“Suffragette”: al cinema per festeggiare le donne con una delle loro conquiste maggiori

Il grande schermo ricorda le innumerevoli battaglie per la parità tra i sessi

Andria - venerdì 04 marzo 2016
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Quelle che per gli uomini sono necessità e qualità che hanno sempre avuto il dovere di inseguire, per le loro controparti femminili hanno rappresentato molto spesso ostacoli e diritti da conquistare. Se un uomo ha voluto prendere ago e filo in mano, o un mestolo e tanta pazienza, non ha dovuto che allungare le mani e farlo, diventando in breve la figura del marito perfetto. Indossare i pantaloni e camminare al loro fianco, per le donne, è stato il traguardo di un lungo susseguirsi di lotte spesso dimenticate. Il diritto allo studio, all'aborto, al voto, finanche quello di esibirsi su un palco, sembrano spesso azioni scontate ma la realtà in cui non lo erano affatto non è molto lontana.

La Giornata Internazionale della donna si avvicina e con essa l'ennesimo anniversario di tanti traguardi al femminile: per chi ha mai detto che la guerra è fatta solo dagli uomini, questo mese il cinema racconta ancora una volta una storia tutta in rosa. "Suffragette" di Sarah Gavron non pretende di tenerci incollate allo schermo con l'ennesimo dramma romantico, solo uno stereotipo della nostra debolezza emotiva, ma raccontandoci invece una parte della battaglia per l'emancipazione politica, sociale e culturale della donna. Siamo nell'Inghilterra del primo Novecento e da cinquant'anni si manifesta ormai per la parità del diritto di voto ed eleggibilità, un diritto raggiunto con tempi incredibilmente diversi e a volte lunghi nei vari Paesi del mondo (un diritto in certi casi non raggiunto affatto). Maud Watts, una giovane lavandaia incastrata nel suo lavoro fin da bambina, si ritrova improvvisamente coinvolta nel movimento attivista dell'epoca ed incoraggiata ad unirsi alle Suffragiste, diventate ai giorni d'oggi simbolo del più audace femminismo. Vittorie e sconfitte furono molte, alcune pagarono a caro prezzo il coraggio di aver dato voce alle loro richieste, colpirono al cuore delle comunicazioni attaccando i fili del telegrafo, incendiando cassette della posta e rompendo vetrine, manifestando duramente nonostante le molte opposizioni e la loro spesso bassa condizione sociale e lavorativa. Ma la parità dei sessi è ovviamente un fronte ancora del tutto aperto.

Il film "Suffragette", con Carey Mulligan, Meryl Streep ed Helena Bonam Carter, è già nelle sale italiane. Del suo genere non è ovviamente l'unico.


Ecco inofine altri cinque film sui diritti del sesso (affatto) debole

North Country - Storia di Josey

Nel 2005 Charlize Theron veste i panni di Josey, giovane madre di due figli costretta a tornare nella sua casa natale dopo aver lasciato un marito violento. Il suo impiego come shampista non le permette di mantenere la sua famiglia come vorrebbe e Josey prende la decisione di iniziare a lavorare in miniera. Ovviamente la donna, in quanto tale in una realtà quasi del tutto maschile, è costretta a sopportare umiliazioni e minacce fino a che non decide di portare a giudizio l'azienda.

La storia è tratta dalla prima causa, vinta in America nel 1989 da Lois Jenson, in ambito di materia di abusi sessuali sul posto di lavoro.


Erin Brockovich - Forte come la verità

Due divorzi alle spalle, madre di tre figli e segretaria in uno studio legale, Erin ha tutte le carte in regola per arrendersi ad una vita insoddisfacente sotto molti punti di vista. Forte del suo senso di giustizia ed un carattere deciso, decide invece di prendere in mano una causa milionaria contro la Pacific and Gas Company, colpevole di aver contaminato le falde acquifere di una citta californiana provocando tumori ai residenti.

Julia Roberts ed Albert Finney danno vita alla trasposizione cinematografica della causa che ha visto la Pacific and Gas Company pagare il più grande risarcimento nella storia degli Stati Uniti.


Thelma & Louise

Le disparità tra i sessi e gli abusi sulle donne sono raccontati in una tragica fiaba portata all'esasperazione. Thelma e Louise sono due amiche vittime di matrimoni infelici, violenti, che decidono di partire per un week end solitario. Sole in un viaggio per sfuggire alla quotidianeità, costrette ad assistere all'ennesimo atto di violenza, prendono in mano la situazione e vanno contro una legge verso cui non nutrono alcuna fiducia e speranza che possa aiutarle.

Ridley Scott dirige sapientemente la realtà e la disperazione femminile nei confronti di un mondo che dimentica spesso di aprire gli occhi su quello che accade proprio sotto il nostro naso.


Femen - L'Ucraina non è in vendita

Kitty Green ha seguito per per un anno le attiviste ucraine del movimento FEMEN, documentandone in particolare quattro e i loro arresti e denunce, subiti per le loro manifestazioni. Nato a Kiev nel 2008, il movimento ha lo scopo di scrollare lo Stato dalla sua attuale immagine di turismo sessuale e portarla a quella di paese democratico.

Il documentario mostra un elemento, ormai parte del passato, particolare: il gruppo di ragazze si rivela essere guidato e comandato da un uomo, Viktor Svyatskiy, ormai cacciato dal 2012.


Difret - Il coraggio per cambiare

Difret, in etiope "coraggio", racconta l'ennesima storia di un abuso femminile indifeso in una società a dominazione maschile. Questa volta la protagonista è Addis, una quattordicenne violentata da un pretendente indesiderato. Potrà difendersi soltanto grazie ad uno studio legale volto alla difesa gratuita delle donne che, come lei, non avrebbero alcuna possibilità di avere voce e giustizia.

Angelia Jolie, sempre più attiva in campo sociale, si immerge in un mondo in cui la dominazione della donna è quasi totale, sottomessa alle regole maschili. La storia attraversa tematiche che includono gran parte del continente africano, toccando tasti tutt'ora dolenti.

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