Intelligenze multiple

Quali sono e come si differenziano l'una dall'altra

Liliana D'avanzo La rubrica delle carezze
Andria - venerdì 01 giugno 2018
intelligenze multiple
intelligenze multiple © n.c.

L’intelligenza non è qualcosa che si possiede o non si possiede, bensì un mosaico di elementi che trovano espressione in tutti i nostri comportamenti e pensieri. L’intelligenza è l’insieme di tutte le capacità umane che permettono di adattarsi all’ambiente, di apprendere, di formulare ragionamenti e di comprendere l’altrui pensiero.

Negli anni sono stati introdotti concetti come “Intelligenze multiple” e “Intelligenza emotiva”, il cui obiettivo era quello di rilevare la complessità dell’intelletto umano, inserendo tra gli elementi intelligenti, oltre alle abilità logiche, astratte e analitiche, anche quelle di tipo creativo e sociale.

La teoria delle intelligenze multiple è stata introdotta dallo psicologo americano Howard Gardner, che ne differenzia e ne distingue molte, localizzate, in parti differenti del cervello, come:

Intelligenza Linguistica: Chi la possiede solitamente sa variare il suo registro linguistico in base alle necessità ed ha la tendenza a riflettere sul linguaggio. E’ l’intelligenza legata alla capacità di utilizzare un vocabolario chiaro ed efficace.

Intelligenza Spaziale: Chi la possiede, normalmente, ha una sviluppata memoria per i dettagli ambientali, i luoghi e i percorsi; ha la capacità di percepire forme e oggetti nello spazio; sa orientarsi in luoghi intricati e riconosce oggetti tridimensionali in base a schemi mentali piuttosto complessi. Questa forma dell’intelligenza si manifesta essenzialmente nella creazione di arti figurative.

Intelligenza Corporeo-Cinestesica: Chi la possiede ha una padronanza del corpo che gli permette di ben coordinare i movimenti. In generale si può riferire a chi fa un uso creativo del corpo, come i ginnasti e i ballerini.

Intelligenza Musicale: È la capacità di riconoscere l’altezza dei suoni, le costruzioni armoniche e contrappuntistiche. Normalmente è localizzata nell’emisfero destro del cervello, ma le persone con cultura musicale elaborano la melodia in quello sinistro. Chi ne è dotato solitamente ha uno spiccato talento per l’uso di uno o più strumenti musicali, o per la modulazione canora della propria voce.

Intelligenza Naturalistica: consiste nel saper individuare determinati oggetti naturali, classificarli in un ordine preciso e cogliere le relazioni tra di essi. Alcuni gruppi umani che vivono in uno stadio ancora “primitivo”, come le tribù aborigene di raccoglitori-cacciatori, mostrano una grande capacità nel sapersi orientare nell’ambiente naturale riconoscendone anche i minimi dettagli.

Intelligenza Esistenziale o Teoretica: rappresenta la capacità di riflettere consapevolmente sui grandi temi della speculazione teoretica, come la natura dell’universo e la coscienza umana, e di ricavare da sofisticati processi di astrazione delle categorie concettuali che possano essere valide universalmente.

Intelligenza Interpersonale o sociale: Riguarda la capacità di relazionarsi con gli altri e di creare empatia.

Intelligenza Intrapersonale: fa riferimento alla capacità di comprendere le proprie emozioni e di incanalarle in forme che siano socialmente accettabile; coinvolge tutto il cervello, ma principalmente i lobi pre-frontali. Riguarda la capacità di comprendere gli altri, le loro esigenze, le paure, i desideri nascosti, di creare situazioni sociali favorevoli, di promuovere modelli sociali e personali vantaggiosi. Si può riscontrare specificamente nei politici e negli psicologi, più genericamente in quanti possiedono spiccata empatia e abilità di interazione sociale.

Questa intelligenza è propria di quelle persone che riescono a comprendere la propria individualità, saperla inserire nel contesto sociale per ottenere risultati migliori nella vita personale, e anche di sapersi immedesimare in personalità diverse dalla propria.

Il modello di Howard Gardner è sicuramente abbastanza completo ed esemplifica in maniera efficace la notevole complessità dell’intelligenza.

Negli ultimi anni è stato introdotto da Daniel Goleman il concetto di intelligenza EMOTIVA che si fonda su due tipi di competenza:

  • una personale, connessa al modo in cui controlliamo noi stessi;
  • una relazionale, legata al modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri.

Entrambe le competenze sono caratterizzate da abilità specifiche. In particolare, alla base della competenza personale possiamo rilevare la consapevolezza di sé, la padronanza di sé e la motivazione; mentre alla base della competenza sociale sono presenti l’empatia e le abilità nelle relazioni interpersonali.

La consapevolezza di sé è quella capacità che ci permette di riconoscere le nostre emozioni.

Oltre a ciò la consapevolezza di sé comporta un’autovalutazione approfondita delle proprie risorse interiori, delle proprie abilità e dei propri limiti, conducendo ad una percezione del proprio valore e delle proprie capacità e ad una sana fiducia in sé stessi.

La padronanza di sé comporta autocontrollo, ovvero la capacità di dominare le emozioni, senza tuttavia giungere alla soppressione o alla negazione delle stesse. Questa implica che anche se tutte le emozioni sono permesse, non tutte possono essere espresse.

Non possiamo sempre controllare ciò che proviamo interiormente di fronte a comportamenti o avvenimenti, ma siamo responsabili per il modo in cui decidiamo di esprimerli. Da questo punto di vista essere dotati di intelligenza emotiva significa essere in grado di gestire i propri sentimenti, essere dunque in grado di esercitare un controllo consapevole su di essi per poterli esprimere in modo appropriato ed efficace. L’importanza di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare.

L’ultima componente della competenza personale è la motivazione, la quale può essere definita come l’insieme delle tendenze emotive che guidano, sorreggono o rendono possibile il raggiungimento di obiettivi. La motivazione comporta una spinta alla realizzazione personale, connessa al cercare la propria soddisfazione proponendosi obiettivi stimolanti, orientandosi al risultato, coltivando l’impulso a migliorare le proprie prestazioni.

L’empatia fa invece parte della competenza sociale ed è caratterizzata dal riconoscimento e dalla condivisione dei sentimenti e delle emozioni altrui, senza tuttavia dimenticare i propri oppure confonderli con quelli dell’altra persona. L’empatia comporta l’accettazione incondizionata degli stati d’animo così come vengono offerti nella relazione. Gli stati d’animo non possono essere modificati o negoziati, né approvati o disapprovati come si farebbe con i comportamenti. Affianco all’empatia abbiamo infine la comunicazione, che permette alle persone di interagire e di comprendersi in maniera più efficace. Saper comunicare in maniera efficiente è un’abilità da non sottovalutare, soprattutto se pensiamo che rappresenta il principale mezzo che abbiamo a disposizione per esprimere ciò che sentiamo, pensiamo e vogliamo.

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