Il racconto della domenica

…e anche ad Andria arrivò la minigonna

​“Se non sei un po' sfacciata non ti nota nessuno”: detta una frase del genere da una persona giovane è una opinione, detta da una anziana è una testimonianza

Attualità
Andria domenica 26 luglio 2020
di Vincenzo D'Avanzo
…e anche ad Andria arrivò la minigonna
…e anche ad Andria arrivò la minigonna © n.c.

“Se non sei un po' sfacciata non ti nota nessuno”: detta una frase del genere da una persona giovane è una opinione, detta da una anziana è una testimonianza. La differenza tra l’uomo e la donna forse è più semplice di quanto immaginiamo: l’uomo può scegliere la sua donna, la donna deve adescare il suo uomo. È sempre stato così, non si capirebbe altrimenti perché la donna debba svestirsi fino alla indecenza (a volte) per far colpo sull’uomo, mentre l’uomo deve vestirsi per impressionare la donna. Perché il serpente tentò Eva? Eppure erano entrambi nudi i primi due “uomini”: evidentemente Eva nuda era più “attraente” mentre Adamo nudo era repellente anche per il serpente.

Chi all’inizio degli anni sessanta pronunciò quella frase era una donna anziana ( Antonietta) che avrebbe preferito essere nonna e invece a quella età era rimasta signorina (bzzouc). La fortuna non si era fermata a casa sua proprio perché sin da piccola le era stato insegnato il ricamo e con esso aveva vissuto il resto della vita alienandosi ogni possibilità di incontrare il principe azzurro. Tuttavia lei aveva accettato questa condizione con una qualche amarezza che traspariva quando si parlava di matrimoni ma anche con tanta rassegnazione, aiutata dalla fede che si estrinsecava nell’aiuto in parrocchia: i poveri e i bambini godettero del suo cuore. Il desiderio della maternità lo aveva riversato sui figli degli altri che riuniva nell’androne della sua abitazione come una specie di asilo nido o scuola materna. Allora per la verità questi termini non esistevano e le mamme portavano i loro figli perché la signorina desse loro “undrttinn, in pratica li intrattenesse raccontando le poche favolette che lei conosceva. Il compenso era un pugno di farina, un bicchiere di zucchero, un po' di verdura fresca, qualche frutto. Tanto è sola, il di più non serve. Quando una di queste bimbe (Carla) diventò grande e chiese ad Antonietta perché nessuno la notava lei prima le indicò come rimedio un po' di sfacciataggine ma poi aggiunse: attenzione che se fai la sfacciata ti notano ma se non dimostri anche di avere cervello non ti prendono. Lezione di vita: est modus in rebus: la moderazione è fondamentale.

Carla capì la lezione e cercò di seguirla a modo suo. Fu tra le prime nel quartiere a indossare la minigonna: per la verità se la cucì lei stessa. Non era la mini inglese che si allontanava parecchio dal ginocchio, la sua lasciava appena scoperto il ginocchio tanto che camminando si notava poco: il problema era quando si sedeva che l’orlo creava l’effetto “scandalo”. Lei tuttavia continuava regolarmente a frequentare le funzioni in chiesa. Il sacerdote si pose il problema se farla entrare o invitarla a vestirsi in modo più acconcio. Decise tuttavia di non intervenire perché le donne più anziane risolsero a modo loro la questione: quando Carla si sedeva era una gara tra le vicine a mettere sulle gambe i fazzoletti che avevano in testa o u faclttoun (lo scialle) se era inverno.

Durante l’estate frequentava quella chiesa Padre A., un ottimo sacerdote di stanza a Cassano ma di origine andriese dove veniva a trovare la famiglia che abitava nella stessa zona della ragazza. Padre A. era un sacerdote molto pio e generoso, sempre attento alle esigenze degli altri. Tuttavia essendo ancora giovane non si privava della battuta quando le situazioni gli prestavano il fianco. Era la seconda metà degli anni sessanta e si era da poco chiuso il Concilio che aveva introdotto la possibilità di celebrare la Messa con il sacerdote rivolto ai fedeli e la Comunione distribuita sulle mani con l’annuncio: “Il corpo di Cristo”. Delle vicende di Carla Padre A. non sapeva assolutamente nulla. Ed ecco che una domenica se la trovò davanti per la comunione: Carla era sbocciata in tutto il suo splendore e il sacerdote, impreparato, si impappina e nel porgere l’ostia si sente dire: …che corpo! , anziché il corpo di Cristo! In realtà non furono molto chiare le parole ma le donne anziane gridarono alla bestemmia, le più giovani scoppiarono a ridere, Carla arrossì imbarazzata, padre A. accortosi della gaffe stava per svenire. Il peggio arrivò quando la ragazza fu messa nelle condizioni di non poter più uscire di casa perché quella frase del sacerdote era diventata una specie di marchio che tutti pronunciavano magari a bassa voce al suo passaggio. Insomma quella espressione “spontanea” detta senza cattiveria rischiava di diventare una condanna per la ragazza.

A nulla servirono le prediche del parroco che cercava di rasserenare i suoi fedeli che in fin dei conti non era successo niente di grave e che la bellezza era stata creata da Dio. Niente da fare. Padre A. fu costretto ad abbreviare le sue vacanze in famiglia e per alcuni anni non tornò più: il sacerdote è un privilegiato per la sua vocazione ma è sottoposto dal mondo moderno a una serie di tentazioni (di qualunque genere) che li trasforma tutti in eroi se riescono a resistere. Carla intanto fu convinta dai genitori a rifugiarsi da uno zio che aveva ottenuto un terreno e una casa a Loconia, nella speranza che tutto si appianasse. Ma i disegni nostri contano poco presso Chi governa il mondo.

A Loconia Carla incontra il figlio di un ricco possidente di Canosa: si guardarono, si piacquero, si sposarono. E Carla volle gustarsi la vendetta: chiese che il viaggio di nozze avvenisse ad Andria presso la casa dei genitori, che si affrettarono a sistemare la loro camera da letto per renderla accogliente per i novelli sposi. Ogni giorno lei si faceva accompagnare dal marito per la passeggiata nella zona della sua giovinezza esibendo il suo principe azzurro (un bel giovane veramente) e la sua macchina sportiva (veicolo ancora raro a quei tempi). Indossava ancora la minigonna ma ora era meno mini rispetto a quella delle altre ragazze che intanto avevano adottato quell'abbigliamento per apparire più sfacciate, sotto il controllo delle madri che il centimetro lo sapevano usare. E se qualcuna le chiedeva se era stata la minigonna a darle quella fortuna lei rispondeva con la saggezza di Antonietta: la minigonna non lo so, ma il cervello sicuramente. Carla visse felice a Canosa, padre A. ci mise del tempo prima di tornare dai familiari ma andava al santuario della Madonna dei miracoli a celebrare, le ragazze facevano a gara a mettersi le minigonne ma i ragazzi erano sempre quelli della zona. “Dimmi di cosa ti vanti e ti dirò di cosa sei privo” Carlos Ruizzafòn



Ps: Da oltre tre anni non ho mancato un appuntamento domenicale con voi, cari lettori, che mi dicono essere tantissimi. Vi ringrazio perché mi consentite di rendermi ancora utile. Per oggi ho scelto un argomento leggero adeguato al periodo vacanziero. Vi chiedo solo un po' di vacanza perché devo completare un lavoro letterario che sarà utile a tanti. Buone vacanze e appuntamento a settembre (salvo qualche incursione).

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I commenti degli utenti
  • Sara Liddo ha scritto il 01 agosto 2020 alle 16:53 :

    Purtroppo leggendo l'articolo si denota un forte accento maschilista, soprattutto nella parte iniziale in riferimento alla religione cattolica. In seconda battuta c'è molto maschilismo nei termini in cui è ricostruita la vicenda, scritta e raccontata in chiave maschile e non dal punto di vista delle donne. Sarebbe stato più interessante ricostruire la vicenda dando voce alle donne che hanno vissuto quel periodo. Siamo nel 2020 e ancora facciamo fatica a raccontare con gli occhi delle donne Rispondi a Sara Liddo

  • Francylight ha scritto il 27 luglio 2020 alle 06:43 :

    Che io sappia il termine (bzzouc) è riferito alla donna che collabora assiduamente la parrocchia, mentre per descrivere una signorina si usava il termine (vacandu) Rispondi a Francylight

  • Inchingolo sabino nato in Andria e sono da 50anni che vivo a Cernobbio Como... ha scritto il 26 luglio 2020 alle 18:58 :

    Caro prof ti leggo da sempre... Mi dai delle testimonianze da me vissute grazie... Rispondi a Inchingolo sabino nato in Andria e sono da 50anni che vivo a Cernobbio Como...

  • Mimmo ha scritto il 26 luglio 2020 alle 12:01 :

    Ciao Vincenzo Sono Mimmo il tuo ex collega del CTP. Anch'io ti seguo sempre. Cordiali saluti e buone vacanze Rispondi a Mimmo

  • Antonietta Tesse ha scritto il 26 luglio 2020 alle 10:15 :

    Ti ringrazio per ricordare a noi tutti la nostra storia e le nostre radici Rispondi a Antonietta Tesse

  • Stl ❤ ha scritto il 26 luglio 2020 alle 09:15 :

    Ci mancherà tantissimo 😭. Sarebbe bello se la redazione pubblicasse qualche articolo precedente perché è una bella compagnia ogni domenica. Al signor D'Avanzo buona estate, godetevi un sano e meritato riposo Rispondi a Stl ❤

  • Mimmo ha scritto il 26 luglio 2020 alle 06:59 :

    Bravo. Continua così. Rispondi a Mimmo

  • Mimmo Campanale ha scritto il 26 luglio 2020 alle 06:46 :

    GRAZIE PER I TUOI PREZIOSI RACCONTI. CI MANCHERANNO BUONA VACANZA Rispondi a Mimmo Campanale