I dati

Terapia intensiva e subintensiva, anche nella Asl Bat aumentano i posti letto

Verranno formalmente riaperti i reparti di rianimazione in alcuni ospedali di base e saranno potenziati, raddoppiandoli, i reparti in maniera equa su tutto il territorio regionale

Politica
Andria domenica 12 luglio 2020
di La Redazione
Rianimazione e Terapia Intensiva
Rianimazione e Terapia Intensiva © @web

Come preannunciato durante l’emergenza Covid, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha deciso di potenziare la rete della terapia intensiva e subintensiva in Puglia. In particolare verranno formalmente riaperti i reparti di rianimazione in alcuni ospedali di base e saranno potenziati, raddoppiandoli, i reparti in maniera equa su tutto il territorio regionale.

«A seguito dell’emergenza Covid abbiamo proposto al Ministero una nuova strategia per rafforzare tutta la nostra rete ospedaliera, cogliendo le opportunità concesse dal DL. 34/2020 fortemente voluto da tutte le Regioni italiane e in particolare dalla Puglia – spiega il presidente Emiliano – Con il nostro piano si attua un sostanziale superamento della logica del DM70 che aveva obbligato alla riclassificazione come ‘ospedale di base’ molti ospedali pugliesi. Ospedali che da oggi confermano le dotazioni preesistenti incrementandole ed in molti casi vengono dotati per la prima volta di reparti di terapia intensiva e sub intensiva che consentiranno di riprendere le attività chirurgiche elettive, cioè quella chirurgia programmata e non di urgenza.

In questo modo viene costruita una rete ospedaliera che supera i tagli resi obbligatori dalle leggi nazionali e che restituisce alla Puglia una capacità di tutela del diritto alla salute superiore al passato, distribuendo in modo equo tra tutte le province i posti letto di terapia intensiva e subintensiva.

Non è stato semplice ottenere questo risultato dal ministero della Salute, ma le nostre argomentazioni hanno convinto il Ministero della Salute ad accettare il Piano ospedaliero proposto dalla Regione Puglia. Questo è il primo passo per il riequilibrio della distribuzione di tutti i posti letto previsti dal DM70».

«Il Coronavirus ha messo alla prova il sistema sanitario regionale ed i suoi professionisti di ogni ruolo che hanno dimostrato ai pugliesi di possedere uno spirito di squadra vincente – dichiara il direttore del Dipartimento Politiche per la Salute Vito Montanaro - La cabina di regia costituita nel dipartimento salute che ho l’onore di guidare, al fianco del Presidente Emiliano, ha dimostrato ai pugliesi che ci sono tutte le condizioni per migliorare le performance quantitative e qualitative.

L’opportunità di integrare la rete ospedaliera, la rete territoriale e l’attività di prevenzione, grazie alla eccellente interazione con il Ministero della Salute, consegnerà ai pugliesi un sistema sanitario regionale capace di rispondere tempestivamente ai bisogni assistenziali».

Il rafforzamento della rete di terapia intensiva prevede di passare dai 304 posti letto della fase pre emergenza a un totale di 579 posti letto, con un incremento di 275 posti. Per la terapia semi-intensiva sono invece 282 i posti letto da riconvertire.

DOTAZIONE POSTI LETTO ai sensi dei commi 1 e 2 del Decreto legge n. 24/2020

REGIONE PUGLIA

TERAPIA INTENSIVA Posti letto pre emergenza (HSP)

TERAPIA INTENSIVA Incremento posti letto per fabbisogno aggiuntivo

TERAPIA INTENSIVA Totali posti letto

TERAPIA SEMINTENSIVA POSTI LETTO (PL da riconvertire)

TOTALE

304

275

579

282

La dotazione complessiva dei posti di terapia intensiva è distribuita per provincia, così come di seguito dettagliato:

PROVINCIA

POPOLAZIONE

POSTI LETTO DI TERAPIA INTENSIVA SECONDO STANDARD ministeriale = 0,14 per mille abitanti

TERAPIA SEMINTENSIVA

Foggia

622.183

89

44

BT

390.011

56

27

Bari

1.251.994

180

88

Brindisi

392.975

56

28

Taranto

576.756

83

40

Lecce

795.134

114

56

TOTALE

4.029.053

579

282

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I commenti degli utenti
  • Franco ha scritto il 12 luglio 2020 alle 14:18 :

    Davvero incomprensibile questo aumento esponenziale dei posti di terapia intensiva. Immotivato anchec almeno a livello clinico. Questa necessità non si avvertiva. Probabilmente tutto solo per ricevere finanziamenti statali per l'occasione del Covid. Rispondi a Franco