Parte la mobilitazione tra i genitori

Bufera sul servizio mensa, il C.G.A.: «Perché non dare la possibilità alle scuole di autogestirsi?»

In risposta all'ass. Grumo: «è stato solo riferito a voce che molti hanno dichiarato di voler usufruire del servizio mensa. Noi genitori ci chiediamo ancora oggi: su che base ufficiale avete proceduto con questa gara d'appalto?»

Attualità
Andria giovedì 10 gennaio 2019
di La Redazione
Disservizi scolastici, protestano in piazza i genitori degli alunni
Disservizi scolastici, protestano in piazza i genitori degli alunni © AndriaLive

Ancora bufera tra genitori e amministrazione comunale sulla questione del servizio mensa dopo lo “sciopero” di ieri alla “Imbriani” e le dichiarazioni dell'assessore Gianluca Grumo, parte la mobilitazione dei genitori in alcune scuole.

Presso l'asilo “Sorelle Agazzi”, per esempio, le famiglie si sono attivate scrivendo alla dirigenza e al comune che, non intendendo aderire al servizio di refezione scolastica a tariffe maggiorate, vogliono però continuare a far frequentare la scuola dell'infanzia ai figli secondo il regime attuale (ore 8.30-14.00 con merenda da casa). Ove ciò non fosse consentito, chiedono di avere libertà di optare tra mensa scolastica e pasto domestico, come previsto dalla legge, senza che venga arrecata alcuna ulteriore contrazione dell'offerta formativa per chi non dovesse aderire alla refezione scolastica, per evitare di arrecare ulteriori danni alle famiglie e ai bambini, già pesantemente penalizzati in questo anno scolastico.

Ma anche il Comitato Genitori andriesi vuole chiarezza sull’argomento mensa, in particolare su quale sia stato l’esito del “sondaggio” promosso nelle scuole a proposito delle nuove tariffe del servizio, ora molto più alte: se non si sapeva con esattezza quanti alunni avrebbero fatto richiesta di accesso alla mensa, su quali basi è stata predisposta la gara d’appalto?

«Per rispondere all’ass. Grumo, bisogna specificare che chiarezza ancora oggi non è stata fatta sull'argomento mensa – esordisce Ornella Rodriquez, presidente del comitato genitori andriesi -. Molti genitori disinformati non hanno scelto con propria coscienza, e noi del c.g.a. tante volte abbiamo bussato alle porte del comune per avere più chiara la questione.

Ringraziamo chi ci ha accolto e offerto la possibilità di cercare insieme delle soluzioni, ma la risposta è sempre stata la stessa: "Il comune di Andria è in pre-dissesto e soldi non ne ha per contribuire al servizio mensa".

Noi cittadini non siamo smemorati, anzi ricordiamo bene le tariffe e tante volte abbiamo chiesto la pubblicazione dell'esito del sondaggio! Ma dov'è? Un documento ufficiale dell'esito non è mai stato pubblicato, è stato solo riferito a voce che molti hanno dichiarato di voler usufruire del servizio mensa. Quindi noi genitori ci chiediamo ancora oggi: su che base ufficiale avete proceduto con questa gara d'appalto?

Tanti genitori lamentano queste tariffe alte, perché non dare la possibilità alle scuole di autogestirsi con un servizio catering dove i costi sono nettamente inferiori e con il piano di solidarietà da lei citato, dividendo per le fasce isee, tutti pagherebbero molto meno?

Vogliamo precisare che tante volte abbiamo lamentato questo disagio, di certo non dipeso da noi! Cerchiamo di fare chiarezza su questo punto! Crediamo che qualcuno si debba prendere le proprie responsabilità non farle ricadere su noi genitori!

Vogliamo ricordare che l'anno scolastico è già partito da 4 mesi e non è stato garantito nessun servizio di refezione scolastica, e se questo il vostro compito, ancora oggi non l'avete rispettato!

Voi avete il compito di collaborare insieme alle scuole per assicurare il diritto allo studio e non rimandarlo solo alle scuole!

La nostra richiesta è di dare libera autonomia alle scuole senza la ditta appaltatrice, così che i dirigenti insieme ai genitori siano finalmente liberi di agire in base alle proprie esigenze senza escludere quei bimbi che non potranno partecipare tutti i giorni alla mensa, per colpa di queste tariffe così alte, dando così la possibilità di frequentare tutte le ore scolastiche includendo anche il pasto».

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