Mani di Puglia

Insieme ai prodotti, esportiamo la nostra cultura

Mirella Caldarone Punto di vista
Andria - venerdì 12 aprile 2019
Mani di Puglia
Mani di Puglia © Mirella Caldarone

Organi prensili le cui terminazioni sono predisposte al senso tattile, le mani sono il primo strumento del genere umano. All’Homo sapiens è dato anche l’uso espressivo di questi organi quando essi sostituiscono la parola o la accompagnano con i gesti.

La manualità è quella capacità di generare forme, prodotti, manufatti, appunto. La tipologia di produzioni contraddistingue una comunità, insieme alle architetture e all’assetto ambientale più in generale.

Dall’artigianato all’agricoltura, dalla cucina all’enologia, un territorio è riconoscibile per le sue produzioni che divengono icone, fino a trasportare nel mondo l’immagine di una Terra.

Succede con le nostre orecchiette, per esempio: un marchio che riconoscono anche in altri Continenti.

Chi non conosce, poi, le nostre uve, cariche di zuccheri per il sole che le fa maturare. Negli ultimi decenni la Puglia figura tra le regioni produttrici dei migliori vini.

Che dire dei ricci di mare che parlano di Puglia e di ‘nderr à la lanz di Bari, un’esperienza autentica.

La mozzarella non ha bisogno di ulteriori specificazioni: essa è Puglia di default. Anzi, di più, è Andria (insieme a Gioia del Colle).

Insieme ai prodotti, esportiamo la nostra cultura fatta di tradizioni, di inclinazioni, di clima e dominazioni storiche.

Tutto l’insieme è il paniere della nostra capacità di essere comunità: generiamo sapori, colori, architetture e melodie musicali. Partendo dal tatto, dunque, si riescono a soddisfare gli altri sensi: gusto, vista, olfatto e udito.

Puglia: marchio di comunità.