., il tema cardine sul quale si focalizzerà l’attenzione è “Post_produzione. Città, industria, ambiente. Una visione di progetto”.

Niente di più attuale e drammaticamente urgente nella città pugliese che sta pagando un prezzo altissimo in termini sociali ed economici, sia per le deleterie ricadute sul territorio e sulla comunità della dissennata e poco lungimirante politica industriale attuata nei decenni passati, sia per le prospettive di riconversione  delle attuali attività in una logica di maggiore rispetto ambientale,  con lo sguardo rivolto alla crisi economica che sta letteralmente strozzando il nostro paese.

Attualissimo il dibattito sul conflitto tra città produttive/industria da un lato, ed  ambiente/salute dall’altro, che vede nella città dei due mari la esemplificazione più drammatica di una dicotomia che ha portato in questi ultimi anni a privilegiare la logica del profitto industriale – ben “giustificata” da ragioni di salvaguardia dei posti di lavoro – rispetto alla tutela ambientale ed alla salvaguardia della salute di un’intera comunità.

Ecco quindi come questo doppio evento – Conferenza Nazionale e Festa dell’Architetto – rappresenti un momento importante di riflessione, che coinvolge non solo gli architetti ma anche i responsabili del governo regionale e nazionale, i sindacati, Confindustria, Legambiente, ANCI, economisti e progettisti, finalizzato ad approfondire i diversi aspetti della riqualificazione/riuso di aree industriali dismesse, quali possono essere le raffinerie, acciaierie, cementifici, cave e aree portuali. Senza perdere di vista il tema della rigenerazione urbana da attuare nei centri storici, come nelle aree portuali o ex-militari, che rimane la tematica più cogente e sulla quale “scommettere” per un rilancio del nostro territorio e, contemporaneamente, anche dell’economia prodotta dalle imprese che operano proprio nel campo dell’uso e della trasformazione del territorio, le più colpite dalla crisi internazionale che attanaglia di riflesso anche le categorie professionali ad esse legate.

Nelle giornate del 10 e 11 luglio – nell’ambito della Festa dell’Architetto – si parlerà di possibili scenari per una riconversione industriale, nell’ambito di un più ampio programma di bonifica ambientale e di riqualificazione di aree produttive dismesse, mettendo sul tavolo altre realtà  industriali che hanno già intrapreso un percorso di riconversione (il caso Bagnoli a Napoli, la riqualificazione del porto antico a Genova, la cave di Fantiano a Grottaglie, solo per citarne alcuni) e prospettando – con l’ausilio di alcune buone pratiche pugliesi – una proposta per Taranto; una città che rappresenta un “tavolo di lavoro” completo e complesso per la compresenza di tutte le tematiche citate: le aree industriali per le quali vanno pensati programmi di riconversione, l’urgenza di risolvere i gravi danni ambientali e di salute causati dalla stessa attività industriale, la necessità di recuperare le aree militari dismesse individuandone il loro riuso, il rapporto tra città e area portuale, il centro antico da rigenerare.

Tutto questo sarà anche oggetto di un Manifesto, sottoscritto da tutti gli Ordini nell’ambito della Conferenza Nazionale del 9 luglio, risultato di un lavoro di approfondimento sul governo del territorio, nel quale gli architetti - a fronte delle problematiche che manifestano le nostre città, divenute ormai luogo del conflitto più che della socializzazione,  della trasformazione globale dell’economia, del contrasto tra città produttiva a città abitabile  -  pongono al centro del loro operato la rigenerazione dei nostri centri, che si tratti di periferie come di centri storici, basata principalmente sul recupero degli spazi della socializzazione e delle relazioni, salvaguardando il rapporto tra città e campagna, utilizzando il progetto come momento partecipativo di una comunità consapevole che contribuisce  al disegno del suo futuro, e, non ultima, la sfida a semplificare ed unificare le regole e norme che governano le trasformazioni del territorio.

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