Intervista a Salvatore Liddo, titolare della I.M.A.V. (Impresa Manutenzione Aree Verdi)

Il punteruolo rosso: come sconfiggerlo

Una dimostrazione pratica davanti alle telecamere di WeZoom

Attualità
Andria venerdì 12 aprile 2013
di Paolo Farina
Intervista a Salvatore Liddo
Intervista a Salvatore Liddo © andrialive.it

Da quando è apparso in Italia, per l’esattezza in Sicilia, a partire dal 2005, il punteruolo rosso, nome scientifico Rhynchophorus ferrugineus, ha assunto una infausta popolarità.

Si tratta di un micidiale coleottero, parassita delle palme della specie phoenix canariensis, che sta letteralmente fagocitando migliaia e migliaia di esemplari, modificando il paesaggio botanico e ambientale del Belpaese.
Diffuso in origine nel Sud-est Asiatico, è arrivato in Medio Oriente negli anni ‘80, per poi diffondersi nel bacino del Mediterraneo. Ciò che lo rende temibile è la sua velocità di riproduzione – basti pensare che in soli tre mesi può determinare la morte di una palma secolare che una coppia di questi coleotteri, nel giro di quattro generazioni, può sviluppare oltre 50 milioni di esemplari.

Il punteruolo rosso aggredisce le parti più giovani della pianta, in particolare tagli o ferite nel tronco, dove può innestare fino a 200 uova alla volta. Una volta che la larve si dischiudono, iniziano a scavare dei tunnel nel cuore della palma della quale si nutrono fino a svuotarla completamente.

Peraltro, almeno fino ad oggi, non sembrava che fossero state trovate delle metodiche vincenti contro il puntuerolo rosso, ma piuttosto si puntava a combinare più sistemi di difesa, come l’impiego di trappole con attrattivi a base di ferormone e zuccheri o il ricorso ad antagonisti naturali, soprattutto i Nematodi. Ma l’efficace sperimentale di queste metodiche è tutt’altro che dimostrata.

Discorso diverso per i trattamenti chimici che possono essere di vario genere: esoterapici, endoterapici e dentrochirurgici. I primi sono piuttosto tossici, tant’è che in Francia, a partire dal 2014, saranno vietati. Gli ultimi sono drastici e vi si ricorre quando ormai l’infestazione è avanzata. I trattamenti endoterapici, invece, sono quelli che risultano più efficaci, specie se adottati al momento giusto e da personale altamente specializzato.

A tal proposito, WeZoom ha intervistato Salvatore Liddo, titolare della I.M.A.V. (Impresa Manutenzione Aree Verdi), per un approfondimento del tema e una dimostrazione pratica, davanti alle nostre telecamere, del trattamento endoterapico che chiederemo a Salvatore di spiegarci nel dettaglio.

Si tratta di un intervento davvero poco invasivo che, con costi davvero moderati, può salvare palme che magari sono state messe a dimora dai nostri bisnonni e che rischiamo di perdere per sempre, insieme con il bagaglio di ricordi che esse rappresentano.

Fondamentale è cogliere i primisintomispesso dell’attacco del Punteruolo e intervenire non appena l’infestazione ha colpito la chioma, che tende ad “appassire”.

Per finire, l’I.M.A.V. è anche progettazione, realizzazione e manutenzione di aree verdi, parchi, giardini, terrazzi, campi sportivi, impianti di irrigazione, potatura in quota con piattaforma area. Per ogni vostra esigenza, info e contatti:

I.M.A.V. di Salvatore Liddo,
via Martinelli, 4 – 76123 Andria (BT)
tel./fax 0883566797 – cell. 3351335857
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