Viaggiatori

In compagnia di fratelli temporanei

Mirella Caldarone Punto di vista
Andria - venerdì 10 maggio 2019
Africa
Africa © Mirella Caldarone

Un viaggio: un'escursione per le coordinate del mondo, un esercizio della mente.

Un allenamento dei sensi percettivi. Si torna col l'olfatto affinato.

I profumi della terra d'origine hanno nuova veste, al ritorno.

Ogni volta è un passaggio ed un taglio di cordoni ombelicali. Uno spostamento, un attraversamento di culture.

Viaggiare è gioire del passaggio di una frontiera emotiva legata alle paure. Nell’immaginario questo attraversamento è legato ai timori, al pensiero limitante del “come farò”.

La paura è ostacolo ed è la migliore scusa per evitare i cambiamenti. Lo stato delle cose cambia continuamente, che ci si lasci guidare dai timori oppure no. Affrontare l'esperienza senza opporre resistenza è, invece, fluire quotidianamente nei segmenti reali di ciò che il pensiero teme catastrofico. Ad ascoltare le paure si rischia di rinunciare alla bellezza. Entrare, attraversare gli eventi, muoversi assecondandone il verso, è la garanzia di miglior successo. Un viaggio è sempre una scommessa. La vita lo è. Rifiutarsi di partire è rendere vana la nostra nascita. Viaggiare in un sistema a noi sconosciuto è una scoperta delle risorse a nostra disposizione. Dimostrare le nostre fragilità non sarà utile a nessuno che possa venirci in soccorso, quando siamo soli nel mondo. In buona compagnia di sé stessi, non si può dire di esser soli a far tanta strada. E l'albero della fiducia cresce, estende le sue radici.

E non si confonda la figura del turista con quella del viaggiatore. Il viaggiatore ha un totale disinteresse per gli spartiti delle agenzie di viaggio che assicurano al turista, invece, una bolla di protezione che rotola insieme ai suoi bagagli, con l’assicurazione che nulla potrà turbare il suo delicato equilibrio.

Un viaggiatore ha da misurarsi con le risorse del posto visitato fatto di mezzi di trasporto locali da frequentare, di interessi da scoprire. Bisogna avere il tempo di intessere rapporti con la gente che vi abita, fermarsi con loro, scambiare parole, sorrisi, vibrazioni.

Il viaggio è crescita, quella che deriva dal superamento delle difficoltà; quella che fa venire fuori la parte migliore di te, che ti rivolgi al mondo in cerca di sostegni.

Può capitare di incontrare sistemi nel caos e di chiedersi come si possa sopravvivere in quel caos: viaggiatore è chi prova ad intersecare la sua presenza in una codifica diversa, sentendosi bene, individuando un ritmo, riconoscendo il suo senso in una giungla di sensi.

La fotografia è compagna di emozioni. Se accompagnata dalla naturalezza, l’azione del fotografare avvicina le culture, genera conoscenza, regala sorrisi, strette di mano ed abbracci, anche. Le immagini raccontano le esperienze vissute e sono portatrici della forza soggiogante che ha registrato gli incontri.

Possiamo considerare il mondo come la nostra casa: abitare è sentirsi bene in un contesto, in compagnia di fratelli temporanei.

Si inaugurerà una mostra di fotografia il prossimo 21 maggio h 18,30 a Bari – ex Palazzo delle Poste, che parla proprio di viaggi, a cura dell’Associazione culturale Artiemiele. Ci saranno mie opere in esposizione, insieme a quelle di Luigi Ceci. Curatore della mostra “Abitare e/è viaggiare” è Pio Meledandri. Vi aspettiamo!