L'intervista

Formare e informare catechisti consapevoli sulla pratica dell'inclusione di ragazzi neurodiversi

Lunedì scorso la cerimonia di consegna degli attestati ai 40 partecipanti del corso organizzato dall’Ufficio Catechistico Diocesano e dalla Fondazione Pugliese per le Neurodiversità

Attualità
Andria mercoledì 12 gennaio 2022
di Sabino Liso
Formare e informare catechisti consapevoli sulla pratica dell'inclusione di ragazzi neurodiversi
Formare e informare catechisti consapevoli sulla pratica dell'inclusione di ragazzi neurodiversi © AndriaLive

Si è svolta lunedì 10 gennaio, nella casa di spiritualità Giovanni Paolo II, la consegna degli attestati ai 40 catechisti che hanno frequentato il “𝐂𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐢𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐮𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨” – corso organizzato dall’Ufficio Catechistico Diocesano e dalla FPN.

La serata è stata presieduta dal Vescovo della Diocesi di Andria, Mons. Luigi Mansi, che ha fortemente sostenuto l’Ufficio Catechistico Diocesano nella sua singolare iniziativa e ha visto la realizzazione di questo particolare corso di catechesi inclusiva rimarcando la fruttuosa collaborazione con la Fondazione Pugliese per le Neurodiversità, di cui la diocesi di Andria è, altresì, socia fondatrice (tra le prime diocesi del Bel Paese ad aver aderito alla pratica inclusiva e agli scopi per cui è nata la stessa fondazione). Presente alla cerimonia anche don Leonardo Pinnelli, Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano, e l’avv. Francesco Bruno, presidente della FPN.

Tale corso ha avuto l’obiettivo di formare e informare gli operatori pastorali sulla pratica dell’inclusione di ragazzi che vivono la condizione dello spettro autistico, al fine di maturare un approccio empatico nei loro confronti, nonché di permettere una ‘apertura di orizzonti’ inclusiva delle nostre comunità parrocchiali.

Nello specifico si sono svolti quattro incontri a cadenza mensile, condotti alternativamente dalla dottoressa Erica Lacerenza (psicologa, psicoterapeuta, analista del comportamento) e dal dottor Fabio Cardone (Psicologo- Psicoterapeuta). Si è trattato di incontri “versatili” di carattere “teorico-epistemologico” (la definizione dell’autismo e i suoi tratti salienti); di ordine laboratoriale (attraverso il coinvolgimento dei partecipanti sull’importanza del contatto con il ‘diverso’); di testimonianza (tramite la visione di filmati sull’esperienza concreta di inclusione di ragazzi autistici); di formazione specificatamente catechetica (indicando alcune modalità atte ad includere ragazzi autistici attraverso il coinvolgimento delle famiglie, la cura degli spazi, l’attenzione ai tempi delle attività, la considerazione di  alcuni strumenti possibili quali schede semplificate, supporti audiovisivi, lavagnette con l’uso della Comunicazione Aumentativa Alternativa).

In questo breve “viaggio” di esplorazione in un mondo così composito e variegato, qual è appunto quello dello spettro autistico, più volte ci si è soffermati sul contatto con l’altro, con il diverso, per comprendere che in fondo si tratta primariamente di mettersi in ascolto di quella originalità che ciascuno porta con sé, per imparare a sentirsi autenticamente pronto ad accogliere e ‘includere’. 

L’avv. Francesco Bruno nel suo intervento si è soffermato sulla necessità di «superare la linea di confine che esiste nella mentalità comune sul tema dell’autismo e vivere un nuovo processo finalizzato a conoscere e pensare nuovi linguaggi comunicativi e orizzonti conoscitivi. Importante è rivedere l’approccio e la relazione con gli stessi ragazzi cercando di non portarli a tutti i costi nel nostro mondo, ma individuando la chiave giusta per entrare attraverso la “loro” porta per vivere una dimensione diversa, generativa e arricchente per tutti. Chi vive accanto ai ragazzi con lo spettro autistico non si deve “sostituire” a nessuna figura educativa o genitoriale: secondo le proprie capacità e competenze, e oserei dire anche sensibilità (catechista compreso) deve vivere questo “processo” di trasformazione personale e collettivo».

Don Leonardo Pinnelli ha esortato i catechisti, insieme ai parroci e alle comunità parrocchiali, a farsi carico di questa “responsabilità” nei confronti dei ragazzi con lo spettro autistico per dare la possibilità agli stessi di vivere una dimensione della fede alla loro portata e non cadere nell’errore di comunicare la fede solo attraverso alcune pratiche non rispondenti al bisogno degli stessi ragazzi.

A fine serata, l’impegno reciproco della Diocesi e della FPN, tramite l’Ufficio Catechistico Diocesano, per l’attivazione di nuovi progetti che vedranno coinvolte tutte le comunità parrocchiali nel rendere più agevole e più inclusiva l’accoglienza dei ragazzi neurodiversi e delle loro famiglie.

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