Proseguiamo la nostra ricerca su andriesi famosi di cui non si conservano più memorie storiche

Andriesi illustri del ’900: il Generale medico Giovanni Cicco

Fu Comandante dell'Ospedale militare di Tirana e deportato dai nazisti in Austria dopo l'8 settembre

Cultura
Andria lunedì 26 agosto 2013
di la Redazione
il Generale Medico Giovanni Cicco
il Generale Medico Giovanni Cicco © Riccardo Battaglia

Tra le figure di andriesi illustri del '900, va ricordato il medico militare Giovanni Cicco.

Nato ad Andria il 26 Settembre del 1887, conseguì brillantemente la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Torino nel 1913. Dopo aver frequentato la Scuola Superiore di Sanità Militare a Firenze nel 1914, partì col grado di Sottotenente Medico per la Libia, dove fu insignito di Medaglia di Bronzo al Valor militare, per la sua azione militare e medica a Kasr-el-Buadi.

Subito dopo fu incaricato di una missione militare segreta presso i Senussi, degli appartenenti ad una confraternita islamica, della Cirenaica, di cui fu anche medico.

Nel 1916 col grado di Capitano Medico preferì essere preposto solo a battaglioni mobili indigeni coi quali prese parte a parecchie azioni di guerra.

Durante la 1° Guerra Mondiale, nel 1916, caduto sul monte Zebio il fratello Capitano Nicola, (Medaglia d’Argento a Valor militare) chiese ed ottenne di sostituirlo sul fronte austriaco.

Giovanni partecipò con il 270° Btg. di fanteria, divisione Sele all’avanzata sulla Bainsizza. Maggiore medico nella Guerra Etiopica nel 1935-36, diresse la Sanità in accompagnamento alla Divisione Sele che operò alla conquista dell’ Amba-Aradam. Tenente Colonnello Medico nel 1940 fu nominato Capo Servizio Medico della Divisione Cagliari. Inviato successivamente in Albania fu nominato Direttore dell’ospedale militare di Tirana.

Nella triste vicenda dell’occupazione nazista, nel 1943 conservò intatta la sua Unità Ospedaliera perché riconosciuta d’eccellenza. Successivamente subì la triste odissea della deportazione giungendo dopo varie tappe a Krems, in Austria, dove rimase lì per 2 anni come internato. Liberato dall’Armata Rossa, riuscì a portare con sé molti soldati e ufficiali, unici sopravvissuti, alle unità di Liberazione Americane.

Rimpatriato ebbe la proposta alla promozione di Generale, e fu messo a capo della Sanità di tutto il Piemonte fino alla sua fine avvenuta nel 1950 nell’ospedale militare di Torino.

Fu insignito della Medaglia di Bronzo di Benemerenza della Salute Pubblica.

 

 

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