L’intossicazione per ingestione

Il primo soccorso: far vomitare o no?

Aldo Carnicella Pronto CRI
Andria - venerdì 20 novembre 2015
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Continuiamo a parlare di intossicazioni per ingestione e in questo articolo citiamo le sostanze che più frequentemente le possono provocare.

I sonniferi

  1. Barbiturici (luminale, gardenale…): in forti dosi possono essere letali;
  2. Benzodiazepine (En, Tavor, Valium…): difficilmente sono letali, anche in forti dosi; lo possono diventare se somministrati assieme ad altre sostanze (es. alcool).

I sonniferi provocano sonnolenza, con possibile morte per soffocamento o arresto respiratorio.

Se l’intossicato è ancora sveglio, dobbiamo farlo vomitare, somministrare molto caffè ed impedirgli in ogni modo di addormentarsi, ospedalizzandolo rapidamente anche se sembra essersi ripreso.

Alcoolici (bevande, profumi, lozioni…)

In forte quantità, oltre alla ben nota ubriachezza, possono provocare sonnolenza, convulsioni, ipoglicemia, arresto respiratorio; un paziente diabetico, in particolare, può cadere in una grave crisi ipoglicemica. Gli intossicati sono facilmente distinguibili dall’odore caratteristico, e dalla pelle calda e rossa.

Se l’intossicato è sveglio, dobbiamo farlo vomitare, poi somministriamogli caffè o acqua senza zucchero.

Funghi velenosi

  1. A rapida incubazione (1-6 ore): provocano nausea, vomito, diarrea, eccitazione e tachicardia; non sono mai mortali
  2. A lenta incubazione (8-48 ore): provocano nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, shock danni al fegato: possono essere mortali.

Il vomito di solito avviene spontaneamente, ma dopo tanto tempo le sostanze tossiche sono già assimilate.

Dobbiamo ospedalizzare in fretta l’intossicato, recuperando avanzi, vomito o informazioni utili ad identificare la specie di fungo

Antiparassitari

Sono tossici, oltrechè per ingestione, anche per inalazione e contatto.

Causano tremori, convulsioni, alterazioni della respirazione.

Se ingeriti, dobbiamo fare vomitare; togliamo i vestiti impregnati evitando di contaminarci, e laviamo con cura le parti esposte.

Può essere pericoloso praticare le respirazione bocca a bocca.

Prodotti petroliferi (benzina, cherosene, nafta, trielina, cera, pitture e relativi solventi, resine, aquaragia, smalto per unghie, acetone).

Provocano, in misura diversa, bruciaore alla bocca e all’esofago, ed in misura minore allo stomaco; poi si hanno vomito, diarrea, disturbi nervosi.

NON facciamo vomitare: i vapori verrebbero inalati, provocando una gravissima polmonite.

Somministriamo ilio di vaselina per diluire i prodotti, limitandone l’assorbimento; NON somministriamo latte.

Sostanze caustiche acide e alcaline

Provocano la formazione di ulcere e perforazioni dolorosissime dapprima alla bocca e all’esofago, poi allo stomaco.

NON facciamo vomitare, perché il vomito tornerebbe a corrodere la bocca e l’esofago.

Somministriamo albumi d’uovo mescolati a latte o acqua; questi proteggono le pareti dei visceri e diluiscono il caustico.

Facciamo attenzione a non sporcarci con tracce di caustici, soprattutto nella respirazione bocca a bocca.

E’ SCONSIGLIATO tentare di neutralizzare un caustico acido con un alcale, o viceversa; in alcuni.

Tensioattivi (saponi, shampoo, detersivi)

Il pericolo maggiore è che formino schiuma che può soffocare la persona, soprattutto se vomita.

NON facciamo vomitare; somministriamo acqua e Mylicon (dimeticone) che impedisce la formazione di schiuma.

Detersivi per lavatrice o lavastoviglie

Questi detersivi sono più pericolosi degli altri; infatti, pur sviluppando meno schiuma contengono sostanze caustiche.

Aspirina (o salicilati in genere)

Questi farmaci sono fortemente corrosivi per le pareti dello stomaco; un sovradosaggio può provocare un’ulcera perforante, con dolore fortissimo, vomito sanguinolento, possibile peritonite e shock.

Inoltre un sovradosaggio altera i ritmi respiratori fino al possibile arresto.

Dobbiamo dare da bere acqua, e poi indurre vomito.

Piante velenose

Parti di piante possono essere ingerite soprattutto dai bambini.

Dobbiamo provocare il vomito, e correre in ospedale portando parti della pianta per permettere un suo riconoscimento sicuro.

Questo è tutto per ora, al prossimo articolo, dove continueremo a parlare delle intossicazioni per altre vie.

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