Buongiorno papà

Diretto da Edoardo Leo. Con Raoul Bova, Marco Giallini, Edoardo Leo

Andria - venerdì 29 marzo 2013
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Buongiorno papà

Diretto da Edoardo Leo. Con Raoul Bova, Marco Giallini, Edoardo Leo.
durata 109 min. - Italia 2013 


Tra “Buongiorno Papà” e “Bentornato presidente”, passando per “Ci vuole un gran fisico” la nuova commedia all'italiana sembra attraversare un periodo di nuovo slancio e creatività, dopo la lunga (e pessima) parentesi dei cinepanettoni e C. Una boccata d'ossigeno per il nostro cinema con buoni risultati al botteghino ed un'elevato livello qualitativo, grazie all'apporto di nuovi autori, script decisamente più articolati e convincenti, una maggiore cura dell'impianto tecnico e della messa in scena, la voglia di confrontarsi, finalmente alla pari, con la commedia hollywoodiana e quella francese, che ci ha donato recentemente piccoli capolavori del genere, come “Quasi amici”.

“Buongiorno papà” è la storia di Andrea (Raoul Bova), un trentottenne single, piacione e sciupafemmine che si ritrova inaspettatamente a dover fare i conti con la paternità. Alla sua porta di casa si presenta infatti Layla, una ragazzina che asserisce di essere sua figlia, in compagnia del nonno materno (Marco Giallini), un musicista frichettone ed invadente. Da quel momento la vuota e superficiale esistenza di Andrea viene rimessa duramente in discussione.

Divertente, per nulla scontata e soprattutto ben interpretata, “Buongiorno papà” è una commedia brillante che non delude, ma anzi va oltre le più rosee aspettative, riuscendo a colpire, intenerire e perfino a far riflettere. 

Edoardo Leo, che si ritaglia come interprete il ruolo non facile dell'amicone sensibile e un po' tonto, dirige con mano ferma e sicura una storia sfaccettata, per nulla banale (neppure quando sembra incanalarsi in un sentiero troppo romantico) che è indubbiamente frutto di un buon lavoro di squadra, vista la presenza di amici personali del Leo, come il solido caratterista Marco Giallini e Raul Bova, qui al meglio delle sue potenzialità espressive.

Commedia romantica molto convincente, dicevamo, che cancella definitivamente gli insulsi tentativi cinematografici mocciani di rappresentare le debolezze delle nuove generazioni sulla base di stereotipi e clichè e che cala i personaggi in un universo di situazioni verosimili, divertendo nel raccontare gli scontri generazionali, ma il cui tema centrale rimane comunque quello della paternità. Il risveglio di un uomo che si scopre improvvisamente padre lo costringe a (ri)vedere tutto, a modificare il proprio ruolo, le prospettive, lo stile di vita e, soprattutto, ad amare. Un risveglio che, ci auguriamo, possa caratterizzare anche il nuovo cinema italiano.

 

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