Guai a scherzare con la cocaina!

killer del cuore ...e non solo

Domenico Di Noia La salute del cuore
Andria - venerdì 15 novembre 2019
cocaina
cocaina © n.c.

L’arbusto della coca, Eritroxylon coca, la “pianta divina”, cresce sui territori andini del Sud America e si considera sia stata la prima pianta di culto del Continente. L’uso delle sue foglie, che masticate a lungo permettono di vincere la fame, la sete e la fatica, è statof atto risalire a oltre 4.500 anni fa. In Europa la cocaina cominciò a diffondersi nel 1800. Il suo principio attivo venne isolato per la prima volta da uno studente tedesco e le sue proprietà vennero apprezzate anche dallo psicoanalista austriaco Sigmund Freud, che scrisse un articolo in cui la definiva una “sostanza magica”.

Questa sostanza oggi è sempre più diffusa in Europa e in Italia e il suo consumo sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti. I benefici apparenti e comunque temporanei offerti da questa sostanza spesso conducono a condizioni di dipendenza e di abuso, con conseguenze cliniche molto gravi e talvolta irreversibili. L’UNODC (l’agenzia delle Nazioni Unite che monitora il consumo di droghe nel mondo) segnala come negli ultimi anni in alcuni Paesi, soprattutto nel Nord America e nell’Europa Occidentale, il consumo della cocaina sia in costante aumento. La relazione Europea sulle droghe del 2018 concorda nel ritenere la cocaina sempre più presente nei mercati europei come documentato anche dalle analisi delle acque reflue di alcune grandi città metropolitane. In Europa esistono due tipi di cocaina: il più comune è la polvere di cocaina (sotto forma di sali), mentre, meno facilmente reperibile, è la cocaina crack, che si assume inalandone il fumo. Si stima che circa il10% della popolazione italiana concentrata nelle grandi città fa uso di cocaina, (è utilizzata da persone appartenenti a tutti gli strati sociali senza differenze etniche). Come molte sostanze d’abuso è in grado di indurre tolleranza, dipendenza e astinenza una volta che la sua somministrazione viene bruscamente interrotta.

Gli effetti clinici della cocaina sono direttamente proporzionali alla dose somministrata.Dosi comprese fra i 25 e 125 mg determinano quelli che sono gli effetti desiderati che consistono in: euforia; incremento della socialità e dell’energia; ridotta necessità di dormire; aumento apparente e temporaneo dell’efficienza. Dosi più elevate di sostanza, superiori ai 150 mg determinano vasocostrizione; incremento della frequenza cardiaca e della temperatura; dilatazione della pupilla dell'occhio in assenza di luce (midriasi). Dosi maggiori di 300 mg possono causare in soggetti anche tolleranti overdose con: comportamento stereotipato (per stereotipia si intende la ripetizione di una sequenza invariata e costante di uno o più comportamenti); ansia; attacchi di panico; paranoia (per paranoia si intende una psicosi caratterizzata da un delirio cronico, basato su un sistema di convinzioni, principalmente a tema persecutorio, non corrispondenti alla realtà.); allucinazioni; aggressività; violenza; problemi cardiovascolari come infarto del miocardio o angina, aritmie; accidenti neurologici come vertigini, cefalea, visione offuscata, ischemia, infarti ed emorragie. L’ischemia e l’infarto miocardico acuto rappresentano le patologie più frequentemente descritte nell’abuso da cocaina, ma gli effetti di questa sostanza a livello cardiovascolare sono molti e complessi e possono determinare un ampio ventaglio di complicanze che vanno dalle sindromi coronariche acute alla dissecazione (rottura) aortica. Inoltre in aggiunta alla rottura dell’aorta è stato osservato anche un incremento della prevalenza di aneurismi (dilatazione) delle coronarie, che contribuiscono all’insorgenza di infarto miocardico. L’abuso di cocaina inoltre è correlato, inoltre, a fenomeni aritmici di vario grado e alla morte improvvisa.

E' sufficiente dire che, nell’ora che segue l’assunzione di questa droga, il rischio di un infarto del miocardio, anche in una persona sana, aumenta di 24 volte. Nell’infarto da cocaina i tempi di insorgenza dei sintomi dall’ultima assunzione della sostanza sono variabili dai 30 minuti ad alcune ore (talora tardivo a oltre 15 ore dall’assunzione) con un picco di incidenza dopo circa un’ora dall’utilizzo. L’insorgenza dei sintomi non sempre è correlato alla dose assunta o alla tipologia di somministrazione. Ancora, studi hanno confermato che vi è un aumentato rischio - da sette a dieci volte - di incorrere in un ictus nelle ventiquattro ore successive al consumo. L’utilizzo di questa sostanza determina anche alterazioni a carico della coagulazione,favorendo la la formazione di coaguli(trombi) all'interno delle arterie. La cocaina inoltre, può determinare un danno diretto alle cellule del muscolo cardiaco. Non è rara nei cocainomani l’insorgenza di endocardite, (patologia acuta delle valvole cardiache associata a una mortalità del 15-30%.) e miocardite (un'infiammazione del muscolo cardiaco in genere associata a infezioni virali, batteriche o fungine) , in maggior misura nei soggetti che ne fanno un uso endovena.

In conclusione, l'assunzione di questa sostanza provoca notevoli danni all'apparato cardiovascolare e cerebrale poiché causa aumento della frequenza cardiaca, incremento della pressione sanguigna e della contrattilità del ventricolo sinistro del cuore, maggiore richiesta di ossigeno da parte del tessuto muscolare cardiaco, riduzione dell’afflusso di sangue nelle coronarie, processi infiammatori a carico delle valvole e del muscolo cardiaco, dilatazione delle coronarie, rottura dell'aorta , aritmie e ictus.

“Comprare droga è come comprare un biglietto per un mondo fantastico, ma il prezzo di questo biglietto è la vita”. Jim Morrison

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