I genitori, gli adolescenti e la psicoanalisi

“i due grandi problemi dell'adolescenza sono: trovarsi un posto nella società e, allo stesso tempo, trovare se stessi” (B. Bettelheim)

Gabriella Ieva Stanze di vita quotidiana
Andria - venerdì 05 aprile 2019
adolescenza
adolescenza © n.c.

Definiamo personalità il modo in cui ognuno di noi processa la realtà attraverso i pensieri, il sentire, le motivazioni: è il modo di adattarsi all'ambiente e alle circostanze, come sperimentiamo noi e gli altri nelle situazioni di vita.

Negli adolescenti i disturbi di personalità rappresentano circa il 12-14% della popolazione generale.

Il mio lavoro in psicoterapia con gli adolescenti che incontro consiste nel ridare loro il senso di quello che stanno vivendo, per aiutarli a raggiungere la comprensione di sé stessi.

Approcciare i soli sintomi significherebbe operare un'eccessiva semplificazione, rischiando di“perdere”tutti quei pattern sottostanti alla sintomatologia e alla sofferenza riferita a parole; é importante, invece, operare un'integrazione tra quelle che sono le manifestazioni fenomenologiche, cioè osservabili all'esterno, del disagio di cui questi ragazzi si fanno portatori, e le dimensioni ancora latenti, silenti.

Gli affetti rappresentano il lessico delle relazioni interpersonali e danno colore al mondo interno: l'obiettivo di un lavoro di psicoterapia con gli adolescenti è liberarli dal mondo interno che li imprigiona e portarli nel mondo esterno, accompagnarli in quel mondo che gli fa paura.

Spesso, però, adolescenti o giovani adulti con gravi problematiche, proprio a causa della serietà del loro disturbo, non ce la fanno ad affrontare una terapia, la interrompono o la rifiutano radicalmente; la psicoanalisi ci insegna che la barriera delle resistenze non può essere infranta, ma bisogna creare quelle condizioni che consentano di elaborare e trasformare le difese.

Confrontarsi con l'adolescenza significa, dunque, anche confrontarsi con la dimensione della genitorialità, ed è proprio per questo che il lavoro con gli adolescenti è tanto difficile, perché pone la necessità di tenere conto non solo di speranze e timori del ragazzo, ma anche di quelle, spesso discordanti, dei genitori. Questa dinamica a più voci rappresenta la messa in scena del problema fondamentale degli adolescenti e dei loro genitori: la difficoltà, spesso reciproca, di differenziarsi e di sciogliere un legame di dipendenza infantile.

Il punto nodale diviene la forza trasformativa che deriva dal rispetto per il narcisismo ferito dei genitori: generalmente si sentono inadeguati e colpevoli per la paura di aver fallito nella loro funzione genitoriale.

Se é vero che essere genitori ed essere psicoanalisti significa confrontarsi con due mestieri impossibili, é proprio l'incontro condiviso tra queste due impossibilità nel gioco condiviso della terapia psicoanalitica che può rappresentare un'occasione feconda. Con l'aiuto del terapeuta, riconoscono il figlio reale ed i suoi bisogni, entrando in contatto anche con una parte di loro stessi; così mentre il figlio si trasforma grazie al cambiamento dei genitori, i genitori si trasformano curando il figlio.