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Tributi 2016: emessi più di 11mila accertamenti per un totale di circa 7 milioni di euro

I provvedimenti saranno notificati nelle prossime settimane ai contribuenti che restano ancora in attesa di risposte alle istanze presentate l’anno scorso sugli accertamenti del 2015

Attualità
Andria lunedì 10 gennaio 2022
di la redazione
Ufficio tributi
Ufficio tributi © AndriaLive

Come di consueto, a ridosso della conclusione dell’anno, l’Ufficio Tributi del Comune di Andria ha provveduto a completare l’attività di accertamento e ad emettere i relativi atti da notificare ai contribuenti “non in regola” con i pagamenti riferiti all’annualità 2016. Dai dati degli accertamenti emessi risulta che per il 2016 la TARI non pagata è pari a più di 600mila euro, l’IMU è più di 5 milioni di euro e la TASI quasi di 1 milione di euro. Dati importanti se si considera la situazione finanziaria ed economica dell’ente.

Nello specifico sono stati emessi 3067 avvisi TASI per un importo totale di euro 967.001,00, di cui euro 744.037,00 per imposta, euro 194.670,00 per sanzioni, euro 9.892,00 per interessi ed euro 18.402,00 per spese di notifica.

Per ciò che riguarda la TARI sono stati emessi 1620 avvisi di accertamento per un importo totale di 609.303,00 euro, di cui 470.785,41 euro TARI netta, 122.208,00 euro per sanzioni, 6.589,69 euro interessi e 9.720,00 euro per spese di notifica.

Mentre, per l’IMU sono stati emessi 6.897 avvisi per un totale di 5.270.538,00 euro, di cui 4.127.082,00 euro relativo all’imposta, 1.047.630,00 euro per sanzioni, 54.444,00 euro relativo agli interessi e 41.382,00 euro di spese di notifica.

L’elaborazione di tali avvisi è stata affidata alla Advanced Systems S.p.a. che gestisce il servizio di manutenzione, assistenza ed elaborazione dei prodotti software gestionali dei tributi locali.

Detti accertamenti saranno notificati nelle prossime settimane ai contribuenti che restano ancora in attesa di risposte alle istanze presentate l’anno scorso sugli accertamenti del 2015 su cui erano stati assunti alcuni impegni per risolvere la situazione venutasi a creare a causa della vicenda giudiziaria sulle aliquote da applicare.

Eppure si era detto che la situazione sarebbe stata risolta “velocemente” anche grazie allo sportello “LinkMate” che avrebbe dovuto accorciare le distanze tra ufficio e cittadini e, invece, non ha fatto altro che creare incertezza in chi ha usato quel mezzo per chiedere delucidazioni e presentare istanze e resta in attesa di riscontri.

Quanto altro dovranno attendere i contribuenti per avere risposte certe alle questioni poste da ognuno?

In questi giorni si è parlato anche di un potenziamento dell’ufficio tributi che richiederebbe più “manovalanza” e non solo un dirigente che, senza personale, non risolverebbe le tante criticità che interessano l’ufficio.

Una situazione che avrebbe bisogno di una seria politica di “rilancio dal basso” per scongiurare il pericolo di affidarne la gestione all’esterno (come già avviene per numerosi servizi) e generare un ulteriore salasso ai danni dei cittadini onesti.

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I commenti degli utenti
  • UnAndrieseOnesto ha scritto il 11 gennaio 2022 alle 13:36 :

    Se le cartelle sono riferite a tasse non pagate, benvengano. Poi è vero che l'ufficio Tributi funziona malissimo, che non c'è comunicazione tra le anagrafe tributarie, ecc. Ma le tasse si pagano ed i furbetti non devono attendere o sperare che il reato - perché di reato si tratta - vada in prescrizione. Rispondi a UnAndrieseOnesto

  • RENDINE ALESSANDRO ha scritto il 11 gennaio 2022 alle 12:06 :

    "Quanto altro....?".Il quesito è più che legittimo ed il comportamento dell'Uff.Tributi è quanto meno offensivo dei confronti dei contribuenti andriesi. Posso inequivocabilmente attestare che dopo il rimborso richiesto il 10/4/2018 (quindi "nei termini di prescrizione"), è stato del tutto ignorato anche il ricorso-reclamo ex art. 17 del D.Lvo 546/92 del 5/9/2021. Ovviamente,sempre in dispregio del tatto reclamizzato rapporto di collaborazione fra cittadini ed Amministrazione, il Responsabile del locale Uff.Tributi non si è degnato neppure di rispondere alla espressa sollecitazione formulata a mezzo PEC il 2/12/2021. Anche una risposta negativa -per educazione- va fornita, ma osservo purtroppo che manca anche quella! Rispondi a RENDINE ALESSANDRO

  • unandriesecometanti ha scritto il 11 gennaio 2022 alle 09:52 :

    può sembrare antipatico dirlo ma ..... le tasse si devono pagare. altrimenti non si ricevono i servizi e cosa più importante non li ricevono chi le tasse le paga regolarmente. Rispondi a unandriesecometanti

    Alessandro Rendine ha scritto il 11 gennaio 2022 alle 10:31 :

    Giustissimo, le tasse si devono pagare. E' altrettanto giusto, però, rimborsarle a chi le ha pagate in più, ma da questo orecchio l'Assessore Tammaccaro non ci sente. E sono passati sei anni!!! Rispondi a Alessandro Rendine

  • Nicola de nigris ha scritto il 10 gennaio 2022 alle 20:23 :

    Cittadini preparatevi xche nelle prossime settimane arrivano le cartelle pazze occhio. 😆😆 Rispondi a Nicola de nigris

  • G. R. ha scritto il 10 gennaio 2022 alle 16:10 :

    Ll'art. 28 Legge - 24/11/1981, n.689 - Gazzetta Uff. 30/11/1981, n.329, stabilisce testualmente: Il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni indicate dalla presente legge si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione. L'interruzione della prescrizione è regolata dalle norme del codice civile. Pertanto mi chiedo è legittimo chiedere somme riferite all’anno 2016? Se non ci sono state comunicazioni nel tramite, questi avvisi sono da intendersi riferibili a richieste prescritte. Rispondi a G. R.

    Alessandro Rendine ha scritto il 11 gennaio 2022 alle 11:20 :

    Purtroppo sì. In base al Decreto Rilancio (art. 157) il termine di notifica - per i quali i termini decadenza- scadono entro il 31/12/2020 scadevano il 31/12/2021, ma tale termine è stato successivamente spostato al 28/02/2022. Orbene, se dal punto di vista, giuridico è legittimo il comportamento dell' Ufficio Tributi, è del tutto INGIUSTIFICATO, sotto il profilo etico, l'atteggiamento assunto (e recentemente ribadito dallo Assessore Tammaccaro) in merito ai mancati rimborsi di quanto versato in più dai contribuenti andriesi nel 2015 (IMU e TASI) sebbene sia intervenuta una precisa Sentenza del TAR Puglia. Rispondi a Alessandro Rendine

  • Bordon ha scritto il 10 gennaio 2022 alle 09:26 :

    No comment. Dal 2019 ogni anno mando all ufficio tributi l istanza di rimborso Tari per gli anni 2014/2015/2016/2017, per non farli andare in prescrizione. Ogni anno oltre alla presa in carico dell istanza non ricevo nessun rimborso o compensazione. Non mi sembra il modo migliore per instaurare un rapporto di fiducia col contribuente Rispondi a Bordon

    Gino R. ha scritto il 10 gennaio 2022 alle 17:21 :

    Anche il sottoscritto ha inoltrato domanda di rimorso per gli stessi anni, mai avuto ne risposta ne compenso qualcuno ha info in merito? Grazie Rispondi a Gino R.

  • Sinisi Matteo ha scritto il 10 gennaio 2022 alle 08:49 :

    7 milioni di accertamenti 🙄🙄🙄 scusate ma il comune non è indebitato di 100 milioni 🙄🙄🙄 qua i conti non tornano. Rispondi a Sinisi Matteo

  • Nicola memeo ha scritto il 10 gennaio 2022 alle 08:46 :

    La verità, il settore tributi del comune di Andria era, ed è gestito male. Personale incompetente e dirigenti che si sono succeduti a capo di questo ufficio non riusciranno mai a far pagare le tasse ai cittadini andriesi. Fini a quando un sindaco con le dovute e coraggiose iniziativa personale non da ad una società recupero crediti il settore tributi. Rispondi a Nicola memeo