L'intervento

“Piccole e piccolissime aziende verso il tracollo. Il rischio usura è altissimo”

La denuncia di Unimpresa Bat che sottolinea: "è più difficile chiudere un'impresa che aprirla"

Attualità
Andria giovedì 31 ottobre 2013
di la Redazione
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soldi © web

«Stanno boccheggiando e tirando gli ultimi respiri ma prima della morte definitiva le micro e piccolissime imprese, quelle che sarebbero in grado di mettere al tappeto l’intera nazione, quelle che rappresentano numeri talmente elevati da far concorrenza al più grande partito politico italiano, quelle che diventano bersaglio di attenzione estrema da parte di avventurieri e cercatori di consensi elettorali durante le elezioni, quelle che non hanno mai avuto il coraggio e la consapevolezza della propria forza, tentano di evitare la disfatta totale ma di fronte a sé trovano quegli stessi personaggi, magari sotto vesti diverse, che si trasformano in carnefici».

E' l'allarme lanciato dal Presidente di Unimpresa Bat, Savino Montaruli.

«A fronte di questa estrema situazione di crisi - scrive Montaruli - il danno definitivo paradossalmente non è più neanche la chiusura definitiva delle aziende ma la loro condizione di indebitamento difficilmente risanabile. Chiudere una impresa oggi è diventato addirittura più difficile che aprila perché ci sono “i sospesi” cui far fronte e quei “sospesi”, oltre che verso i fornitori di merci e prodotti invenduti o venduti a prezzo di costo quindi senza alcuna forma di ricarico o di utile, sono sopratutto verso gli Enti impositori, comuni in primis, i quali invece di concentrare la loro attenzione e comprendere il significato e le conseguenze di un’evasione da parte dei cittadini delle tasse e delle imposte locali continua ad accanirsi sulle piccole imprese e continua, nonostante tutto quello che accade ogni giorno, ad inviare cartelle di pagamento con cifre astronomiche ed impensabili per servizi mai resi e per condizioni ambientali disastrose».

«Questa situazione - aggiunge - è estremamente delicata e rischia di indurre i soggetti in forte stato di difficoltà a tentare di reperire risorse per far fronte al pagamento dei debiti aziendali al di fuori del “mercato ufficiale” con la conseguenza che è facile, facilissimo, in queste situazioni cadere nella trappola mortale del prestito ad usura visto che nonostante i proclami, le commissioni prefettizie, comunali, provinciali e condominiali le banche hanno continuato a stringere i cordoni della borsa e a non mollare un solo centesimo a favore dei progetti e per far fronte alle difficoltà delle piccole imprese morenti. Un rischio diventato realtà in molti settori ed ambiti produttivi con intere aziende cadute nelle mani degli usurai e famiglie distrutte».

«Il rischio sottovalutazione è ancora fortissimo - scrive il Presidente di Unimpresa Bat - e i quasi totalmente assenti interventi preventivi sono i maggiori alleati di questa forma di criminalità più o meno organizzata».

 

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I commenti degli utenti
  • Salvatore Regano ha scritto il 31 ottobre 2013 alle 19:01 :

    Già molti anni addietro si diceva ripetutamente che l’eccessiva tassazione avrebbe portato molte aziende a chiudere, oppure a trasferirsi all’estero, ma la politica ha sempre ignorato il problema, ancora oggi che il problema è molto evidente, si parla di riduzione delle tasse, ma in realtà crescono. Nella politica italiana si sono concentrati troppi personaggi avidi, intarlazzatori, che pensano esclusivamente ai propri interessi. Tutti dobbiamo in futuro essere più attenti a chi eleggere, non dobbiamo farci ingannare da false promesse. Soltanto se mandiamo in politica persone oneste, l’Italia migliorerà. Rispondi a Salvatore Regano

  • Michele Franco ha scritto il 31 ottobre 2013 alle 08:11 :

    NON FACCIAMO UN DRAMMA:IN CINA,LA PAROLA CRISI VIENE SCRITTA CON DUE SIMBOLI,IL SIMBOLO DEL PERICOLO E QUELLO DELL’OPPORTUNITA’ ... Rispondi a Michele Franco