Recovery: un nuovo concetto per la salute mentale

un viaggio, un processo complesso e non lineare, di cambiamento, un’esperienza di crescita oltre la malattia

Studio Propsy ​Penso, Reagisco, Ottengo
Andria - venerdì 27 luglio 2018
Recovery: un nuovo concetto per la salute mentale
Recovery: un nuovo concetto per la salute mentale © n.c.

«Recovery è un processo profondamente e autenticamente personale di cambiamento dei propri valori, sentimenti, obiettivi, capacità, ruoli. E’ un modo di vivere la propria vita con soddisfazione speranza e iniziativa, malgrado la sofferenza e le limitazioni caudate dalla malattia. Implica il recupero non solo di una condizione di maggiore benessere, ma piuttosto di un nuovo senso della propria esistenza, che possa essere fatto evolvere al di la degli effetti catastrofici della malattia mentale». “W. Anthony

Definizioni

Il recovery è il processo o il risultato che le persone con disabilità attuano o raggiungono. La farmacoterapia, la riabilitazione e altri servizi della salute mentale sono ciò che gli operatori mettono a disposizione per facilitarlo.

È interessante evidenziare che l’esperienza di recovery è più comune di quanto sembri. Data l’universalità delle esperienze catastrofiche personali (morte di un caro, divorzio, abbandono ect) e sociali (guerre, disastri economici), ciascuno di noi (operatori compresi) può trovarsi ad affrontare la sfida del recovery. Riprendersi da una catastrofe certamente non cambia il fatto che l’esperienza sia avvenuta, che i suoi effetti siano ancora presenti, che la propria vita sia modificata per sempre e che l’evento catastrofico possa ripresentarsi ancora nel futuro. Ciò nonostante, la persona può essere cambiata, come anche il significato degli eventi traumatici per lei, dal momento che essi non rappresentano più il centro primario della sua vita, essendo stati sostituiti da altri interessi, attività, da nuovi propositi e significati esistenziali.

Il recovery è un concetto che può assumere due significati diversi:

  • Clinincal Recovery: Concetto che deriva dall’esperienza degli operatori della Salute Mentale e prevede la remissione dei sintomi e il ripristino del funzionamento sociale. In altre parole «il ritorno alla normalità»
  • Personal Recovery: Concetto che emerge dalle conoscenze di persone con esperienza diretta di disturbi mentali. Si focalizza sul processo attivo di costruzione di un’esperienza di vita significativa, così come definita dalle persone stesse.

Il processo di recovery s’instaura tramite una relazione terapeutica che incrementa la motivazione e le scelte auto dirette delle persone con disabilità psichiatrica nel momento in cui stabiliscono i propri obiettivi personali e scelgono tra le varie opportunità di trattamento. L’ottimismo e la speranza per il recovery sono nati dalla destigmatizzazione della malattia mentale e dalla crescente evidenza che l’ottenere una vita normale deriva da un trattamento completo, continuativo, coordinato e orientato all’utente.

La Recovery non è perciò tanto qualcosa da raggiungere ma un viaggio, un processo complesso e non lineare, di cambiamento, un’esperienza di crescita oltre la malattia. I resoconti dei pazienti tendono a valorizzare il fatto che siano gli utenti stessi a decidere di riprendersi.

«Sono una persona unica, che lotta con un disturbo mentale; grazie alle mie attitudini e alle mie iniziative quotidiane, sono stata in grado di pretendere una vita degna di questo nome. Voglio raccontare il mio percorso verso la guarigione (che continua tuttora) per permettere ad altri di fare percorsi simili» “Patricia Deegan”

Cosa facilita la Recovery

Il Sentirsi come una persona: autoefficacia, assunzione di responsabilità.
La speranza, significato esistenziale e prospettiva: lo stabilire obiettivi, il coltivare aspettative positive, il sentire il rispetto e la fiducia.
La possibilità di compiere scelte:
la varietà di opzioni per soddisfare i propri bisogni, la presenza di supporti.
L’autonomia: l’attribuire importanza all’esperienza degli utenti, l’autodeterminazione, le relazioni in termini di partnership, il riconoscimento dei propri diritti e dell’unicità della propria persona.
Le relazioni sociali: le reti sociali estese, l’esistenza di almeno un legame significativo, il supporto reciproco familiare, programmi mirati all’assunzione sociale di ruolo, il rispetto per le preferenze dell’utente, le facilitazioni negli ambienti sociali.
Il supporto dei pari: i modelli diversi di supporto del gruppo, l’identificazione con modelli positivi, i servizi gestiti da utenti, gli utenti inseriti come operatori nell’interno dei servizi.
Il sistema dei servizi: i bisogni degli utenti al centro del progetto, il sapere che le opinioni degli utenti contano, la tolleranza per la diversità. La responsabilità sulle cure, l’ospedalizzazione come ultima ratio, programmi informativi per utenti e loro familiari, interventi tempestivi e proattivi.
Il personale dei servizi: le relazioni caratterizzate da continuità, disponibilità, comprensione, affidabilità, onestà, apertura e convincimento della possibilità di ripresa, l’ascolto, la credibilità, autenticità, rispetto, supporto, interesse, responsività, umiltà. L’attenzione alle differenze culturali, l’incoraggiamento all’autonomia e all’empowerment, la formazione e aggiornamento continui, il coinvolgimento degli utenti nei programmi formativi degli operatori.

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