La denuncia

«Troppe tasse, lo Stato non ci aiuta»: la denuncia di Riccardo Civita

L'imprenditore andriese: «Troppe le tasse rispetto al guadagno. Al danno si aggiunge la beffa quando i ladri ti svaligiano casa mentre tu esci per andare ad una visita medica»

Cronaca
Andria martedì 26 novembre 2019
di La Redazione
Riccardo Civita
Riccardo Civita © AndriaLive

Fare impresa in Italia diventa sempre un'impresa. Questo gioco di parole rappresenta a pieno tutta la rabbia e la delusione che molti imprenditori hanno nei confronti di uno Stato che pretende sempre più soldi senza garantire tutele e diritti agli imprenditori, mettendo a rischio la posizione degli stessi e quella dei lavoratori, di conseguenza.

Circa due settimane fa abbiamo accolto l'invito di Riccardo Civita, imprenditore della Polaris, un'azienda storica andriese che conta circa 10 dipendenti, tutti regolarmente retribuiti con fatica e sacrificio da parte dell'imprenditore che tramite i nostri microfoni vuole farsi portavoce di tutti coloro che lavorano nel settore terziario e che arrancano per arrivare alla fine del mese. Sono quelli che pagano più tasse allo stato rispetto a quello che riescono a guadagnare. E nonostante enormi sacrifici al danno si aggiunge la beffa.

Proprio il signor Riccardo Civita non meno di un mese fa ha subito anche un furto nella sua abitazione mentre stava effettuando una visita medica. Rabbia e delusione per la privacy violata e soprattutto per gli oggetti che hanno un valore affettivo ed economico sottratti brutalmente da una banda di ladri. L'imprenditore andriese chiede allo Stato cosa bisogna fare per andare avanti. La sua carriera professionale è giunta quasi al capolinea ma la preoccupazione per le future generazioni è seria: «Chiedo un consiglio allo stato e a tutti i signori che ci governano. Bisogna premiare chi produce ricchezza mentre i "vuoti di coca cola a perdere" che non servono a niente la fanno franca».

La delusione, la rabbia, lo sconforto sono grandi: a fronte di uno Stato che interviene in maniera assistenziale con misure di sostegno al reddito, magari perfino in alcuni casi nei confronti di malfattori come i ladri che hanno svaligiato l’abitazione del signor Civita, e di moltissimi lavoratori in nero (le statistiche parlano del 48% di irregolarità sul campione di aziende ispezionate dai Carabinieri, per quanto riguarda il Sud), un onesto imprenditore deve barcamenarsi per restare a galla. E questa è la sconfitta del sogno italiano, se mai è esistito.

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I commenti degli utenti
  • Luigi ha scritto il 26 novembre 2019 alle 12:51 :

    E più che giusto, quello che dice questo cittadino andriese altrimenti facciamo come gli altri paesi che nn pagano più niente e poi vediamo di andare avanti lostesso tanto nn è che ci possono ammazzare. Rispondi a Luigi

  • Giuseppe Inchingolo ha scritto il 26 novembre 2019 alle 08:14 :

    bene, adesso scopriamo che la colpa del nero è dei lavoratori, ebbene che si applichino le pene più severe (però tutti i vantaggi che lo stato assicura ai datori di lavoro e che tanto abilmente sfruttano, seguendo i consigli dei loro commercialisti dove li mettiamo?).infine vuoi vedere che il Sig. Civita è l'unico ad aver subito un furto in casa, non ci posso credere. Rispondi a Giuseppe Inchingolo

    Angelo ha scritto il 14 febbraio 2020 alle 12:16 :

    Ormai i. Furti non fanno più notizia. C'è indifferenza nella gente come nella politica. Per i furti non si va in galera, lo hanno voluto i politici, che per non andare in galera e continuare a rubare hanno depenallizzato tutto. Ad iniziare dall'approvazione indebita al furto. Cosa possono fare gli organi di polizia? Ci si lamenta solo quando viene toccato nel proprio. Via Curci, unpalo della luce rimosso e mai rimontato, dopo aver pagato unmlionetrecentomila lire. Parcheggiano l'auto d'avanti al portone sul marciapiede per farsi coprire nel scassare la porta, i vicini vedono e nulla fanno. Chiami i vigii per sanzionare chi parcheggia sul marciapiedi e non itervengono, ma se inisto poi chi viene sanzionato ti fa le minacce perché c'è l'amico nei vigili che da il nome di chi ha chiamato. Rispondi a Angelo