Una Ferrari con problemi ai freni

​È questa l’immagine utilizzata da uno psicologo americano per descrivere in maniera efficace il mondo degli adolescenti

Gabriella Ieva Stanze di vita quotidiana
Andria - venerdì 02 giugno 2017
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È questa l’immagine utilizzata da uno psicologo americano per descrivere in maniera efficace il mondo degli adolescenti.

I sentimenti contraddittori di aggressività e attaccamento nei confronti dei genitori rappresentano la continua lotta fra le spinte evolutive per il raggiungimento dell’indipendenza e dell’autonomia e una profonda nostalgia per il mondo infantile.

Ascoltano poco gli adulti ma, allo stesso tempo, sono ipersensibili alle opinioni che questi hanno su di loro. Fingere di non preoccuparsi è il loro meccanismo di difesa.

I genitori rivestono un ruolo fondamentale nel processo di costruzione dell’identità dell’adolescente, che rappresenta l’obiettivo fondamentale di questo periodo della vita.

L’adolescente comincia a costruire la propria capacità di essere indipendente e per fare ciò può adottare comportamenti ed atteggiamenti di contrasto al tentativo anche legittimo dei genitori di controllo. Questo comporta la difficoltà di trovare accordi. I genitori si trovano, così, in una condizione difficile poiché vorrebbero cercare di risolvere questo problema che sostanzialmente è comunicativo, ma spesso non riescono a farlo.

Per questo motivo è importante che in questo periodo anche il comportamento di genitori cambi: occorre cominciare a pensare ai figli come figure più autonome e capaci di evolversi. L’assunzione di un atteggiamento meno protettivo, evitando di sostituirsi al figlio quando esprime i suoi slanci di autonomia, ed osservandolo con discrezione mentre compie le “prove di crescita” permetterà ad entrambi di cambiare: il figlio sentirà la fiducia del genitore che gli trasmette la sicurezza nel potersi sperimentare e testerà il suo senso di autoefficacia, il genitore scoprirà un nuovo modo di stargli vicino, accettando che lui sta crescendo, e poiché non è più un bambino, andrà trattato diversamente.

Specialmente da parte dei genitori, è importante saper gestire questo momento, imparando a calibrare la comunicazione con il proprio figlio. Fa parte di una normale fase di crescita vedere da una parte un adolescente in assetto di combattimento per la sua libertà e dall’altra il genitore sfinito ed esausto.

L’adolescente sente il bisogno di essere accudito ma allo stesso tempo di scoprire il mondo esterno. La sua esigenza è duplice, da un lato, desidera uscire dall’atmosfera familiare per ampliare le proprie esperienze in nuovi contesti, dall’altro, vuole poter rientrare in tale atmosfera qualora sia necessario. Il desiderio di autonomia non esclude il desiderio di sicurezza affettiva.

In questa particolare fase della crescita, i ragazzi hanno bisogno di sentire la presenza dei genitori soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà e stress, ma vogliono essere loro a scegliere di farsi aiutare, non subire più passivamente l’intrusione degli adulti; vogliono che venga mantenuta una certa distanza che rispecchia la rinegoziazione dei ruoli e delle relazioni all’interno della famiglia, in direzione di una maggiore reciprocità e simmetria.

Se l’adulto accetta questa condizione, se è disposto ad ascoltare con interesse rispettoso e non giudicante, se sa cogliere ed accogliere l’insicurezza palese o nascosta, lo sgomento espresso o in agguato, l’adolescente si sentirà riconosciuto nella sua ancora non raggiunta identità.

Non sempre, infatti, il conflitto deve essere visto come qualcosa di assolutamente negativo, ma può essere considerato come una fase a volte necessaria nella crescita dell’adolescente perché può facilitare il suo sviluppo attraverso l’acquisizione di autonomia e di espressione del propria individualità.

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