La Fondazione Jannuzzi ha annunciato l'istituzione di una borsa di studio per lavori di ricerca sull’epoca storica del primo dopoguerra

La figlia del senatore Jannuzzi ad Andria: «Mi sono sentita come a casa»

A distanza di cinquant’anni dalla morte la signora Mariella ha trovato ieri ad accoglierla una numerosa cerchia di estimatori che ancora ricordano vivamente la figura di suo padre

Politica
Andria sabato 30 novembre 2019
di Vincenzo D'Avanzo
l'evento promosso dalla Fondazione Jannuzzi
l'evento promosso dalla Fondazione Jannuzzi © AndriaLive

Salutandola stamane in partenza per Roma, nel rinnovare i ringraziamenti, ha usato proprio questa espressione: mi sono sentita come a casa, facendo intravedere un filo di commozione. A distanza di cinquant’anni dalla morte di suo padre la signora Mariella ha trovato ieri ad accoglierla una numerosa cerchia di estimatori che ancora ricordano vivamente lo straordinario servizio pubblico reso dal padre alla sua città. Il salone della parrocchia Madonna della Grazia (Cisternone) era pieno di persone di tutte le età: dai più anziani che magari lo avevano conosciuto o almeno sfiorato, ai più giovani che le opere di quel grande politico le hanno conosciuto attraverso i racconti dei genitori o dei nonni. Non a caso il termine “senatore” è l’affettuoso appellativo con il quale lo si indica senza la necessità di aggiungere il nome: per gli andriesi il “ senatore” e sempre e ancora lui, specie quando lo si mette a raffronto con i politici di oggi.

Mariella ha posto l’accento su Onofrio Jannuzzi padre rivelando che il dinamismo “passionale” che contraddistingueva la sua azione politica lo portava anche in casa. Certo i suoi impegni pubblici sottraevano tempo alla famiglia, però il tempo che stava in famiglia lo portava a interessarsi di tutte le problematiche dei figli, tanto che la moglie cominciò a preoccuparsi della vita intensa del marito. L’on. Fucci ha ricordato quando Moro voleva mandarlo alla corte costituzionale per alleggerire i sui impegni. Ma Lui volle essere fedele al mandato popolare fino alla fine, come lo fu ai doveri di padre.

Un accenno particolare ha fatto ieri sera, provocata in questo dallo stimolante intervento sulla comunicazione del dott. Roberto Lorusso, alla capacità comunicativa del padre: i suoi comizi tenevano in silenzio le migliaia di braccianti (a quei tempi la politica era preclusa alle donne) anche per un’ora, parlando un linguaggio forbito ma ugualmente capace di farsi intendere da persone spesso analfabete, perché parlava al cuore non alla pancia. Il suo non era sentimentalismo ma condivisione di problematiche che egli conosceva benissimo. Lo avevano capito anche i suoi avversari, che, pur combattendolo non perdevano occasione per manifestargli stima e rispetto, come ebbe a fare l’on. Sforza all’indomani della sua ultima elezione al parlamento.

D’altra parte il dott. Lorusso ha avuto modo di evidenziare come il comizio di ieri o i social di oggi sono solo degli strumenti e come tali possono essere usati bene o male, con l’effetto di incidere positivamente o negativamente nella formazione delle opinioni che nella politica sono importanti.

Il dibattito è stato concluso dall’on. Benedetto Fucci, presidente della fondazione, annunciando la istituzione di una borsa di studio per lavori di ricerca sull’epoca storica del primo dopoguerra.

La signora Mariella ha ringraziato tutti esprimendo l’augurio di poter tornare in Andria in altre circostanze.

E’ seguito il filmato sui funerali del “senatore” e quindi il concerto dell’orchestra filarmonica pugliese.

Alla manifestazione sono intervenuti oltre al parroco don Ettore Lestingi, Mons. Giuseppe Ruotolo e Mons. Gianni Agresti, direttore del museo diocesano, i consiglieri regionali Marmo e Zinni, i consiglieri comunali uscenti avv. Giovanna Bruno e Fisfola.

Lascia il tuo commento
commenti