Le dichiarazioni dei dirigenti andriesi

Fidelis, Moscelli dopo atto intimidatorio: «Rabbia e delusione, escludo pista tifoseria organizzata»

Roselli: «Atto gravissimo, se dovesse ripetersi disimpegno dei soci e ritiro della squadra. Si lotti insieme in vista della salvezza, per poi ripartire»

Cronaca
Andria venerdì 17 gennaio 2020
di Riccardo Alicino
Il d.s. Fabio Moscelli e il presidente Aldo Roselli
Il d.s. Fabio Moscelli e il presidente Aldo Roselli © Riccardo Alicino/Andrialive

Il vile atto intimidatorio attuato nei confronti del direttore dell'area tecnica della Fidelis Andria Fabio Moscelli, due giorni fa, ha intevitabilmente scosso l'ambiente Fidelis e la città intera. Nel pomeriggio di mercoledì, lo ricordiamo, durante un allenamento della squadra all'interno dello stadio "Sant'Angelo dei Ricchi", una bomba carta è stata fatta esplodere sopra l'autovettura del dirigente andriese, parcheggiata all'esterno dell'impianto sportivo.

Auto parzialmente distrutta, tanto spavento per i presenti e forte indignazione, manifestata dalla società con un comunicato apparso la mattina seguente sui propri profili social, un comunicato col quale, tra le altre prese di posizione, si chiedeva alla tifoseria organizzata di prendere eventualmente le distanze dall'accaduto, preannunciando di ritirare la squadra dal campionato in caso di ulteriori episodi volti a mettere a repentaglio la sicurezza dei propri tesserati, con altrettanto disimpegno da parte dei membri della società.

La Curva Nord, tuttavia, dopo essere stata tirata in ballo da più fazioni dell'opinione pubblica, ha ufficialmente preso le distanze dall'accaduto con delle dichiarazioni rilasciate dal responsabile Riccardo Tondolo alla "Gazzetta del Mezzogiorno", nelle quali si rivendica l'estraneità ai fatti da parte dei gruppi organizzati. Gli inquirenti, nel frattempo, continuano ad indagare e non escludono nessuna pista.

Questo pomeriggio, invece, sono intervenuti ai microfoni della stampa il d.s. Moscelli, ancora profondamente scosso ed incredulo per l'accaduto, e il pres. Aldo Roselli.

«C'è tanta rabbia e tanta delusione -ha dichiarato Moscelli- ma c'è anche tanta rabbia da ritenersi positiva, perchè guardo sempre al calcio e al lavoro, dinanzi a ciò qualsiasi paura svanisce. Sono sicuro che questo atto non sia stato opera della tifoseria organizzata con la quale c'è sempre stato tanto rispetto, in seguito alle tante soddisfazioni vissute assieme durante questi anni. Ritengo sia stato un cane sciolto, qualcuno che non può neanche essere definito tifoso e non si è reso conto della gravità dell'accaduto, anche della cattiva figura che l'intera città ha fatto a livello nazionale. Bisogna allontanare questi pseudo-tifosi che non vogliono bene alla Fidelis e ad Andria, gente che fa male alla società in generale».

«Sicuramente è stato un atto gravissimo -ha asserito, invece, il presidente Roselli- se dovesse ripetersi un'avvenimento simile, oltre al disimpegno di tutti i soci potrebbe anche esserci il ritiro della squadra dal campionato. L'auspicio è che tutti insieme si lotti ora per salvare questa stagione e ripartire»

Le dichiarazioni dei dirigenti andriesi anche nell'intervista video.


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