La nota del Circolo dei lettori

Stasera gran finale per il Festival della Disperazione con Ivan Talarico

L’evento di chiusura si terrà al Liceo Scientifico "R. Nuzzi", alle ore 22:30

Cultura
Andria domenica 19 maggio 2019
di la redazione
Festival della Disperazione
Festival della Disperazione © n.c.

«Si chiuderà stasera con una grande festa a ingresso libero la terza edizione del Festival della Disperazione: la Festa della Disperazione, appunto. Per celebrarla, sul palco dell'auditorium del Liceo Scientifico "R. Nuzzi", alle 22:30, salirà il cantautore e performer Ivan Talarico, che porterà in scena lo spettacolo "Un elefante nella stanza".

Artista comico, surreale e imprevedibile Ivan Talarico. Per capire il tenore della sua arte, e quello dello spettacolo di stasera, basti leggere le sue note biografiche.

Nato sul lago di Como nell’81, cresciuto nella presila catanzarese, Ivan Talarico vive a Roma, in cerca di una via di mezzo. Nel ‘99 fonda la compagnia DoppioSensoUnico assieme a Luca Ruocco, con cui scrive e mette in scena cinque spettacoli teatrali. Capisce che è un errore impegnarsi nel teatro, ma diabolicamente persevera. I successi sono episodici ed economicamente comici.

Per sopravvivere si impegna quindi in tanti lavori diversi e quando non ci riesce muore per brevi periodi. Scrive prolissamente brevi racconti e poesie, raccolti in due libri pubblicati da Gorilla Sapiens Edizioni.

Suona chitarre e pianoforti senza esserne veramente padrone, convinto che sia necessario non saper suonare bene almeno due strumenti. Scrive canzoni che non lo rendono famoso, ma lo portano a vincere il premio per il Miglior Testo a Musicultura 2015, a essere chiamato come ospite al Premio Tenco 2016, a suonare in giro per l’Italia. Spinto da Claudio Morici, col quale collabora in reading e spettacoli, scrive le canzoni onomatopeiche, che lo portano ad essere popolare tra gli incompresi. La morte apparente ne ha agevolato l’impalpabile successo".

Un evento assolutamente da non perdere allora il concerto di stasera, totalmente gratuito, con il quale si darà l'arrivederci ad un festival - quello della Disperazione - di cui non si sentiva il bisogno, ma del quale non si può più fare a meno».

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