Star Wars: le origini della saga

La faticosa nascita di un film che ha rischiato di non essere mai prodotto

Andria - venerdì 08 gennaio 2016
©

Solo qualche settimana fa è stato distribuito nelle sale di tutto il mondo il nuovo capitolo di una saga che ha rivoluzionato il genere dell’epopea spaziale: Star Wars - Il Risveglio della Forza. Dopo più di dieci anni dall’ultima trilogia firmata George Lucas, le redini della Lucasfilm passano nelle mani della Walt Disney Company che non perde l’occasione di annunciare un sequel in tre atti e uno spin-off di altrettante dimensioni. I vecchi fan sono accorsi entusiasti (con qualche riserva per la nuova regia) affiancati da nuovi e curiosi seguaci della saga. Il film ha sbancato i botteghini in pochi giorni divenendo in breve il maggior incasso di Star Wars. Ma la pellicola avrebbe avuto il medesimo successo senza un’eredità come quella del suo geniale creatore (Lucas) e il sostegno dei suoi più accaniti discepoli? Quanto conosciamo e quanto possiamo ancora scoprire sulle origini del progetto e ciò che lo ha portato ad essere un’icona del suo genere?

Risulta difficile credere che qualcuno possa aver dubitato della riuscita di un progetto come quello di Star Wars, soprattutto dopo quasi quarant’anni dal suo debutto sul grande schermo ed otto premi Oscar. Dopotutto lo stesso George Lucas avrebbe potuto camparne ad oggi di rendita, limitandosi a godere i frutti del suo genio da una comoda poltrona. Nel 1971, invece, il giovane regista in erba presenta ad una holding hollywoodiana, la Universal Pictures, due progetti. Uno di questi viene ritenuto troppo rischioso ed accantonato: si tratta proprio di Star Wars. Lucas (ai tempi appena laureato) non abbandona le speranze di vedere un giorno le sue idee prendere vita sul grande schermo. Continua a lavorare personalmente su quella che diventerà una vera e propria mitologia, con elementi western ed alcuni tratti della fantascienza di Asimov, mentre il suo primo progetto (American Graffiti) gli frutta consistenti incassi e la fama necessaria ad emergere. La 20th Century Fox gli propone di finanziarlo per il 60% dei soldi necessari, lasciandogli il compito di trovare il restante da sé. Il futuro produttore cinematografico gioca la sua ultima carta ipotecando la sua casa per coprire le spese e finalmente le “Guerre Stellari” vedono la luce. Questo è solo l’inizio del successo che ha portato alla fondazione della Lucasfilm e all’uscita degli altri titoli della saga.

Se cercassimo di pensare alla nostra fantasia più sfrenata e surreale, noi sognatori del nuovo millennio, è possibile che qualcuno l’abbia già realizzata meglio di quanto potremmo mai immaginarla: parliamo di effetti meccanici, ottici e visivi. Il cinema è ormai impegnato in una galoppante corsa verso la perfezione. Nel 1977 per George Lucas, anno d’inizio della trilogia originale, non fu affatto così semplice. La 20th Century Fox, casa produttrice della trilogia, non aveva più un settore per gli effetti visivi e Lucas fu costretto a fondare la Industrial Light & Magic (oggi importante azienda nel campo degli effetti digitali). Lavorando all’interno di un vecchio capannone, la gran parte degli effetti visivi venne realizzata con tecnica particolare: sfruttando modellini in scala, si crea un’illusione in grado di farli apparire a grandezza naturale per l’obiettivo. Abbandona anche il concetto di fantascienza conosciuto fino ad allora e crea con le proprie mani (e della sua troupe) una scenografia volutamente vecchio. Ogni oggetto ricreato, dalle astronavi agli edifici, è rovinato dall’uso.

Un altro ostacolo fu quello degli effetti sonori. Non contento dei suoni riprodotti dai sintetizzatori, creò una colonna sonora “organica” grazie all’aiuto del suo sound designer (Ben Burtt). I rumori delle pistole sono un mix di suoni metallici, tra i quali anche quelli di alcune funi. Chewbecca parla grazie al variegato sovrapporsi di versi di alcun animali (orsi, leoni, cani e tigri) mentre le voci dello stesso Lucas e di Burtt, registrate da un sintetizzatore elettronico, dettero vita ai “bip” di C1-P8. Non risparmiò anche qualcuno degli attori, assumendo un doppiatore per Darth Fener ed ovviando così all’accento inglese dell’attore che lo interpretava.

L’intera produzione non fu una passeggiata: malfunzionamenti e critiche hanno contribuito a renderla un vero calvario per il regista. Le riprese per il pianeta Tatooine, a Matmata in Tunisia, vennero interrotte  per il più grande temporale della zona registrato negli ultimi cinquant’anni, il quale provocò grandi disagi e malfunzionamenti dei dispositivi elettronici e delle apparecchiature.
Dopo le riprese in Tunisia, l’équipe si spostò a Londra per le successive riprese. Anche qui non mancarono disagi provocati soprattutto dallo scarso interesse da parte di alcuni membri del cast. Ignari del successo che avrebbe avuto, molti reputarono il film infantile e buffo. Kenny Baker (C1-P8) era sicuro di un fallimento ed Harrison Ford lo reputò "strano, misterioso, con una principessa con delle strane crocchie di capelli e con un gigante vestito da scimmia di nome Chewbecca", lamentando al regista stesso i dialoghi a suo parere ridicoli e surreali.

Nonostante tutto le riprese giunsero al termine ed i risultati dettero ragione alla fede incrollabile del patriarca della saga, trasformando persino l’allora carpentiere (per scelta) Harrison Ford in una star del cinema hollywoodiano. Un percorso difficile, di cui George Lucas ne ha risentito moralmente e fisicamente (un infarto attribuito allo stress), ma dalle innegabili soddisfazioni. Scopriamo perciò la nuova “forza”della Resistenza, prendendoci però la briga di sfogliare le pagine che ne hanno tracciato la storia sin dal principio.

Altri articoli
Gli articoli più letti