Denti storti: cause e terapia. Ecco come risolvere il tuo problema

Luigi Zagaria I consigli del dentista
Andria - venerdì 31 gennaio 2020
denti storti
denti storti © n.c.

Avere denti dritti e un bel sorriso significa anche avere una bocca più sana. I denti storti infatti sono difficili da tenere puliti, e sono per questo maggiormente predisposti allo sviluppo di carie. Una cattiva occlusione dentale aumenta anche il rischio di malattie a carico delle gengive, come gengivite e parodontite. I denti storti inoltre influenzano anche la postura e possono predisporre a altri disturbi: una masticazione scomposta mette sotto sforzo i muscoli mandibolari provocando mal di testa e anche dolori a collo, schiena e spalle.

Intervenire tempestivamente con una cura ortodontica è fondamentale: il dentista di fiducia sarà in grado di valutare quale tipo di ortodonzia è più adatto alla vostra situazione.

I denti storti, noti tecnicamente come affollamenti dentari, appartengono tecnicamente alle malocclusioni dentarie. In generale, il termine malocclusione indica che l’arcata superiore “chiude male” con l’arcata inferiore. A seconda che la causa appartenga a una struttura piuttosto che ad un’altra, esse si distinguono in:

  • Malocclusioni ossee, in cui vi sono disordini tra le strutture scheletriche;
  • Malocclusioni dentarie, in cui le strutture ossee sono bilanciate ma i denti sono disallineati;
  • Malocclusioni miste, in cui vi è la combinazione di entrambe.
  • La branca dell’odontoiatria che si occupa di tutto questo è l’ortodonzia, che permette di correggere la posizione dei denti e “raddrizzare” il sorriso. L’ortodonzia permette di trattare e di risolvere alcune delle più comuni imperfezioni dell’occlusione dentale.

    Le cause dei denti storti

    Con il passare degli anni l’aumento del benessere della popolazione mondiale ha portato a considerare come patologico qualsiasi inestetismo o dente fuori posto. E in effetti, la presenza di denti affollati è la forma di disallineamento che più turba i pazienti. Le cause più importanti a generarlo sono essenzialmente due:

    1- Il ruolo della genetica.
    La causa più rilevante è sicuramente quella di natura genetica. Essa prevede un eccessivo discrepanza tra i denti e l’osso in cui sono inseriti. Tale discrepanza dento-basale, consiste in denti troppo grandi per lo spazio a disposizione. È il classico caso del canino incluso che non riesce ad erompere per mancanza di spazio. Il canino per mancanza di spazio in arcata non riesce ad erompere correttamente.

    2- Fattori acquisiti
    Una seconda causa è invece dovuta a fattori acquisiti. La perdita precoce di un dente da latte ad esempio, può ostruire parzialmente l’eruzione del permanente. Tale ostruzione si realizza in quanto normalmente, se manca un dente, quelli adiacenti tendono ad avvicinarsi tra di loro. Si tratta però di un avvicinamento che chiude gli spazi utili al permanente per potersi posizionare correttamente. La perdita precoce di un dente da latte può favorire la comparsa dell’affollamento dentario. Chiaramente anche la presenza di un dente sovrannumerario può determinare deficit di spazio in arcata.

    Qual è l’età giusta per mettere l’apparecchio ortodontico?

    Curare un affollamento dentario prevede l’utilizzo dell’apparecchio ortodontico. È bene notare però che il caso clinico è tanto più complesso quanto più tardiva è la sua diagnosi. Difatti, curare la bocca di un bambino già dai 5-6 anni dà la possibilità di intercettare eventuali problemi e correggerli senza rischi, sfruttando la crescita delle strutture ossee nel tempo. In questo caso solitamente (anche se la terapia varia da caso a caso), la terapia prevede la combinazione di un apparecchio mobile con un apparecchio fisso, per le rifiniture finali.

    L’infanzia e la prima adolescenza sono i momenti migliori per effettuare una cura ortodontica: le ossa di un bambino in età evolutiva sono ancora “malleabili”, quindi allineare i denti in questa fase della vita sarà più facile. Inoltre, un intervento ortodontico tempestivo permette di prevenire efficacemente le varie patologie legate alla malocclusione dentale.

    Nei pazienti adulti invece, la crescita è chiaramente terminata, e allora come procedere? In linea di massima, in caso di affollamenti lievi, la normale terapia ortodontica può rivelarsi più che idonea. Se però la situazione dovesse essere più grave, il dilemma principale è tra terapia estrattiva e non estrattiva.

    La terapia non estrattiva è consigliata in casi di denti storti di severità lieve-moderata. Tra le procedure a disposizione dell’ortodontista c’è lo “stripping” che consiste nel “limare” lo smalto di alcuni denti per ridurre la loro dimensione. Tale procedura clinica è una metodica assolutamente sicura per il paziente.

    Quando l’affollamento si fa di gravità più severa, la terapia estrattiva è inevitabile e consiste di solito nell’estrazione di 4 premolari. Pur essendo una scelta difficile da digerire, eliminare quattro denti dà la possibilità all’odontoiatra di avere molto più spazio a disposizione per allineare le arcate con la terapia ortodontica.

    E se resto così?

    Probabilmente sei un paziente adulto e già la vaga idea di dover estrarre elementi dentari sani o mettere l’apparecchio ortodontico ti turba. Tuttavia devi essere consapevole che il perdurare di un affollamento dentario dà luogo a:

  • Un aumento della predisposizione alla carie;
  • Maggiori possibilità di sviluppare disordini temporo-mandibolari come dolori muscolari e cefalee;
  • Problemi estetici;
  • Maggior rischio di gengiviti e parodontiti.
  • Possibili problematiche posturali
  • Insomma, mettere l’apparecchio ortodontico o estrarre i denti ti turba? Restare così dovrebbe turbarti di più.

    In conclusione, gli affollamenti dentari sono un tipo di malocclusione da non sottovalutare. Riconoscerli e trattarli fin da bambino dà la possibilità di ottenere ottimi risultati, senza dover rischiare di ricorrere a terapie estrattive in età adulta.

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