L'emergenza

Covid, l'Ordine dei Medici della Bat: «Hub presi d'assalto, c'è la sensazione del caos»

Intervento del Presidente Delvecchio: «Se vi fosse una più massiccia distribuzione dei vaccini ai medici da parte della Asl sono certo che avremo un maggiore controllo della epidemia»

Cronaca
Andria giovedì 13 gennaio 2022
di la redazione
Hub vaccinale
Hub vaccinale © AndriaLive

“La situazione della pandemia merita una attenta riflessione capace di guidare al meglio i comportamenti di tutti noi tenendo conto della assoluta necessità della vaccinazione e della altrettanta necessità di non creare inutili e dannosi allarmismi”. Così il presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Barletta Andria Trani - Omceo Bat - Benedetto Delvecchio in merito a quanto continua ad accadere alla luce della variante Omicron.

E poi: “Considerando che il numero dei contagi è in costante aumento, conforme a quello nazionale, è doveroso precisare che viviamo una situazione che sicuramente è preoccupante perché ci dice quanto il virus sia dilagante. Tuttavia bisogna considerare che il virus aggredisce con minore frequenza le basse vie respiratorie e, soprattutto nei soggetti che hanno completato il loro ciclo vaccinale, decorre come una influenza. I cittadini che non hanno mai fatto una vaccinazione sono circa il 10 per cento, troppi, sarebbe auspicabile che vi fosse una maggior adesione e soprattutto è necessario che i genitori dei piccoli promuovessero la vaccinazione dei figli sia per proteggerli sia per evitare la diffusione del virus. Non dimentichiamoci che i bambini fanno da sempre sino a cinque vaccini in un solo tempo e tutto ciò in assoluta sicurezza. – ha proseguito il presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Barletta Andria Trani -. E' innegabile che il numero dei nuovi casi e giornalieri sulla popolazione sia elevato. Si ha l'impressione netta di essere nel caos totale. Gli hub ove si procede alla vaccinazione sono presi d'assalto e quindi i dipartimenti di igiene non riescono a far fronte a tutto quello che dovrebbe entrare nelle loro competenze. E' noto a tutti che ci sono persone recluse in casa in attesa di essere chiamati per un tampone di verifica”.

Il presidente Delvecchio, inoltre, afferma: “Altrettanto avviene per gli studi di medici di medicina generale perché la richiesta di vaccinazione da parte degli assistiti ai medici di medicina generale aumenta sempre di più considerando, per fortuna, che questo testimonia che la gente si rivolge ai propri medici con fiducia. Sarebbe molto utile incentivare questa pratica perché decongestiona gli hub aziendali e aumenta la platea dei vaccinati; se vi fosse una più massiccia e regolare distribuzione dei vaccini ai medici da parte della Asl sono certo che avremo un maggiore controllo della epidemia”.

“Un altro fenomeno sociale che si sta manifestando e che merita la nostra attenzione è il fatto che molti cittadini si auto somministrano un test rapido. Taluni, quando questo test risulta positivo, per non incorrere in una quarantena non denunciano la loro situazione. Inoltre vi è la corsa a chiedere il tampone rapido da parte di cittadini che non avrebbero nessun motivo – ha proseguito Delvecchio -. E' doveroso precisare che se non si è sintomatici e non si hanno situazioni di rischio è inutile andare a fare un tampone. E' inutile perché questo determina quelle code - che abbiamo visto - che diventano elementi di rischio. Quell'assembramento è un momento molto pericoloso. E’ bene precisare che il tampone rapido di prima generazione, ovvero quello che massimamente viene somministrato, è un tampone che ha un'affidabilità, come ci ha detto l'Istituto Superiore di Sanità, che varia dal quaranta al sessanta per cento. Ciò significa che la metà circa dei negativi potrebbero non essere tali ma rassicurati dal tampone diventano diffusori del virus. La diagnosi di malattia è un atto medico che richiede responsabilità, competenza, strumenti adeguati, valutazione clinica, non può e non deve essere banalizzato”.

La conclusione: “Invito tutti ad essere più responsabili e a relazionarsi con il proprio medico di famiglia chiedendo spiegazioni e invito tutti a non intraprendere percorsi “fai da te” e a rispettare le misure di prevenzione come indossare sempre la mascherina , il lavaggio delle mani, il distanziamento ed evitare i luoghi affollati. Tutti siamo chiamati al senso di responsabilità, a fare grande attenzione e a non lasciarci schiacciare dalla paura della della malattia”.

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I commenti degli utenti
  • Graziano ha scritto il 13 gennaio 2022 alle 21:14 :

    Vaccini offerti a tutti i sani mentre i farmaci monoclonali per i malati non si trovano. Rispondi a Graziano

  • Marco ha scritto il 13 gennaio 2022 alle 21:06 :

    "relazionarsi col medico di famiglia" è una bella idea. Sempre ammesso che risponda di questi tempi e che sappia cosa fare in caso di contagio. Rispondi a Marco

  • Graziano ha scritto il 13 gennaio 2022 alle 16:57 :

    Il caos non mi pare solo una generica ... sensazione ma una triste realtà. Rispondi a Graziano

  • Graziano ha scritto il 13 gennaio 2022 alle 11:41 :

    Il caos? E da sempre la conseguenza della paura. Rispondi a Graziano

  • Salvo ha scritto il 13 gennaio 2022 alle 07:49 :

    Gli autotamponi comprati generano gravi problematiche. Se positivi non si dichiarano per non essere bloccati e vanno in giro a infettare gli altri. Se non fanno bene l'esame possono generare falsi negativi (con conseguenze gravi per sé stessi) o falsi positivi. Con la salute non si gioca e i tamponi vanno fatti nelle strutture accreditate. Ognuno faccia il suo mestiere. Rispondi a Salvo

    Marco ha scritto il 13 gennaio 2022 alle 14:15 :

    Infatti i tamponi vanno fatti in farmacia e i farmacisti ci ringraziano: un bel business da 60 mila euro al mese. Rispondi a Marco

  • Maria Pastore ha scritto il 13 gennaio 2022 alle 07:40 :

    Buongiorno sono d'accordo certi medici lo fanno altri solo ai pazienti fragili oppure distribuirli in molte altre farmacie Rispondi a Maria Pastore

  • Bordon ha scritto il 13 gennaio 2022 alle 07:30 :

    Concordo pienamente di tutto quello detto nell articolo. I problemi si presentano all atto pratico quando trovi l hub pieno di prenotati e non, quando il medico di base se ne lava le mani, quando chi ha un tampone negativo crede di essere “ invincibile “. In tutto ciò un po’ di maggior controllo e civiltà non farebbe male e sarebbe gradito Rispondi a Bordon

  • Alex ha scritto il 13 gennaio 2022 alle 06:01 :

    Siamo in zona bianca, è vero... Ma come vogliamo chiamare la chiusura degli ospedali di Andria e Barletta ai ricoveri ordinari se non EMERGENZA??? Nessuno si opera per sport, credo! A scuola elementare, per ogni contatto con un positivo in classe, sono 30 euro (2 tamponi) a famiglia PER BAMBINO! Non tutti possono permettersi questi costi quindi che rendano i tamponi gratuiti (almeno per la scuola) o che i presidi accettino le domande di DDI da parte delle famiglie che ne facciano richiesta almeno per due settimane! Il diritto allo studio, se no, dov'è??? Facciamo appello al Sindaco Bruno! Rispondi a Alex