L'intervista

Bagno di folla per l'appuntato dell'Arma dei Carabinieri Casamassima. Il video

Auditorium Mons. Di Donna gremito di gente per ascoltare le parole del carabiniere andriese che, con la sua testimonianza, ha contribuito a riaprire il caso sulla morte di Stefano Cucchi

Attualità
Andria lunedì 05 novembre 2018
di Michele Lorusso
Incontro con l'appuntato dei Carabinieri Riccardo Casamassima
Incontro con l'appuntato dei Carabinieri Riccardo Casamassima © AndriaLive

Andria, 4 novembre 2018: nel giorno in cui si celebrano le Forze Armate, l'associazione IdeAzione si fa promotrice di un incontro con l'appuntato dell'Arma dei Carabinieri Riccardo Casamassima che, con la sua testimonianza, ha fatto riaprire l'inchiesta sul decesso di Stefano Cucchi avvenuto nel 2009.

40enne originario di Andria, è uno dei militari che ha contribuito a gettare luce sulla morte del geometra romano che morì il 22 ottobre 2009 durante la custodia cautelare.

Un caso di cronaca giudiziaria che ha coinvolto alcuni agenti di polizia penitenziaria, alcuni medici del carcere di Regina Coeli e alcuni carabinieri.

Prima del 15 maggio scorso, giorno in cui si è recato a testimoniare in aula, Casamassima ha dichiarato alla stampa le sue paure: non si sentiva "tutelato". L'11 ottobre scorso, la svolta nel processo: uno dei cinque carabinieri imputati, Francesco Tedesco, in una denuncia del 20 giugno scorso e in tre interrogatori successivi resi davanti al pm di Roma, Giovanni Musarò, ha ricostruito i fatti di quella notte e ha “chiamato in causa” due dei militari a processo per il pestaggio.

Proprio Casamassima, demansionato nei mesi scorsi dopo le sue rivelazioni, esprimeva quindi la sua soddisfazione tramite il suo profilo facebook.


Nell'incontro svoltosi ieri nell'auditorium Mons. Di Donna, di fronte ad una sala gremita di gente, si è trattenuto nel parlare poiché, come tutti sappiamo, il processo è ancora in corso. Dalle sue parole non trapelano altri elementi se non ciò che già sapevamo. L'incontro però è servito, se non altro, a far luce sulla necessità di non dare giudizi affrettati anche nei confronti delle forze dell'ordine, in generale: sarebbe facile accusare lo stesso Casamassima di voglia di protagonismo, ma resta il fatto che le sue dichiarazioni sono servite in un processo particolarmente spinoso e la necessità di mantenere viva l'attenzione mediatica e dell'opinione pubblica non inficia la nostra fiducia nella magistratura.

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