Oggi si passa oltre con una telefonata, uno scatto fotografico o con una semplice tastiera

Accertarsi della verità dei fatti è vitale: si rischia, pur di aver luce e popolarità, di raccontare infondatezze

Geremia Acri Ho un debole per i deboli
Andria - venerdì 08 dicembre 2017
Casa Accoglienza S. Maria Goretti
Casa Accoglienza S. Maria Goretti © n.c.

Un uomo, di nazionalità straniera, senzatetto, trovato su una panchina di piazza Porta la Barra, in questi giorni sta facendo scalpore e da più parti, soprattutto sui social, ci si interroga su chi ricadano le responsabilità in tema di accoglienza e gestione del "caso umano". I volontari di Casa Accoglienza Santa Maria Goretti, tengono a divulgare - tramite questo spazio di rubrica gentilmente concessoci da Andrialive - quanto segue, per dovere di chiarezza:

“Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui” (Vangelo di Luca 10, 30-35).

“La parabola del buon Samaritano appartiene al Vangelo della sofferenza. Essa indica, infatti, quale debba essere il rapporto di ciascuno di noi verso il prossimo sofferente. Non ci è lecito "passare oltre" con indifferenza, ma dobbiamo "fermarci" accanto a lui. Buon Samaritano è ogni uomo, che si ferma accanto alla sofferenza di un altro uomo, qualunque essa sia”. (S. Giovanni Paolo II, Salvifici Doloris, n. 28).

Andria, 5 Dicembre 2017 ore 21:00 – Piazza Catuma. I volontari della Casa di Accoglienza “S. Maria Goretti” della Diocesi di Andria mentre passeggiano, scorgono una sagoma umana per terra ben coperta, a lato diversi brick di vino. Si avvicinano all’uomo (rispettiamo la privacy, pertanto non diffondiamo le sue generalità), che risponde a monosillabe perché intontito dall’abuso spropositato di alcool. Contattano il 118, che dopo circa 10 – 15 minuti arriva. L’uomo non desidera farsi aiutare e farsi curare, rifiutando il soccorso dei sanitari, ma grazie all’insistenza dei volontari (Francesca, Antonio, il sottoscritto, Felix, Zaccaria, Doriana) viene portato in ospedale per accertamenti. Mentre l’uomo sale sull’ambulanza ringrazia e sorride ai volontari.

Ore 23:00, l’uomo è di nuovo in giro con i suoi giacigli in Piazza Catuma. I volontari si riavvicinano a lui per offrirgli accoglienza ma lui rifiuta. Durante la notte il centralino della Casa di Accoglienza, i numeri personali dei volontari diventano roventi.

Andria, 6 Dicembre 2017, ore 16: l’uomo è stato rifocillato, ha usufruito dei vari servizi che la Casa di Accoglienza offre a tutti i bisognosi, malgrado abbia aggredito fisicamente i volontari poiché rifiutava le cure sanitarie e il rispetto delle regole interne alla struttura, poiché in preda agli effetti dell’alcool.

Ore 21:30 – Piazza Porta la Barra. I volontari della Casa di Accoglienza “S. Maria Goretti” della Diocesi di Andria vengono ripetutamente chiamati da alcuni sacerdoti, dalla Polizia Locale e da funzionari del Settore Socio Sanitario per aggiornamenti sulla situazione in corso. Gli stessi volontari giungono presso piazza Porta la Barra. L’uomo ancora una volta rifiuta l’accoglienza notturna. Chiede di essere lasciato lì, perché dice: “lasciami per favore, qui alle 3 c’è il lavoro per le olive”.

In qualità di volontari di Casa Accoglienza “S. Maria Goretti” della Diocesi di Andria ci sembra doveroso chiarire quanto segue:

La carità da secoli non si impone con messaggi mediatici o azioni plateali ma con silenzio anonimo.

Il samaritano nella parabola dell’evangelista Luca rappresenta in chiare lettere il volto della carità che si fa in prima persona senza scaricare la responsabilità ad altri. Siamo nel tempo liturgico dell’Avvento. Prudenza, attenzione e vigilanza per le parole che si scrivono e si dicono nei confronti degli altri.

“Murmuratio est oblocutio depressa minoris contra maiorem ob impositam sibi rei gravitatem: Le chiacchiere, le ciance e le mormorazioni sono parole vuote e senza senso (Rodolfo Ardente).

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