La nota

Rapine, una dopo l’altra, alcune neppure hanno avuto il clamore mediatico eppure sono state violente

«Modalità esecutive che non devono essere sottovalutate e che fanno registrare anche un cambio di mentalità della criminalità locale sempre più diffusa e sempre più caratterizzata da fasce di “criminalità comune” pericolosissime»

Attualità
Andria domenica 17 febbraio 2019
di La Redazione
Rapina a mano armata
Rapina a mano armata © n.c.

«Quando le rapine ai danni degli esercenti, dei centri servizi cominciano a calare di attenzione allora vuol dire che qualcosa di drammaticamente oscuro sta prendendo il sopravvento; quando i silenzi circondano episodi che dovrebbero sollevare l’immediata indignazione e reazione sociale oltre che doverosa dei sodalizi sedicenti al servizio delle categorie allora significa che qualcosa di tremendamente oscuro si cela dietro una città apparentemente viva, apparentemente gioviale, apparentemente produttiva e serena».

Parole pesanti come macigni quelle pronunciate dal sindacalista andriese Savino Montaruli, di Unibat, dopo la notizia della rapina a mano armata anni danni della Rivendita Tabacchi di Piazza Catuma.

Savino Montaruli prosegue affermando: «Lo stato di “allerta” della Polizia di Stato che, proprio per prevenire il reato di rapine ai danni di attività commerciali, ha incrementato il normale controllo del territorio la dice lunga sullo stato di tensione che si vive in città, ormai da anni. Conosco personalmente da decenni il titolare della tabaccheria presa di mira e sono davvero sconcertato per quanto accadutogli. Gli sono vicino, come lui ben sa. e sono vicino anche per quanto accaduto alla signora che ha accusato un malore. Una rapina alle 19,30, nella piazza più conosciuta della città sempre stracolma di gente, con malviventi che a mano armata rapinano fuggendo con un motorino la dice davvero lunga su quale sia la situazione della sicurezza e dell’ordine pubblico nella città federiciana.

Modalità esecutive che non devono essere sottovalutate e che fanno registrare anche un cambio di mentalità della criminalità locale sempre più diffusa e sempre più caratterizzata da fasce di “criminalità comune” pericolosissime perché agiscono spesso in solitaria e senza timori, pur di racimolare spesso anche pochissimo denaro, dimenticando l’enorme rischio che corrono. Queste forme di criminalità comune diffusa si affiancano alle organizzazioni criminose che operano, invece, in modo professionale quindi senza scampo e le esperienze in tal senso, ad Andria, sono scritte e certificate. Se è vero che bisogna sempre andare oltre la spesso sterile ed inutile esternazione di solidarietà scontata, anche se nel mio caso mai potrebbe essere così visto che parlo di persone sempre a me care, come nel caso del rapinato, è altresì vero che Andria non può più attendere quei minimi ed indispensabili presidi di sicurezza come la Questura irrealizzata, nonostante si siano consumate sette campagne elettorali portandola come bandiera ormai sfilacciata e a brandelli. Il dirigente del Commissariato di P.S. di Andria, predecessore dell’attuale, dichiarò pubblicamente che il Commissariato lavora con un organico di appena un terzo rispetto alle reali esigenze della città. E’ ancora così? Lo storico comandante della Polizia Municipale di Andria continua a lamentarsi della carenza di uomini e di donne in servizio per strada. E’ ancora così? Chi ci risponde? Quelle risposte servono e sono pure urgentissime»

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