Un cielo senza garriti

Siete partite senza aver avuto il tempo di salutarvi. Quali cieli andrete ad allietare con i vostri gridi?

Mirella Caldarone Punto di vista
Andria - venerdì 13 settembre 2019
cielo 8 settembre
cielo 8 settembre © Mirella Caldarone

Me ne accorgo di colpo ed è smarrimento: un tramonto senza rondini quando ancora sembra estate.

Il sole è giunto al campanile dell’Orologio nel suo cammino verso l’inverno e per alcuni secondi resta incorniciato nella monofora da cui partono i rintocchi che segnano le ore.

Insieme al sole all’orizzonte si chiude il sipario sugli spartiti d’estate ricchi dei garriti dei volatili migranti. Siete partite senza aver avuto il tempo di salutarvi. Quali cieli andrete ad allietare con i vostri gridi? Quali temporali annuncerete volando bassissime?

La migrazione delle rondini è a ciclo continuo e su lunghe distanze. Vivono in Africa centrale e meridionale da metà ottobre a metà marzo. Giungono qui a primavera dopo un viaggio estenuante. Ed è festa. Arrivano, non stanno più nella pelle. Sono le rondini. Formano gruppi che volano di giorno e si ritrovano la sera, per dormire. Volano come cieche, guidate da qualcosa che è ancora un mistero.

Dal corpo lungo e sottile terminante con la coda biforcuta che le aiuta a fare manovre acrobatiche, esse frecciano nelle sere d’estate staccandosi dai campanili e tornandovi, riempiendo di gridi l’aria. Ma non sono rondini: si tratta di rondoni, dei veri jet del volo, le rondini preferiscono la campagna.

Il nostro centro storico ne è pieno: le crepe, gli anfratti, i tetti, i buchi nei muri sono luoghi per nidificare. Le nuove architetture dovrebbero tener conto di questo aspetto, progettando spazi per loro, veri asili accoglienti.

Servirebbe tutelare queste girandole del mondo, queste padrone del cielo caldo, di belle stagioni, che sfrecciano veloci come saette, nell'aria tiepida.Dopo aver volato nei cieli di due continenti, percorrendo quasi 10mila chilometri, si trovano spesso davanti una brutta sorpresa: i loro nidi sono stati coperti dalle reti o una casa ha lasciato il posto ad un nuovo palazzo senza memoria storica.

Occupiamo ogni giorno più spazio fisico, noi uomini, riducendo le zone naturali a disposizione della flora e della fauna. Il riscaldamento globale del pianeta, poi, sta allargando i deserti verso Sud quindi raggiungere i luoghi dove svernare è sempre più faticoso.

Ogni anno le rondini distruttrici d’insetti sono sempre meno. Un dramma ambientale da ascrivere al genere umano. Urge la necessità di una cooperazione internazionale. Gli uccelli migratori connettono persone, ecosistemi e nazioni. Sono simboli di pace e di un pianeta unito. I loro epici viaggi ispirano persone di tutte le età, in tutto il mondo.

Ora siete in viaggio, compagne di stagioni. Saprò aspettare un’altra primavera: aprirò varchi e li addobberò con lenzuola per assicurarvi un giaciglio su cui generare nuova prole. Buona estate perenne a voi che cercate il caldo a cavallo dei continenti.

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