L’elettricità: ti ammazza stecchito

Quando troppa tensione elettrica provoca danni al corpo

Aldo Carnicella Pronto CRI
Andria - venerdì 26 agosto 2016
© n.c.

Nello scrivere questo articolo mi è venuta in mente una vecchia pubblicità di insetticida, ma in questo caso ciò che potrebbe essere dannoso per la nostra vita vengono utilizzati giornalmente, magari alcune volte senza porre le dovute attenzioni: gli apparecchi elettrici.

Cosa provoca il passaggio della corrente elettrica attraverso il nostro corpo?

Il corpo umano può essere attraversato dalla corrente elettrica, opponendo una resistenza che varia molto a seconda che la pelle sia bagnata o asciutta, sottile o callosa, e che il contatto con la terra sia ampio o ridotto.

Le correnti alternate di tensione superiore a 48 Volt sono considerate pericolose.

In linea di massima gli effetti sono:

  1. Tetanizzazione dei muscoli che fa chiudere la mano e rende difficile staccarsi da un oggetto afferrato (ciò avviene con correnti a bassa tensione es. 220 volt);
  2. Trisma (serraggio della mandibola) e gonfiore della lingua;
  3. Arresto cardiaco e/o respiratorio dovuto alla tetanizzazione dei muscoli;
  4. Ustioni: principalmente localizzate sulla pelle, nei punti di ingresso e di uscita della corrente; sono possibili anche ustioni profonde;
  5. Lesioni ai centri nervosi, con possibile coma e arresto respiratorio conseguente;
  6. Fratture, se l’infortunato è caduto od è stato proiettato lontano (ciò avviene per lo più con medie ed alte tensioni);

Fatte queste premesse, a questo punto parliamo di come possiamo salvare le persone folgorate.

Per poterlo fare bisogna capire prima di tutto se la folgorazione è avvenuta attraverso impianti a bassa tensione o ad alta tensione e pertanto ci comporteremo in diverso modo.

Se la folgorazione è avvenuta attraverso un impianto a bassa tensione (125-220-380 V) agiremo cosi:

Se l’infortunato è ancora attaccato o vicino alla corrente, è pericoloso toccarlo, perché potremmo seguirne la sorte; perciò:

  1. Interrompiamo la corrente sfilando la spina dell’apparecchio;
  2. Oppure, andiamo ad interrompere la corrente aprendo l’interruttore generale;
  3. Se anche questo non è possibile (o non siamo sicuri di aver aperto l’interruttore giusto), stacchiamo l’infortunato dal conduttore aiutandoci con bastoni o coperte asciutte;
  4. Conviene che, durante l’intervento, calziamo scarpe o guanti di gomma, o che teniamo i piedi su carta, tappeti o altri isolanti, e che non tocchiamo il pavimento o le pareti con le mani;
  5. Una volta staccato dalla corrente, allontaniamo l’infortunato dalla dispersione per poterlo soccorrere senza rischi;
  6. Se la dispersione è ancora attiva, segnaliamo la zona pericolosa sbarrandola con sedie o altro;
  7. Controlliamo le funzioni vitali del folgorato, e regoliamoci di conseguenza.

Se la folgorazione è avvenuta attraverso un impianto ad alta tensione, il contatto con una linea elettrica ad alta tensione può proiettare lontano l’infortunato, provocando fratture.

Se i fili sono stati danneggiati e toccano terra, possono essere pericolosi anche a distanza, provocando la folgorazione attraverso l’aria (archi elettrici) o il terreno (creando differenze di potenziale tra punto e punto), oppure possono muoversi improvvisamente da soli.

Teniamoci ad almeno 20 metri dai fili caduti, ed eventualmente da oggetti metallici e pozzanghere che vi si trovino vicino, finché non siamo sicuri che sia stata tolta la corrente alla linea danneggiata; dissuadiamo altre persone dall’avvicinarsi. Se ci fossimo avvicinati a piedi prima di notare il pericolo, e sentissimo formicolio alle gambe, fermiamoci e torniamo indietro saltellando su un solo piede, oppure camminando a passetti cortissimi. Così facendo, il rischio di folgorazione è minimo, perché tocchiamo punti sul terreno a potenziale poco diverso tra loro.

Con questo concludiamo l’argomento della folgorazione e vi auguro buone ferie. A settembre con un nuovo argomento di primo soccorso.

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