Ho dipinto la pace - di Tamir Sorek

Tutto dipende dai nostri colori, dai colori che noi decidiamo di utilizzare per la nostra tela

Michele Chieppa Tensionevolutiva
Andria - venerdì 10 marzo 2017
© n.c.

Avevo una scatola di colori
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo
per la sabbia ardente,
ma avevo l’arancio
per la gioia della vita
,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per i sogni e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.

 

Strana creatura l’uomo, eccola lì, sempre a piangersi addosso. Come è facile e bello dare spazio alle cose che non vanno, soffermarsi su cosa ci fa soffrire e convincersi con una ventata di ottimismo di essere i più sfortunati del mondo, chiedersi continuamente perché il mondo ci crolla sulla testa, chiedersi il perché non ci dà tregua.

Tamir Sorek poeta e professore di Sociologia presso l'Università della Florida, con una metafora, cerca di dipingere la sua esistenza, come vorrebbe che fosse, piena di pace. Tamir, esclude i colori che non sono “brillanti, decisi, vivi”. Dipinge e disegna il quadro della propria vita, senza utilizzare i colori del negativismo, del pessimismo o del dolore mortale. Il bianco cadaverico dovrebbe essere un colore che dovremmo escludere sempre dalla nostra tela. Solo colori vivi che danno vitalità, che fanno vivere, ma vivere davvero e non colori che si lasciano vivere. Ognuno di noi ogni giorno da colore alla sua tela, chiediamoci fino in fondo quali solo i nostri colori. Il nostro quadro ha colori vivi e brillanti o è di un triste grigiume? Non concentriamoci su quello che non va, cerchiamo di colorarci per poter colorare meglio il nostro avvenire, per poter colorare vivamente chi ci è accanto. Con molta probabilità, se cambiamo prospettiva ci accorgeremmo di non essere messi così male. Ricordiamocelo bene: tutto dipende dai nostri colori, dai colori che noi decidiamo di utilizzare per la nostra tela.

Oh again, and again
Now I’m hyp, hypnotised
Yeah I lift to a permanent high
Oh I’m hyp, hypnotised
It was dark
Now it’s sunrise”

“oh ancora e ancora
ora sono ip, ipnotizzato
si io mi alzo verso vette eterne
sono ip, ipnotizzato
era tutto buio
ora invece è arrivata l’alba

e con questo grido di speranza che i Coldplay terminano il loro ultimo singolo “Hypnotised”. Sforziamoci di soffrire un po’ la notte e attendiamo l’alba più bella di sempre, colorata di un bellissimo arancio, coloriamo la nostra pace: “era tutto buio / ora invece è arrivata l’alba”.

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