Prima Categoria

Giuseppe Sansonne: «Per me la Nuova Andria è come una famiglia»

Intervista al preparatore atletico della Nuova Andria

Calcio
Andria domenica 08 gennaio 2017
di La Redazione
Giuseppe Sansonne © Nuova Andria

Lo spogliatoio per il mondo del calcio è sacro. Accanto ai protagonisti di questo mondo che sono i calciatori, ci sono però coloro che stanno dietro le quinte: il massaggiatore, il medico, il preparatore atletico. Tutte figure fondamentali che contribuiscono a rendere i giocatori quello che sono e che tutti noi vediamo effettivamente in campo. Oggi parliamo del nostro preparatore atletico: Giuseppe Sansonne.

Giuseppe classe’84, si è laureato l’anno scorso in Scienze Motorie, e da tre anni svolge con tanta voglia e passione l’attività di preparatore atletico della Nuova Andria. Un ragazzo umile, tenace ed orgoglioso del ruolo che svolge.

Curiosità: come mai proprio il preparatore atletico?
«Perché io amo il calcio, da piccolo ho sempre preferito tirare calci ad una palla piuttosto che giocare con le macchinine, poi non avendo avuto possibilità, come dico sempre io, sono entrato dalla porta secondaria».

Quanto è importante il rapporto preparatore atletico – mister?
«È molto importante! Deve esserci rispetto dei ruoli come per fortuna avviene nella Nuova Andria, ed è importante soprattutto per un confronto. Bisogna essere in simbiosi e bisogna essere in costante comunicazione».

Invece il rapporto preparatore atletico – giocatore?
«Importante quanto quello con il mister perché in un gruppo di 20/25 persone non bisogna mai lasciare indietro nessuno, bisogna comunicare con tutti e allo stesso modo, che si tratti di un titolare o non titolare, perché si fa parte dello stesso gruppo».

La preparazione estiva è senza dubbio una delle fasi più importanti e delicate dal punto di vista atletico. Quale fase della preparazione è più “importante” tra utilizzo del pallone e mera attività fisica?
«Considera che nei primi 10/15 giorni si vede poco la palla perché bisogna fare determinati lavori e sfido chiunque in questi giorni a prendere un pallone; però nella seconda fase il lavoro diventa più “blando” e cominci a bilanciare facendo attività fisica e utilizzando il pallone. La preparazione dunque è importante perché ti permette di raggiungere una forma psico – fisica adeguata che ti servirà per tutto il campionato. Il trucco poi sta ovviamente nel mantenerla».

Il periodo post natalizio è un richiamo alla preparazione, quanto stai facendo sudare questi ragazzi?
«Dico solo che bisogna lavorare duro perché bisogna ridare ossigeno ai muscoli, i giorni a disposizione sono pochi e bisogna sfruttarli al massimo».

Descrivi la Nuova Andria come se la stessi descrivendo ad un amico che non ci conosce.
«Per me la Nuova Andria è come una grande famiglia. C’è gente seria e staff tecnico serio e competente, dove noti prima di tutto il rispetto e dove le cose vengono fatte per bene, e questo per me è molto importante».

Sempre presente in tutte le partite, a questo punto devo chiederti qual è stata la partita più bella di questo girone d’andata?
«Una volta una persona mi ha detto che se fossi entrato a far parte di questa realtà calcistica che è la Nuova Andria, avrei annullato tante cose pur di essere presente la domenica, e così è! In questo girone di andata posso dire che per me la partita più bella è stata quella con la Virtus Molfetta ma soprattutto per le emozioni, perdevamo 3 a 1 e alla fine abbiamo vinto 3 a 4».

Dai un consiglio ai ragazzi per far sì che terminino al meglio la stagione.
«Per mia fortuna sono poche le persone che hanno bisogno di un mio consiglio però posso dire che se credono realmente in loro stessi e in tutto lo staff, insieme possiamo raggiungere grandi obiettivi».

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