12 luglio 2016

12 luglio 2016: «Sono stati i nostri parenti a sbagliare salendo su quei maledetti treni»

Parla Pinuccio Bianchino, papà di Alessandra, una delle vittime. Stamane ha seguito l’udienza del processo a Trani. Alla vigilia del sesto anniversario da quel tragico evento si sente meno determinato

Attualità
Andria mercoledì 06 luglio 2022
di Luca Ciciriello
Processo 12 luglio 2016 nell’aula bunker del carcere di Trani
Processo 12 luglio 2016 nell’aula bunker del carcere di Trani © AndriaLive

«Non avrei mai immaginato di ritrovarmi in un’aula bunker a seguire un processo»: sono le parole di Pinuccio Bianchino, papà di Alessandra, una delle 23 vittime dello scontro tra i treni sulla tratta tra Andria e Corato, avvenuto il 12 luglio 2016. Oggi, 6 luglio, nell’aula bunker del carcere di Trani ha assistito all’udienza durante la quale sono stati ascoltati altri consulenti di difesa per ricostruire la dinamica dei fatti. Salvo imprevisti, entro luglio finirà l’istruttoria dibattimentale. Poi, tra settembre e ottobre inizieranno le discussioni: parleranno i Pubblici Ministeri, le parti civili e ci saranno le arringhe delle difese.

Gli scorsi anni Pinuccio era più determinato, combattivo. Oggi, alla vigilia del sesto anniversario da quel tragico evento, sembra quasi arreso e, soprattutto, non sa se essere fiducioso verso la giustizia italiana: «Mi rendo conto solo che si tratta di un processo che ci sta consumando e stressando, i tempi sono lunghi. Anche se - aggiunge - ce l’aspettavamo considerando che la sentenza di primo grado per il processo di Viareggio è arrivata dopo oltre sette anni». Poi, continua: «Quello che ci diciamo spesso è che sono stati i nostri parenti a sbagliare salendo su quei maledetti treni». 

Da quel 12 luglio la vita dei familiari (ma evidentemente di tutte le comunità coinvolte) è cambiata. È vero, i giorni passano, ognuno ha una famiglia, altri figli, nipoti ma il ricordo di quei momenti è vivo. «Mi rincuora il fatto che parecchi amici di Alessandra ci telefonano, vengono a trovarci - dice il signor Bianchino - è un modo per sentire nostra figlia accanto a noi».

Pinuccio confida che il rapporto tra i parenti delle vittime è molto sereno: «Siamo in contatto costantemente, ci vediamo e stiamo bene insieme perché - conclude - condividere ci ricarica». 

Sabato prossimo, 9 luglio, all’oratorio salesiano il vescovo di Andria, monsignor Luigi Mansi, celebrerà una messa in ricordo delle vittime. Il 12 luglio, invece, probabilmente i familiari si ritroveranno al chilometro 51, luogo dello scontro. «Si tratterà - precisa - di un momento intimo, nostro soltanto».

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I commenti degli utenti
  • sabino cannone ha scritto il 07 luglio 2022 alle 16:56 :

    Il giorno dei funerali al Palazzetto ero presente e la pioggia era indescrivibile, i vecchi la chiamano "lacrime di Cristo"! Lasciando che la giustizia faccia il suo percorso, è necessario pensare al vero colpevole , forse, si sta godendo le vacanze nell'isola di Vanautatu (ultima isola a sud del Pacifico e riconosciuta come paradiso fiscale), dove il cognato probabilmente gli trasferisce i soldi dalla Repubblica di s. Marino. Non solo, ma per premiarlo gli hanno rinnovato, dopo il disastro, la concessione della FNB. Non dimenticheremo mai la tragedia e il dolore che accompagna i parenti delle vittime. Rispondi a sabino cannone

  • Montingelli mairizio ha scritto il 06 luglio 2022 alle 13:03 :

    Quanti disastri si potevano evitare se la politica è gli imprenditori fossero più attenti e meno corrotti. Rispondi a Montingelli mairizio

    pasquino andriese ha scritto il 07 luglio 2022 alle 08:16 :

    caro sig. Montingelli, sarebbe anche ora in Italia di piantarla di prendersela solo ed esclusivamente con i "politici", questo disastro in particolare si sarebbe potuto e DOVUTO evitare se i lavoratori (capistazione ecc.) , e cioè dei cittadini come me e lei, avessero fatto il loro dovere, cosa c'entrano i "politici".... un abbraccio forte al sig. Bianchino e atutti i parenti delle vittime. Rispondi a pasquino andriese

    Antonio ha scritto il 07 luglio 2022 alle 17:23 :

    Quando ci vuole ci vuole , 60 minuti di applausi Rispondi a Antonio