Caos sovrano alla Corte di Federico II

Resoconti e…tornaconti di una stagione turistica conclusasi maldestramente

Adriana Versi Il Visitatore
Andria - venerdì 15 novembre 2013
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Dopo la chiusura di uno dei parcheggi a Castel del Monte ( di cui ancor più dubbia è stata l’alternanza delle sue aperture), quello che dovrebbe essere lo spazio riservato ai pedoni, è diventato, soprattutto negli ultimi fine settimana, sosta incontrastata di autobus turistici, creando non pochi disagi agli avventori e alle strutture adiacenti. La transenna sottostante il Maniero federiciano, rimasta sprovvista di “custode” prima della scadenza dell’ordinanza sindacale (prevista in genere per il 30 ottobre…o a furor di comodo!), che limita il traffico ai soli autorizzati, non è stata presidiata nemmeno in tali circostanze, da preposti all’ordine pubblico e stradale, nonostante siano stati più volte sollecitati anche nei mesi precedenti. O, comunque, se ciò è avvenuto, si è risolto in poche ore o giornate di punta. Ovviamente ancora una volta tale in consuetudine, che poco decora la nostra ricezione turistica, ha prodotto ennesimi subbugli e malcontenti, tanto tra gli operatori del settore (duro lavoro per le guide), quanto tra i gitanti, costretti cautamente a farsi spazio per raggiungere i rispettivi autisti frettolosi, nella più totale confusione.

Ma…questa è stata la minuscola ciliegina che ha in-decorato la grande torta del misfatto estivo, di cui tuttora rimane incerta la fattura.

La stagione turistica è giunta alla sua conclusione e i dati relativi alle presenze, nonostante la crisi attanagli i portafogli, registreranno un incremento rispetto agli anni scorsi, pressoché comprensibile data l’importanza che il nostro sito va acquisendo di anno in anno, soprattutto per pensionati e scolaresche che contestualmente badano alle spese, ma che bisognano di maggiori e adeguate attenzioni. Il rapporto qualità, invece, in cui questi dati saranno espressi, informazioni dettate da constatazioni di fatto, e in particolar modo dai visitatori provenienti da oltre confine pugliese, risulterà tristemente inferiore rispetto a tanti altri siti visitati.

Bisognerebbe considerare la cura per la propria città e soprattutto per il patrimonio artistico che ne fa parte, come il biglietto da visita con cui presentare il proprio indice di cultura e civiltà. A nessuno verrebbe in mente, infatti, di assumere un portinaio ubriaco, mal vestito, e incapace di relazionare (utopia pura se si pensa agli stranieri) a rappresentanza di un contenuto invece altamente qualificato e professionale. Questo uno dei tanti punti dolenti di cui gli avventori hanno potuto rendere nota, per quasi l’intera stagione, adducendo a tal proposito critiche spesso severe e ridicolizzanti le capacità organizzative del posto.

Tra abusivismo e abusati il passaggio è stato alquanto breve. Se è previsto il pagamento di una tassa e relativa autorizzazione per esporre segnaletica indicante la propria regolare attività, c’è stato chi addirittura ha piazzato genialmente striscioni di manifattura artigianale, che molto si confà con il rurale paesaggio circostante, indicanti la distanza ben stimata dove svolti vari dis-servizi con tariffe a piacimento, senza alcun obbligo di constatazione. Tariffe insomma, in contrasto con ogni altro operatore, decise o…indecise, oltre ogni convenzione. E dei servizi stessi non se ne discuterebbe la gratuità, quando in un vero tutto incluso, anche il comune cui appartiene il sito, garantisse omogeneità delle tariffe stesse. Insomma turisti confusi da false notizie, falsi servizi e reali disagi, infastiditi dalla palese concorrenza tra le parti, che accentua inevitabilmente, la già pregiudicata organizzazione. Qualcuno discute addirittura sull’attendibilità di un’ordinanza di chiusura al traffico, trovandosi appunto di fronte a un dubbio presidio, a una dubbia transenna, percependo il divieto come un obbligo al parcheggio. Il cliente non ha sempre ragione, ma la ragione ha già un po’ preso la mano, se non gli è spiegato il contrario. Ma avrebbe ragione di non tornare, se mai dovesse ricapitare agli inizi di novembre, dalle parti di un fantomatico campeggio, scaltramente organizzato, con un camper esposto al sole come esca appesa a un amo, su un piazzale appena incolto, senza onere di luce, acqua, scarico e quant’altro, da cui il turista, concretamente, riceve solo il conto, simile al gusto eccessivo di “un’acqua sale”…condita molto male. Un regime d’insofferenza ha caratterizzato, insomma, il corso dei lavori anche nell’ultima stagione, e soprattutto d’illiceità e confusione, e invece di sfruttare le risorse economiche che la stagione stessa rappresenta, sono state circuite e ingannate le convivenze di chi lavora con onestà e partecipazione.

Sporadiche, e a ogni modo in forma piuttosto privata, sono state le visite in luogo da parte di alcune delle autorità facenti parte dello staff amministrativo comunale. Arrivati a bordo di una personale sedicente “nuvoletta”, precipitati di colpo, purtroppo, al cospetto di una gabbia aperta di leoni in preda ai propri istinti di sopravvivenza, in quello che oserei definire, l’unico “zoo” nel mondo delle meraviglie …protetto dall’Unesco. Eppure basterebbe semplicemente consegnarne le “chiavi” a un unico buon custode, che riuscisse a coordinarne l’attuale dispersione dei comandi, capirne le esigenze, prestando più attenzione a quanto realmente accade.

Certo è che ogni qualvolta è previsto un evento cui è richiesta la presenza di qualche auto blu, troppe volte riciclata, per incanto ordine e ricettività, si vestono di tutto punto, e la confusione, per magia, ristabilita in un colpo solo. L’immagine è protetta se a difenderla è una divisa, al contrario bisogna armarsi di coraggio e fantasia. Qualche intervento con controlli annessi, è stato effettuato su scala direi troppo larga e generale, sottoposti a questi, infatti, addirittura i conducenti autorizzati dal Comune al trasporto di persone, con navetta anch’essa comunale.

Circa un anno fa mi fu felicemente concesso questo spazio in rubrica cui io stessa diedi il nome “il visitatore”, cui oggi aggiungerei “amareggiato”, non fosse altro per sottolineare lo stato d’animo con cui ci si allontana…dal nostro amato Colle.

Forse dovremmo cercare di nascondere le nostre mancanze, le povertà d’animo e soprattutto le incapacità, dietro l’angolo di casa, salvando almeno…la facciata!

Vs. fedel cortigiana

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