La nota polemica

Agricoltori andriesi accusano la politica: «Il comparto abbandonato da tutti»

Il C.L.A.A.I.: «Abbiamo subito la gelata nel febbraio 2018 e la perdita dei PSR e nessuno si è interessato a sostenerci realmente. Sul palco di Bari con i gilet arancioni sono saliti tutti i colori politici»

Cronaca
Andria venerdì 14 agosto 2020
di La Redazione
gilet arancioni a Milano
gilet arancioni a Milano © n.c.

«E’ giunto il momento in cui tutti si dicono pronti a sostenere un comparto abbandonato da tutti. La campagna elettorale resuscita i dormienti e li fa diventare paladini dei campi e delle terre dimenticate».

Una nota dura, quella divulgata dallo storico C.L.A.A.I. (Comitato Liberi Agricoltori Andriesi ed Italiani): a parlare sono i massimi dirigenti dell’Associazione. Il Presidente Nicola Losito ha dichiarato: «Non sosterremo alcun candidato alle elezioni regionali. Ci hanno deluso tutti, soprattutto quelli che hanno indossato impropriamente e senza ritegno i gilet arancioni a Bari, in piazza Prefettura».

Al Presidente Losito fa eco il Segretario Natale Zagaria il quale aggiunge: «Noi agricoltori italiani e andriesi abbiamo preso le distanze da questa classe politica fantasma sui problemi reali che ogni giorno veniamo lasciati soli ad affrontare. Abbiamo subito la gelata nel febbraio 2018 e la perdita dei PSR e nessuno si è interessato a sostenerci realmente. Sul palco di Bari con i gilet arancioni sono saliti tutti i colori politici ma ancora oggi il risultato è pari a zero.

Anzi sono stati stanziati soldi ma non erogati e per quelle poche aziende fortunate che hanno letto in tempo il bando quei 20 euro a ettaro per ricoprire i lavori effettuati dopo la gelata».

Il Responsabile delle Relazioni Esterne del Comitato, l’andriese Savino Montaruli, ha aggiunto: «Ci dissociamo totalmente dalle dichiarazioni di altri nascenti pseudo Comitati di Liberi Agricoltori che hanno apertamente dichiarato di sostenere Partiti e Movimenti, addirittura contemporaneamente, alle imminenti elezioni regionali. Noi, al contrario, riteniamo che tutti gli Agricoltori siano liberi di sostenere il candidato che ritengano più rappresentativo per loro e soprattutto quei candidati che la terra la conoscono, si sporcano le mani e non vanno a fare scenografie con le camicie cifrate».

Dal C.L.A.A.I. concludono affermando: «Ormai il nostro, quello Agricolo, è un comparto abbandonato da tutti e non ha bisogno di essere rappresentato dal politico di turno perché abbiamo imparato dalle delusioni del passato, anche recente. Chiediamo pubblicamente anche alla Ministra all'Agricoltura di scendere nuovamente nel nostro territorio ma di venire a visitare le aziende agricole che da anni lavorano duro per portare a casa quel poco di reddito che serve almeno per sopravvivere e non solo per fare il giro delle Associazioni compiacenti. Siamo veramente stanchi di essere usati per le campagne elettorali e di essere scordati il giorno dopo le elezioni. Ora Basta!»

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