La nota

Rapporto Istat Natalità, Marmo: «Prospettive drammatiche»

«Dai Comuni passa la tenuta sociale e occupazionale delle famiglie e Andria deve fare la sua parte»

Politica
Andria sabato 04 luglio 2020
di La Redazione
Marmo
Marmo © AndriaLive

«Il rapporto annuale dell’Istat sulla natalità disegna una prospettiva scioccante per il nostro Paese. In base alle simulazioni fatte, che tengono conto degli effetti della pandemia, i nati nel 2020 -anno per cui prima dell’emergenza Covid erano previste 432 mila nascite (rispetto alle 435 mila del 2019)- potrebbero diminuire a 426 mila. E nel 2021 potrebbe andare ancora peggio: il numero potrebbe ulteriormente ridursi a 396 mila - commenta il candidato sindaco Nino Marmo -.

Accanto a questi numeri drammatici c’è da aggiungere il problema occupazionale con il 12% delle imprese che pensa di ridurre i posti di lavoro. L’Italia, quindi, che già in partenza si trovava in una situazione difficile, rischia di pagare più di tutti le conseguenze del coronavirus. È indispensabile allora che il governo nazionale agisca subito con misure concrete di sostegno nei confronti delle famiglie e per arginare la disoccupazione che da settembre potrebbe essere dilagante. Accanto a questo, però, credo che sia necessaria un’azione di supporto da parte dei comuni, perché il sostegno delle famiglie e la tutela del lavoro deve partire dalle città. Questo vuol dire servizi di assistenza e creare occupazione sul territorio, condizione indispensabile per la costituzione della famiglia. Vuol dire trattenere i propri giovani e non farli andare via. Certo, questo per Andria può essere più complicato, vista la situazione economica del Comune, che sicuramente deve essere migliorata a incominciare da una riorganizzazione degli uffici.

Nel frattempo, però, non vuol dire che niente può essere fatto, anche studiando e applicando buone pratiche a costo zero, già messe in atto da altri comuni. Penso a progetti di assistenza e inserimento al mondo del lavoro che prevedano un coinvolgimento diretto delle associazioni del terzo settore, o a una collaborazione proattiva tra pubblico e privato. Penso anche a tutte quelle attività che possono essere realizzate attraverso un uso sapiente e proficuo dei fondi europei e su questo è indispensabile che il comune abbia in futuro un assessorato dedicato. Andria, così come tutte le amministrazioni locali, ha il dovere di immaginarsi a misura di bambino perché da qui passa l’esistenza stessa e il futuro della propria comunità».

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I commenti degli utenti
  • sabino cannone ha scritto il 04 luglio 2020 alle 08:21 :

    Dott. Marmo concordo sul progetto ma lasci stare i fondi europei(la maggior parte sono in cofinanziamento, Andria non ha i soldi per la carta igienica), l'esperienza della Regione insegna. Invece la invito ad insistere e a credere che Andria potrebbe gestirsi come uno stato nello Stato, applicando la semplice Costituzione:"principio di sussidiarietà" e art. 119 "..gli ee. ll. possono finanziarsi per spese di investimento.." non di funzionamento. Rispondi a sabino cannone