L'analisi

Quella di Andria è ormai una zona a traffico pedonale limitato

Nei nostri sogni (non ancora realizzati) ci sono amministratori che si impegnano sull’ambiente e sulla qualità della vita con provvedimenti collocati al primo posto nella loro agenda degli interessi

Attualità
Andria mercoledì 05 dicembre 2018
di Aldo Tota
Quella di Andria è ormai una zona a traffico pedonale limitato
Quella di Andria è ormai una zona a traffico pedonale limitato © n.c.

Le vie R. Margherita, Crispi e Cavour costituivano il primo importante test di civiltà nel sottrarre un’area al degrado del traffico caotico e riservarlo alla tutela della salute ed alla vivibilità della città. Oggi, ahimè, nel guardare quelle vie ci si rende conto che i buoni propositi si stanno perdendo (è il caso di dire) per strada.

Tanti, forse troppi, approfittano degli scarsi o inesistenti controlli della polizia urbana o locale (come oggi è denominata) per fare di questa strada una comoda indisturbata scorciatoia ai propri percorsi o alle loro esibizioni. A nulla valgono le segnalazioni ed i cartelli stradali se non c’è vigilanza; noi, purtroppo, siamo un popolo che ha abbandonato la civiltà un paio di millenni or sono e non riusciamo, nonostante gli sforzi di certi educatori, a comprendere una equazione che mette in stretta relazione il comportamento del singolo con il benessere collettivo. Al momento l’unico argomento che riusciamo a comprendere è la sanzione o la repressione.

Pare però che la repressione attuale in città sia rivolta esclusivamente ad assicurazioni e revisioni delle auto i cui introiti per le sanzioni, nei sogni di qualcuno, dovrebbero rimpinguare le disastrate casse comunali. Agli inizi degli anni ‘90 c’era una situazione di grande disordine stradale: il codice della strada era lasciato alla libera interpretazione dei singoli cittadini. I marciapiedi erano diventati il parcheggio preferito dagli automobilisti ed i pedoni rappresentavano dei fastidiosi intrusi. C’è voluto un Sindaco fermo e intransigente sulla legalità per ritrovare in breve un ordine quasi svizzero nelle strade. Oggi sarebbe almeno rassicurante per le tante mamme, bambini ed anziani se regolarmente un vigile sorvegliasse quelle strade e fermasse veicoli ed e-bike vaganti a tutta velocità tra la gente che passeggia che, tra l’altro, non ha alcun segnale apprezzabile del loro passaggio. Sarebbe confortante per gli indifesi bipedi che frequentano quelle strade se tutti quei grossi mezzi che circolano ad ogni ora trovassero qualcuno per rammentargli orari e tempi in cui è permesso attraversare una zona pedonale. Ma pare che molti motorizzati non si curano dei pochi sbiaditi cartelli della segnaletica e delle ordinanze.

Le risposte del Palazzo sono ormai luoghi comuni cui siamo abituati da tempo; stiamo parlando di piccoli problemi mentre la Città ne ha tanti più urgenti: bilanci che fanno acqua; e poi gli organici carenti e le richieste tante… La nostra esperienza ci ricorda che i piccoli problemi ignorati nel tempo portano sempre disastri.

Nei nostri sogni (non ancora realizzati) ci sono amministratori che si impegnano sull’ambiente e sulla qualità della vita con provvedimenti collocati al primo posto nella loro agenda degli interessi, visto che altro non possono o non riescono a fare con risorse e idee limitate.

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I commenti degli utenti
  • Luigi ha scritto il 06 dicembre 2018 alle 10:32 :

    Stan imbuscoit a scquei p l telefn Rispondi a Luigi

  • Luigi Simone ha scritto il 05 dicembre 2018 alle 15:20 :

    I miei complimenti per l’articolo , non fa una piega ..ahimè è tutto tristemente vero ! Rispondi a Luigi Simone

  • FELICE MANSI ha scritto il 05 dicembre 2018 alle 12:42 :

    fermo restante il fatto che la colpa è nostra, visto che abbiamo abbandonato la civiltà da diverso tempo ma ASSESSORE DOVE SONO FINITI I VIGILI DI QUARTIERE????? Rispondi a FELICE MANSI