L'intervista all'ass. all'Ambiente Luigi Del Giudice

Questione discarica: sversamento percolato? Si attendono i risultati dall'Arpa Puglia

Allertati dall'assessore all'Ambiente, ieri mattina i tecnici regionali hanno prelevato dei campioni dai pozzetti della discarica per analizzarli oltre ad ispezionare la natura del liquido che ha impregnato il tufo del muro

Cronaca
Andria giovedì 14 marzo 2019
di Sabino Liso
l'area attigua alla vecchia discarica San Nicola La Guardia
l'area attigua alla vecchia discarica San Nicola La Guardia © n.c.

Si riaccendono i riflettori, questa volta a livello nazionale, sulla discarica di Andria, già al centro nelle scorse settimane di tante polemiche. In una puntata de “Le Iene”, infatti, Silvio Schembri è andato a intervistare l’ex amministratore della Daneco, la società che gestiva, tra le altre, la discarica di Ghemme in Piemonte e che ha intascato i soldi dei cittadini per la messa in sicurezza dell'area, firmando anche una falsa garanzia assicurativa, per poi abbandonare oltre 500mila metri quadrati di rifiuti inquinanti e pericolosi.

Un’area chiusa da 3 anni, ma che da tempo semina morte tra i residenti dei paesi vicini (con un tasso di leucemie più di 4 volte superiore alla media). Ma la Daneco, che gestiva l'impianto di Ghemme, avrebbe fatto lo stesso "giochetto" anche con gli altri suoi siti: a Giovinazzo, a Pescantina, a Villadose di Rovigo, a Salerno, a Lamezia Terme e infine anche ad Andria. Una società, la Daneco, che dal 2017 è in concordato preventivo, una procedura per cercare di evitare il fallimento pagando i debitori. Proprio nei giorni scorsi Telesveva ha intervistato un ex dipendente della Daneco che ha segnalato il presunto sversamento di percolato verso la adiacente discarica denominata ex Fratelli Acquaviva, sprovvista dei mezzi adatti a evitare che il percolato potesse finire nella falda acquifera.

Intanto, ieri mattina, si è verificato il sopralluogo dei tecnici dell'Arpa, allertati dall'assessore all'ambiente Luigi Del Giudice. I tecnici preposti ai controlli effettueranno analisi sulla consistenza del liquido che ha impregnato il tufo per cercare di capire se si tratta di acqua, umidità o percolato. Inoltre, in corrispondenza della macchia sul muro in tufo (un muro spesso oltre 4 metri che divide la discarica di San Nicola La Guardia e la ex discarica dei F.lli Acquaviva), ci sono dei pozzetti di ispezione e l'Arpa, dopo aver ritirato dei campioni, valuterà la natura delle acque che si trovano all'interno degli stessi pozzetti.

Per bonificare definitivamente la discarica, ricordiamo, il Comune di Andria ha chiesto e ottenuto finanziamenti necessari che si aggirano intorno ai 6 milioni di euro e di questa somma ne sono arrivati 200 mila euro, già appaltati e già stati utilizzati per le operazioni di emungimento di parte del percolato. All'assessore Del Giudice abbiamo chiesto se le lungaggini burocratiche per l'ottenimento degli altri soldi, utili a chiudere definitamente le operazioni di bonifica del sito, possano compromettere la natura del sottosuolo e dell'area circostante: in pratica c'è rischio ambientale se si attende la burocrazia?

«La scorsa settimana - ha commentato l'ass. Del Giudice - ho portato in Giunta l'accettazione del disciplinare per la sottoscrizione del contratto tra il comune e la Regione Puglia per la disponibilità dei 5 milioni e 800 mila euro. Vi è da dire che nella riunione del 21 gennaio scorso, alla quale ha partecipato anche il comune nella persona del proprio funzionario all'Ambiente, abbiamo ricevuto formalmente l'eventuale disponibilità di ulteriori 4 milioni che esulano da quelli che sono i fondi europei. Formalmente dunque sulla carta avremmo quasi 10 milioni di euro per la bonifica definitiva della discarica. È chiaro che per interventi di somma urgenza ed emergenza potremmo riuscire a tamponare con i soldi già appaltati ed è ulteriormente chiaro che all'indomani delle analisi effettuate dai tecnici dell'Arpa, e che renderemo assolutamente pubbliche, si dovrà necessariamente intervenire, nel caso di esiti positivi circa la presenza di percolato fuoriuscito dalla discarica, con delle economie che dobbiamo assolutamente trovare».

Si attende dunque il risultato delle analisi dei tecnici dell'Arpa. Risultati che auspichiamo possa dare esito negativo in merito al presunto sversamento di percolato dalla ex discarica dei F.lli Acquaviva.

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I commenti degli utenti
  • Giovanni Alicino ha scritto il 14 marzo 2019 alle 09:27 :

    Bisogna dare la galera a vita a chi sapeva e ha taciuto. Rispondi a Giovanni Alicino