Alle origini dell’Elettromagnetismo Terrestre

I nodi di Hartmann e la moderna Geo-Biologia

Enza Porro Interior & design
Andria - venerdì 28 agosto 2015
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Come anticipato dal titolo, l’articolo odierno (http://www.epstudiodesign.it/news-eventi/quando-i-nodi-di-hartmann-vengono-al-pettine-.html) tratta l’argomento dell’Ellettromagnetismo “ab origine”, considerando le componenti cosmiche che da sempre investono “naturalmente” il Pianeta Terra. La specie umana ha “solo” contribuito ad elevare i livelli delle componenti dannose delle onde elettromagnetiche, producendone in quantità smisurata artificialmente, e causando il tanto famigerato Inquinamento Elettromagnetico.

Nel trattato “De Architectura” risalente al 15 a.C. Marco Vitruvio racconta che, per scegliere il luogo più idoneo all’edificazione di una casa, di un’intera città piuttosto che di un accampamento, gli antichi romani lasciavano pascolare sul terreno candidato un gregge di pecore, esaminandone poi accuratamente e a distanza di tempo lo stato di salute generale, o addirittura le interiora. L’esito di questa analisi forniva loro la capacità di desumere o meno la bontà del luogo. Oggi sappiamo che queste pratiche, nonostante l’alone di magìa che ancora le circonda, hanno una base reale: opponendo resistenza ai raggi tellurici, gli organi interni risentono infatti direttamente di eventuali concentrazioni di flussi geomagnetici. Sempre nell’antichità, ma nei paesi orientali quali Cina e Tibet col Feng-shui e in Giappone col Ka-so, pratiche analoghe venivano perseguite per individuare il sito più idoneo ad edificare case e luoghi di culto, ma anche per neutralizzare con determinati espedienti, eventuali effetti nocivi in case già edificate.

Interessanti studi architettonici condotti su molti dei progetti di cattedrali gotiche sparse in Europa (prima fra tutte la famosissima Cattedrale di Chartres ) hanno dimostrato che, con evidente ed elevatissima probabilità, anche nel Medioevo il reticolo geomagnetico fosse conosciuto e “temuto”,  poiché si è riscontrato che i punti più importanti di tali cattedrali si trovano all’interno delle fasce “neutre”, dove era possibile fruire positivamente delle energie cosmiche che scaturiscono dal sottosuolo terrestre.

Lungo il cammino evolutivo attraverso i secoli, la specie umana ha via via perso (purtroppo e soprattutto in Occidente) l’originale sensibilità a quanto proviene dall’ambiente in termini di energie sottili. Bisogna giungere sino al 1937 per trovare, grazie allo scienziato Peyré, la prima segnalazione della presenza sulla Terra di un campo elettromagnetico a struttura reticolare, riconducibile a quello dei meridiani e dei paralleli geografici. Ma si deve soprattutto ad Ernst Hartmann, medico dell’Università di Heildelberg, il merito di aver gettato le basi della moderna geobiologia. Constatata una correlazione fra determinati luoghi e l’insorgenza di specifiche patologie, Hartmann dimostrò la stretta interdipendenza fra ogni essere vivente e le energie provenienti dalla Terra e dal cosmo, arrivando ad ipotizzare che l’insorgenza di determinate malattie dipendesse da una ridotta capacità immunitaria, a sua volta riconducibile al continuo dispendio di energie che ogni organismo vivente è costretto ad attivare per compensare le anomalie del sito.

La fama di Hartmann è legata soprattutto alla rete globale, o rete H, che distribuita sull’intera superficie della terra si innalza attraverso tutta la biosfera, estendendosi lungo l’intera superficie del pianeta. La maglia, che si restringe verso i poli e si allarga verso l’equatore, è composta da fasce larghe circa 20 cm., distanziate fra loro di circa 2 mt in direzione Est-Ovest, e di circa 2,5 mt in direzione Nord-Sud. Secondo la teoria di Hartmann, si possono reputare “neutre” ( e quindi prive di effetti negativi ) le zone che ricadono all’interno dei riquadri formati dalle fasce, mentre risultano nocive le fasce stesse, e ancor più i loro punti di incrocio ( i famosi nodi H o nodi cancro ), energeticamente più attivi. La loro nocività aumenterebbe in concomitanza di altre perturbazioni dovute sia a fonti naturali che artificiali: a rendere più attivo, in maniera patogena, un nodo H può contribuire ad esempio la presenza nel sottosuolo di corsi d’acqua, faglie, masse magnetiche e strutture metalliche; ma anche l’inquinamento elettromagnetico artificiale che, disturbando l’equilibrio cellulare, sottopone a continui stress l’intero organismo, indebolendone sensibilmente le difese immunitarie.

Se si dorme in un ambiente dove il campo elettromagnetico è elevato, l'organismo umano fa da vero e proprio accumulatore perché durante il sonno l'organismo è più ricettivo, e la posizione orizzontale, mancando del contatto con il suolo e non consentendo di scaricare l’elettricità, enfatizza l'intensità della rete Hartmann. Anche le piante si mostrano molto sensibili alle zone geopatogene, nelle quali hanno difficoltà di attecchimento e di crescita e subiscono più facilmente le malattie; una zona negativa è resa particolarmente evidente dalle siepi che, nella parte interessata, perdono vigore e ingialliscono.

Oltre alla rete di Hartmann ne esiste un'altra, (di natura elettrica) scoperta dal Dottor Manfred Curry: sempre di struttura cubica, si pone in modo diagonale  rispetto a quella di Hartmann. Le "fasce" della rete di Curry si propagano da nord nord-ovest a sud sud-est e da sud sud-ovest a nord nord-est, formando un angolo di circa 45° rispetto all'asse magnetico terrestre. La rete di Curry ( con lati di dimensioni pari a 3 - 3,5 mt ) non sostituisce o nega l'esistenza della rete H, ma ad essa si sovrappone e con essa interagisce. Nei punti in cui i vertici delle maglie della rete di Hartmann, corrispondono con quelli di una maglia del reticolo di Curry, gli elementi patogeni sembrano amplificarsi. 

Le teorie di Hartmann e Curry vengono ancora oggi fortemente avversate dalla medicina ufficiale, e spesso definite “credenze popolari”: è pur vero che lo stesso Hartmann parlava di generici “Raggi della Terra”, senza dare chiarimenti ulteriori, ma limitandosi ad affermare che stazionare su questi punti può portare a disturbi anche gravi, ad esempio a certe forme di tumore.

Nella realtà dei fatti, dall’epoca in cui sono state gettate le basi la geobiologia ( disciplina che studia l'interazione fra il luogo in cui viviamo e il nostro equilibrio energetico ), sono stati fatti passi da gigante. Esistono oggi evidenze scientifiche che dimostrano che lo stazionamento su alcuni punti piuttosto che su altri modifica il terreno biologico, e che quella “forma di energia negativa” che era stata solo intuita da Hartmann (e che a quanto pare poteva percepire soggettivamente) può essere non solo isolata e misurata oggettivamente, ma entro certi limiti addirittura neutralizzata.

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