Nuovamente in azione i Volontari Federiciani

Scoperte discariche di amianto e di auto rubate

E per la schiuma nel canale Ciappetta Camaggio, aperto un rapporto in Procura

Cronaca
Andria giovedì 09 gennaio 2014
di la Redazione
volontari federiciani
volontari federiciani © n.c.

Sono state giornate particolarmente intense quelle dei volontari Federicani quelle a cavallo dell'anno vecchio e del nuovo.
Oltre a recuperare un gheppio ed una poiana, volatili entrambi tutelati per cui è vietata la caccia, i Volontari Federiciani hanno svolto, come loro abitudine, numerose ronde sul territorio della Provincia BAT, individuando delle discariche abusive e alcune di queste in punti molto pericolosi per la pubblica incolumità.

Le discariche abusive, di pericoloso eternit, sono state individuate in contrada “la Murgetta” ed anche sul letto e gli argini del fiume Ofanto, nel Comune di Canosa di Puglia, come anche in alcune lame del territorio di Andria, come quella di “Pantolfelli” e di “Posta Milella”. A questo disastro ambientale si aggiunge il ritrovamento di auto rubate e poi tagliate.

“Il problema delle discariche abusive -sottolinea il responsabile legale dei Volontari Federiciani, prof. Francesco Martiradonna- è molto pericloso per l'incolumità e la salute pubblica, a maggior ragione quando sono create a pochi metri dalle acque di un fiume. Il pericolo è rappresentato per tutto l’ambiente e quindi anche per la fauna terrestre ed ittica. Certi individui, per risparmiare un po’ di soldi mettono in pericolo lo stato di salute di tutti gli esseri viventi, comprese le falde acquifere, perché le molecole (polveri e crisolito) dell’eternit possono sfaldarsi e finire in circolo nell’acqua e qui giungere sino al mare dove troviamo la fauna ittica. Il resto lo lascio immaginare. A ciò bisogna aggiungere che il serpentino c.d. “Crisotilo” è forse il tipo di amianto più pericoloso ma non è il solo. Altri materiali, appartenenti però alla famiglia degli Anfiboli sono stati in passato utilizzati insieme al crisotilo per le caratteristiche chimico-fisiche simili. Anche questi minerali, sempre fibrosi, sono considerati facenti parte del gruppo degli Amianti e ne è ormai vietato l'utilizzo, perchè cancerosi. Fra essi ricordiamo: Crocidolite, Tremolite, Antofillite, Actinolite.
Le polveri di amianto, respirate, provocano infatti l'asbestosi, nonché tumori della pleura, ovvero il mesotelioma pleurico e dei bronchi ed anche il carcinoma polmonare. Una fibra di amianto è 1300 volte più sottile di un capello umano. Non esiste una soglia di rischio al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell'aria non sia pericolosa; tuttavia un'esposizione prolungata nel tempo o ad elevate quantità aumenta esponenzialmente le probabilità di contrarle. Occorre procedere, quindi ad una immediata bonifica di questi siti di questi rifiuti speciali, prima che creino dei problemi irrisolvibili per la gente".

E Martiradonna prosegue: "Nonostante i pericoli legati all'amianto e i danni che questo può provocare alla salute siano noti ormai da anni, in Italia sono poche le regioni che si stanno attivando per lo smaltimento e la bonifica. Nella Comunità Europea solo la Germania ha scoperto i pericoli legati all'amianto dal 1943, mentre in Italia, la legge che vieta l'utilizzo di questo pericolosissimo materiale risale solo al 1992.

Dal ‘92 a oggi poche cose si son fatte per garantire la salute ai cittadini. Sebbene, infatti, esista un Piano Regionale Amianto per il censimento, la bonifica e lo smaltimento dei materiali contaminati, solo 13 Regioni delle 20 che compongono il nostro Paese stanno provvedendo in questo senso, ed anche in questi casi la bonifica dei siti inquinati non è sempre attuata, se non nelle Regioni Puglia Lombardia e Sardegna, che si sono poste come obiettivo la bonifica rispettivamente tra il 2016 ed il 2023".

La conoscenza dei pericoli legati all'utilizzo di amianto nelle costruzioni non è stata comunque sufficiente a stimolare la sviluppo di azioni volte a bonificare il nostro territorio da questo pericoloso materiale. Purtroppo, la presenza di amianto in alcune aree del nostro paese, porta ancora a 4000 morti l'anno, e anche se il materiale è a basse concentrazioni, è comunque pericoloso, con il rischio di tumori che non si riduce mai a zero.

"Una possibile soluzione al problema, secondo il nostro parere, potrebbe arrivare da incentivi dedicati a chi sostituisse l'amianto sui tetti con pannelli fotovoltaici, che avrebbe il doppio beneficio di ridurre l'amianto presente sul territorio, favorendo l'adozione del fotovoltaico e portando quindi numerosi benefici all'ambiente e ai cittadini. Occorre porre il territorio sotto seria sorveglianza se si vuol garantire un ambiente sano per tutti gli esseri viventi".

"Per quanto riguarda le auto rubate, come al solito -evidenzia Martiradonna- ne abbiamo rinvenute parecchie, molte anche con i documenti le relative targhe, documentazione che è stata consegnata alla Polizia Provinciale BAT.

E’ intanto, sul fronte ambientale è stato trasmesso alla Procura della Repubblica, su disposizione del Sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, un rapporto sulla presenza di schiuma e di scarichi anomali nelle acque del Canale Ciappetta Camaggio (che termina la sua corsa proprio nelle acque fra Trani e Barletta in contrada Ariscianne), predisposto dal Servizio per la Tutela dell’Ambiente del Comando della Polizia locale di Barletta.

La relazione - si legge nella nota diffusa dal Comune di Barletta - dà conto di diverse e approfondite ricognizioni effettuate a seguito di allarmate segnalazioni di numerosi cittadini, dal primo giorno del nuovo anno e fino allo scorso 6 gennaio, sia all’altezza dell’intersezione della Statale 170, dove si erano verificati i maggiori fenomeni schiumogeni con acque torbide e melmose ed esalazioni maleodoranti, sia lungo il canale verso monte in direzione Andria e verso la foce a mare in località Falce del Viaggio. Il Comando della Polizia municipale di Barletta aveva altresì provveduto ad avvertire la Direzione compartimentale dell’ARPA Puglia, dalla quale ha già ricevuto  comunicazione della predisposizione di interventi da parte del personale tecnico competente per il prelievo di campioni d’acqua e di ulteriori accertamenti programmati con la Capitaneria di Porto.

“La clamorosa evidenza dei fenomeni di questi giorni - ha sostenuto il Sindaco Pasquale Cascella - conferma la complessità e la gravità delle minacce di inquinamento al nostro patrimonio naturalistico e ripropongono tutta l’evidenza di controlli adeguati e di provvedimenti approfonditi per la manutenzione ordinaria e straordinaria del Canale e soprattutto di interventi strutturali per la bonifica e la restituzione al territorio di quella che deve e può essere una straordinaria risorsa ambientale”.

 

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I commenti degli utenti
  • francesco martiradonna ha scritto il 10 gennaio 2014 alle 15:55 :

    Informare le autorità competenti è un’atto dovuto. Non farlo sarebbe stato assecondare il criminalista; e poi occorre fare presto l’amianto si trova a pochi metri dal fiume ofanto e le molecole possono attivare al mare dove si trova la flora e fauna ittica. I signori di Bari devono far presto a bonificare le aree, se vogliamo ridurre i danni. Rispondi a francesco martiradonna

  • Osservatore Civico ha scritto il 09 gennaio 2014 alle 16:51 :

    Nooooo, per favore.Non date più queste notizie.Ora ne approfittano per lanciare un’altra "Ambientiamoci" per bruciare altri soldi pubblici senza ottenere nulla come nulla è stato ottenuto finora. Caro professore lei è una persona eccezionale e fa veramente un servizio inestimabile alla società e all’ambiente ma come sempre ci sono i politici che ne approfittano per poi stanziare soldi dei contribuenti approfittando degli allarmi che noi ambientalisti lanciamo per problemi che sono veramente seri. Loro,invece, lo fanno solo per pubblicità elettorale. Come dice? Ah, ecco. Ero convinto che sarebbe stato d’accordo con me. Rispondi a Osservatore Civico