La nota

"S.S. Sacramento", la parrocchia in festa

Gli eventi sono previsti da venerdì 28 a domenica 30 presso la chiesa e l'oratorio parrocchiale

Attualità
Andria mercoledì 26 giugno 2019
di la redazione
Festa presso la parrocchia del Sacramento
Festa presso la parrocchia del Sacramento © n.c.

Da venerdì a domenica prossima si celebrerà la festa della parrocchia del "S.S. Sacramento" e, a tal proposito, i parroci e il consiglio pastorale parrocchiale hanno diffuso una riflessione e un invito alla partecipazione: «L’evento della festa parrocchiale che vivremo domenica 30 giugno p.v, può diventare per noi una grande occasione per crescere nella riscoperta della nostra appartenenza, gioiosa e convinta, alla comunità dei seguaci di Cristo. Una comunità di persone legate non solo dalla fede, ma anche da valori e principi non omologabili con quelli del “mondo”, né disponibili ad essere svenduti per avere in contraccambio il classico “piatto di lenticchie” del tornaconto personale, dell’apparire, del successo, a scapito della genuinità, della trasparenza e della generosità del nostro essere cristiani, davvero.

La nostra comunità cristiana non può essere modellata su quella televisiva del Mulino bianco, irreale, fantastica, sdolcinata, ma incarnata in un territorio ben particolare, dove vive i problemi, le ansie e le preoccupazioni della gente vera, concreta. Non è avulsa dalla realtà, non vive in spazi e luoghi surreali.

Ecco come un testo del 1° sec., nella Lettera a Diogneto, descrive i cristiani: “I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. La loro dottrina non è adesione ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera. Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati. Mettono in comune la mensa, ma non il letto. Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati…

Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano. Sono ingiuriati e benedicono. Sono maltrattati ed onorano.

Se volessimo, come comunità parrocchiale, avvicinarci a questo modello ed, in un certo qual modo, ispirarci a quella realtà, allora ne conseguirebbe che abbiamo il compito di segnare questa nostra società con uno stile di vita nuovo, diverso. Cristiani a testa alta, senza vergogna di affermare le proprie idee e di professare apertamente la propria identità cristiana.

Allora, portare Gesù Eucaristia in alcune strade della nostra parrocchia avrebbe senso, perché sarebbe la testimonianza del nostro essere cristiani, cioè del nostro essere sempre e ovunque ciò che diciamo di essere, cristiani per scelta e non per tradizione.

In processione cammineremo insieme ad altri che, come noi, non hanno vergogna di “farsi vedere” di essere cristiani convinti.

Coraggio. È tempo di uscire allo scoperto. È il momento di portare Gesù con noi nei vari ambienti in cui ogni giorno viviamo ed operiamo. È la presenza di Gesù che cambia le cose! Noi abbiamo solo il compito di portarlo. È lui che farà il resto.

Andiamo avanti, sostenuti dall’appello, quanto mai attuale, di San Paolo VI: “Questa nostra società ha bisogno più di testimoni che di maestri”.

E noi saremo coloro di cui il Signore si vuole servire per cambiare questa nostra società, se la nostra vita sarà sempre più credibile.

Crediamoci! Il Signore continua a scommettere sul nostro impegno e sulla nostra disponibilità».

Il programma.

Venerdì 28 giugno

  • ore 20:30: S. Messa nella solennità del S. Cuore di Gesù e a seguire l’adorazione notturna*, segno di una comunità che prega, mentre la città è immersa nella quiete della notte.

(*) Cosa vuol dire fare adorazione notturna? La chiesa aperta di notte, mentre la città addormentata è immersa nel silenzio e nel buio, è testimonianza eloquente e convinta di una comunità che prega ininterrottamente il suo Signore. Come Gesù si recava di notte in luoghi solitari a pregare, così proviamo anche noi questa singolare esperienza. L’adorazione notturna è un’occasione speciale per una forte esperienza spirituale che dice la nostra capacità di decidere dentro di noi il senso del sacrificio e della rinuncia: “rimanete qui e vegliate con me!” (Mc 14,34).

Sabato 29 giugno

  • ore 7:30: Lodi e benedizione eucaristica seguita dalla S. Messa;
  • ore 10:00-12:30 e 17:00-23:00: festa in oratorio con grande Luna Park di gonfiabili;
  • dalle ore 20:30: intrattenimento musicale con percorso gastronomico.

Domenica 30 giugno

  • ore 10:00-13:00: grande Luna Park di gonfiabili
  • ore 18:30: S. Messa e poi processione che farà il seguente percorso: chiesa, via Masini, v.le Venezia Giulia, via Medici, via Manara, via Giovine Italia, via Vochieri, via Barletta, via Armellini, via Tazzoli, via Saffi, via Barletta, v.le Venezia Giulia, via Mazzini, via Saffi, via Giovine Italia, v.le Venezia Giulia, via Saliceti, chiesa;
  • ore 20:30: Spettacolo teatrale “Fiori di coraggio” a cura del gruppo di Auto Mutuo Aiuto chiamato “Fiori d’Acciaio” e l’ Istituto “Quarto di Palo” (La rappresentazione nasce dal desiderio di dare voce a chi è stato colpito dal carcinoma mammario e per testimoniare la forza, il dolore, l’energia vitale, necessaria per affrontarlo, evidenziando nel contempo l’importanza dell’aiuto nella rete sanitaria e sociale ma soprattutto nella sfera degli affetti e delle amicizie. È uno spettacolo inedito, ricco di sorprese ed emozioni, attraverso il quale sarà possibile innamorarsi nuovamente della propria vita, delle proprie sofferenze e della possibilità di rinascere).
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