La nota

L'edilizia, motore di sviluppo

L'urbanistica: un problema urgente da risolvere nella disponibilità immediata del potere comunale

Attualità
Andria venerdì 23 ottobre 2020
di Vincenzo D'Avanzo
Veduta di Andria
Veduta di Andria © Michele Lorusso/AndriaLive

Finita la campagna elettorale cosa resta dei grandi programmi e delle variopinte promesse? Certamente la buona fede dei candidati che i programmi e le promesse hanno presentato, il loro sicuro impegno e poco altro. Chi scrive lo ha sperimentato sulla sua pelle. Quando ti siedi su quella sedia, peraltro anche scomoda, poco dipende dalla tua volontà, molto dipende dalla volontà altrui, dai poteri diversi: Regione, Stato, apparato burocratico, disponibilità finanziaria, i partiti, gli enti pubblici e privati, le richieste impellenti dei singoli e dei gruppi ecc. Per questo il lavoro del sindaco deve essere supportato dai cittadini per dargli forza e autorevolezza.

Ci sono però argomenti facilmente abbordabili e nella disponibilità immediata del sindaco, sto parlando della urbanistica: è un problema urgente da risolvere, è nella disponibilità immediata del potere comunale (altri poteri intervengono in seconda battuta). L’urgenza è stata richiamata da tutti i candidati, vincitori e combattenti: è un settore che negli ultimi decenni non ha avuto vita facile e questo periodo è coinciso e forse dipeso dall’adozione del Piano regolatore del 1991. Prima Andria si è sviluppata senza quello strumento urbanistico e la sua crescita è stata caotica inficiata dal forte abusivismo; dopo ha continuato a crescere ma il disordine non è diminuito a causa della debolezza del potere politico lento e incerto nel fare le scelte (tipico delle democrazie deboli) e a causa della precarietà (a volte discrezione, a volte timidezza) interpretativa dell’apparato burocratico. La conseguenza è stata che il PRG è rimasto praticamente sulla carta. Al fondo di tutto questo c’è il diritto degli onesti di vedere riconosciuto un trattamento almeno pari a quelli che hanno costruito abusivamente. Questo problema di onestà non riguarda solamente i singoli ma anche l’intera comunità stanca di una città impresentabile soprattutto nelle periferie. Quando si adottò il PRG il sottoscritto aveva tentato di affidare l’incarico aun valente architetto di origine andriese, il prof. Architetto Mauro Civita: eravamo sul ponteggio nella basilica della Madonna dei Miracoli ammirando il soffitto ligneo che stava restaurando. Dalla sua descrizione colsi tutto l’amore che aveva per la sua città di origine: gli proposi allora in virtù di quell’amore un grande piano di recupero. Eglì gradì con entusiasmo la proposta. Riuscii a convincere il consiglio comunale che adottò la delibera per l’affidamento dell’incarico. L’architetto poi fu costretto a rinunziare a causa delle pressioni di chi anche senza potere non intendeva smettere di comandare (lo tenga presente il sig. Sindaco). Successe la stessa cosa anche con l’architetto Gregotti. Alla fine prevalse la quaterna progettuale: ma la somma non fece l’unità. Son passati oltre trent’anni e forse l’esigenza primaria resta ancora quella.

Io non so se sia un segnale quello rimbalzato sulla stampa locale circa l’intenzione del sindaco Bruno di trattenere per sè proprio la delega all’urbanistica. Che io sappia lei non ha confermato e nemmeno smentito. Perché sarebbe un segnale positivo: indicherebbe che l’argomento le sta particolarmente a cuore e quindi avrebbe l’attenzione di tutta intera la nuova classe dirigente. Significherebbe che finalmente si è capito che da sempre l’edilizia è il motore economico e sociale di una comunità. Si anche sociale, perché consentendo agli andriesi di togliere i soldi dalle banche e investirli nella edilizia, approfittando anche delle provvidenze legislative, oltre a dare lavoro a tante maestranze, si rimpinguerebbero pure le casse comunali.

Per questi motivi un gruppo di tecnici e imprenditori del settore hanno dato vita a una associazione (chiamata TESEO che a me ha fatto venire in mente una dea creatrice e unificatrice della mitologia: creare per unire, in questo caso la comunità urbana) indipendente da ogni coloritura politica con l’intento preciso di tenere vivo l’argomento e confrontarsi su di esso con la nuova amministrazione. E siccome il sindaco Bruno ha insistito molto sulla sua intenzione di lasciare alla fine del suo mandato una città più bella, l’associazione vuole contribuire anche con la sensibilizzazione di tutta la popolazione a rendere più accogliente la nostra Andria. Promotori della iniziativa nata nel luglio scorso e pubblicizzata oggi per tenerla al sicuro dalla polemica elettorale sono il geom. Gianluca Vurchio, l’architetto Mehrshad Ziaiemehr, l’architetto Michele Galentino e l’imprenditore edile Vincenzo Di Bari.

Sicuro che il signor Sindaco prenderà in benevole considerazione questa disponibilità così come l’ho colta io leggendo la lettera invito a partecipare al nuovo organismo democratico, auguro a lei e alla sua compagine amministrativa il migliore successo, che sarebbe, poi, un vantaggio per tutti noi.

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I commenti degli utenti
  • AmicodiPeppone ha scritto il 23 ottobre 2020 alle 08:20 :

    Ma è un patronato della urbanistica? E vorrei fare un'altra domanda, visto gli articoli "incrociati" ed "appoggiati" del passato sulle pagine web: con che spirito dobbiamo leggerlo? Rispondi a AmicodiPeppone