Alcune annotazioni in un documento

Piano di Prevenzione della corruzione, le criticità di Andria

L'intervista a Daniela Di Bari e Shady Alizadeh: «Rispetto ad un tema così importante come la salute, riscontriamo totalmente vuota di contenuti una serie di focus attivi presso l’amministrazione trasparente sul tema ambientale»

Attualità
Andria lunedì 21 gennaio 2019
di Giorgio Cicco
Daniela Di Bari e Shady Alizadeh
Daniela Di Bari e Shady Alizadeh © n.c.

Entro il 31 gennaio il Comune di Andria, come tutti gli Enti pubblici, è chiamato ad aggiornare il Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza. Proseguendo un percorso di partecipazione attiva, cominciato due anni fa su iniziativa di alcuni cittadini volenterosi, sono stati avviati degli approfondimenti sul Piano Triennale precedente, affiancati da una serie di osservazioni ed esperienze maturate con l’azione amministrativa.

È stato redatto un documento contenente contributi ed osservazioni al Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, così come previsto dal Piano Nazionale Anticorruzione.

Hanno partecipato, alla stesura del documento, la consigliera comunale Daniela Di Bari, Shady Alizadeh, responsabile di Rigenerazione Italia-Andria, Sabrina Leonetti e Giuseppe Casamassima, lavorando su una serie di incontri e riflessioni che hanno visto la partecipazione di altre persone.

In seguito il nostro dialogo con la consigliera comunale Daniela e Shady per Rigenerazione Italia.

Cosa è il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza?

Il piano aiuta a stabilire i processi nella Pubblica Amministrazione volti a circoscrivere i rischi corruttivi, attraverso una serie di strumenti e procedure da attuare nella vita della Pubblica Amministrazione, al fine di tutelare i lavoratori comunali da eventuali azioni e pressioni corruttive e avere una Pubblica Amministrazione più libera e trasparente, capace di effettuare un abbattimento dei costi legati alla corruzione, sia in termini economici che in termini di salvaguardia dei “beni comuni” che non sono beni generici ma bene per tutti, quindi processi per una città più libera e forte, insieme.

Perché è utile questo piano?

Il piano è scritto sulla scorta dei suggerimenti dell’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione). Aiuta ad individuare gli elementi di criticità e i settori maggiormente esposti ai rischi corruttivi, individuando delle linee di intervento capaci di strutturare le “best practices” nella vita amministrativa anche mediante la rotazione a vari livelli dei dipendenti. A causa della crisi in cui versa il Comune di Andria, a nostro avviso, si corrono maggiori rischi, quindi il piano deve essere il più efficiente possibile per passare da carta scritta a processi virtuosi. È sotto gli occhi di molti come la corruzione rappresenti uno dei costi considerevoli per gli italiani, che possono sintetizzarsi per esempio, in maggiori costi degli appalti, scarsa qualità dei materiali o prodotti forniti, degrado del patrimonio. Una maggiore conoscenza, di questo Piano e degli atteggiamenti corruttivi, anche da parte dei cittadini, potrebbe aiutare a combattere questo fenomeno che assume delle connotazioni culturali e a volte trova la legittimazione già a partire dal mandato elettorale. Che bella Rigenerazione potremmo mettere in atto, insieme, e a regola d’arte.

Cosa è emerso dal lavoro che avete realizzato?

Abbiamo notato delle criticità: per esempio i bandi pubblici non sono facilmente consultabili con una pagina web ad essi dedicati e una organica aggregazione delle informazioni. Non è facilmente accessibile il cronoprogramma dei lavori pubblici, ultimamente non presente nemmeno negli atti di bilancio.

Ci siamo soffermati sulla questione delle informazioni ambientali e sociosanitarie che sta interessando il dibattito pubblico. Rispetto ad un tema così importante per la città come la salute pubblica, riscontriamo totalmente vuota di contenuti una serie di focus attivi presso l’amministrazione trasparente sul tema ambientale. A nostro avviso il Comune dovrebbe rendere accessibili, a tutti, una serie di informazioni raccolte durante l’anno. Per esempio episodi di inquinamento rilevati dalle forze dell’ordine, oppure segnalazioni di discariche abusive, aggiornamento del piano elettromagnetico e delle rilevazioni delle centraline ambientali, non per generare panico o allarmismi, ma per consentire a molti di riflettere ed elaborare informazioni, al fine di trovare, eventualmente, delle correzioni sui comportamenti e sugli stili di vita per una maggiore prevenzione e tutela della salute pubblica. Ci direte, ma cosa centra tutto questo con la corruzione? Laddove ci sono concorrenze tra interessi privati e beni comuni, in questo caso la salute pubblica, si potrebbero annidare possibili rischi di corruzione, che vanno opportunamente intercettati e prevenuti.

Questo è il terzo anno che presentate osservazioni sul documento dell’anticorruzione. Sono emerse novità rispetto al passato?

Le nostre precedenti osservazioni sono state recepite, in parte immediatamente, ed in parte oggetto dei tavoli tecnici. Su alcuni aspetti che riteniamo di vitale importanza, c’è ancora molto da fare.

La situazione di pre-dissesto ha contribuito a rallentare il rinnovamento del Piano. Proprio per questo, a nostro avviso, riteniamo ancora più urgente potenziare e verificare la corretta attuazione dei processi riportati nel Piano, al fine di ridurre l’endemica debolezza del sistema amministrativo, tutelando per esempio, l’ordine gerarchico dei pagamenti verso i creditori, promuovendo processi partecipativi o decisionali inclusivi che favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e/o associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base della sussidiarietà orizzontale riguardanti i temi della mobilità sostenibile, della rigenerazione urbana, della gestione rifiuti, dell’utilizzo dei beni patrimoniali non utilizzati o confiscati, di particolari processi culturali ed educativi, dell’urbanistica, del bilancio previsionale, ecc.

Abbiamo indicato la necessità di elaborare vademecum sintetici per favorire la conoscenza delle dinamiche corruttive e le misure da attuare, per liberare l’azione amministrativa, e la necessità di rendere maggiormente partecipe la collettività a questo cambiamento culturale, perché nel Piano di prevenzione della corruzione il cittadino è tra i maggiori protagonisti, in quanto è favorito nell’accesso alle informazioni e per questo gli viene consegnata la corresponsabilità di un controllo diffuso sui processi amministrativi.

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