La denuncia

Situazione precaria degli istituti superiori andriesi: ma il diritto alla sicurezza?

Si attendono invano interventi della Provincia Bat. A una settimana dallo sciopero degli studenti del “Troya”, si preannunciano nuove manifestazioni

Cronaca
Andria mercoledì 07 novembre 2018
di La Redazione
Situazione precaria degli istituti superiori andriesi: ma il diritto alla sicurezza?
Situazione precaria degli istituti superiori andriesi: ma il diritto alla sicurezza? © n.c.

C’è un contatore arrivato ormai a 1163 giorni, quello del Liceo Scientifico. C’è uno sciopero organizzato seduta stante dagli studenti, quelli del Liceo “C. Troya”, quando la pioggia riversatasi nelle aule qualche giorno fa è stata la “goccia” che ha fatto traboccare il vaso. E poi ci sono le tante, troppe domande della popolazione studentesca di Andria rispetto a due questioni centrali: l’edilizia e la manutenzione scolastica delle scuole superiori. E la Provincia, titolare di questi obblighi?

La strada sarà quella di ulteriori manifestazioni di protesta per chiedere ciò che è un diritto sancito dalla costituzione: lo annuncia uno studente del liceo, A. R., in una lettera aperta per spiegare quello che sta accadendo. «Il “Carlo Troya”, liceo a indirizzo umanistico (classico-linguistico-scienze umane), presenta al momento più di 800 iscritti, ma è omologato per la metà. È la scuola nella quale, durante lo scorso anno scolastico, cadde una finestra nel cortile nel bel mezzo della ricreazione. È la scuola nella quale ogni anno, puntualmente, procedono lavori di spurgo fognario e nella quale ne stanno procedendo altri, come il nuovo ingresso per l’istituto e altri piani di cui, però, poco si sa. Proprio lì, lì dove una parte del cortile è a rischio sfondamento, ma per fortuna delimitata e resa sicura. È l’istituto andriese dove, a causa di infiltrazioni di acqua piovana, “muffe” e per di più finestre apertesi durante la notte e a causa del forte vento, martedì 30 ottobre gli studenti sono stati fatti rimanere inizialmente in cortile, al fine di rendere agibili le aule, con ancora l’acqua sul pavimento, fino alla ribellione generale che ha portato alla manifestazione autonoma del proprio disappunto, tramutatasi in uno ‘sciopero’ studentesco. I ragazzi non hanno svolto lezioni in quella giornata». Non se la passano certo meglio gli studenti del liceo scientifico “R. Nuzzi”, ci ricorda lo studente: sono le scuole a più alta concentrazione studentesca, ma i problemi ci sono anche nella sede dell’agrario “Umberto I” e dell’”Ipsia-Archimede”. «Ecco, in Italia spesso si agisce dopo che capita qualcosa di spiacevole, un qualcosa che però porti a riflettere e ad alimentare rimorsi, vergogne – scrive A. R. nella sua lettera -. Si vuole arrivare veramente a questo? C’è bisogno che cadano, come reale rischio, ad esempio, tozzi di intonaco sul personale scolastico? C’è bisogno che accada qualcosa di spiacevole per agire?».

L’appello è poi rivolto ai nuovi consiglieri provinciali, appena eletti, perché riportino l’attenzione su questo tema: «Le conseguenze di incidenti come questi, ovviamente, ricadrebbero su gli organi istituzionali interessati, la provincia Bat in primis, interessata da una “fugace” campagna elettorale di cui pochi hanno saputo, ma per la quale si è litigato molto, ‘proprio a prendersi la poltrona’ diremmo noi. Beh, che almeno la si utilizzi con consapevolezza e serietà: il futuro chiama e chiede, che almeno gli si risponda».

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